lunedì 20 marzo 2017

Letture di inizio anno

Un esibizionista
Mi sono reso conto che da inizio anno sto macinando letture ad un ritmo se non buono, almeno discreto. Beccatevi queste, intanto...


Jon Courtenay Grimwood: "Fellahin" (The Arabesk Trilogy #3)
(Zona 42, store vari)
Il volume conclusivo della "Arabesk Trilogy" di Grimwood, dopo l'excursus della storia centrale che presentava una connotazione più storico-politica, torna a calcare i sentieri del noir. Ashraf Bay, già ispettore capo di El Iskandryia (Alessandria d'Egitto) e governatore, deve nuovamente calarsi nei panni dell'investigatore per scoprire chi vuole morto il Pasha, suo padre. Un'indagine che lo porta ad investigare sulla propria famiglia e sulle proprie origini. L'ideale, per il lettore, sarebbe leggere nell'ordine le tre storie della trilogia, un affresco distopico superlativo nell'ambito dell'attuale letteratura di genere e di fantascienza in particolare.

Lavie Thidar: "Wolf"
(Frassinelli, store vari)
Una interessante distopia sull'Europa pre-WW2 in cui, a differenza di altre storie alternative del periodo storico ("La svastica sul sole" di Philip K. Dick o "Fatherland" di Robert Harris), la Germania nazista cade nel 1933: i sovietici prendono il potere, i tedeschi emigrano in massa, il Regno Unito accoglie i profughi e vede crescere l'intolleranza verso lo straniero. Su questo sfondo la storia di un investigatore privato, Wolf, immigrato dalla Germania e, incidentalmente, ex-fuhrer, e i sogni di un detenuto in un campo di concentramento "in un altro luogo e in un altro tempo".
Una carrellata di personaggi storici e lettarari in uno scenario di incombente conflitto totale che, in fondo, non appare troppo diverso da quello attuale.

Kara Lafayette: "Lady Paurissima"
(autoproduzione, Amazon)
Partiamo dal sottotitolo, l'amicizia. Chi può dire di conoscere veramente qualcun altro, fosse anche un amico, quello che ha in testa, quello che sa di te o altri e come lo giudica? Non può farlo Miriam, Lady Paurissima, fragile delle sue paure e solo all'apparenza dura e scostante. Non può farlo ma lo può imparare, in una lunga catarsi di sangue ai ritmi di un festa anni '80. Lo può imparare al punto di arrivare a conoscere anche sé stessa e poter lasciare alle spalle le proprie paure.

Bruno Bacelli: "Khaibit. Il giorno del giudizio"
(autoproduzione, Amazon)
Un urban fantasy particolare, apparentemente dimesso quanto il protagonista che racconta la storia in prima persona. Ambientazione milanese per un gruppo di personaggi particolari, con poteri psichici acerbi, che si trova al centro dell'attenzione di un misterioso gruppo che ha lo scopo di evocare un apocalittico drago. Ci sono trasposizioni di classiche figure orrorifiche quali vampiri (psichici) e zombie (che si lasciano prosciugare l'anima) su un tappeto di citazioni religiose che partono dal Libro dei Morti egizio (la Khaibit che vede il protagonista è una parte dell'anima, quella che raccoglie gli elementi negativi, complementare al Ka) e vengono filtrate attraverso punti di vista diversi (santoni agnostici e preti bigotti). La storia procede come una lenta scoperta fino ad una conclusione che parrebbe forse facile e affrettata. In ogni caso una lettura piacevole, con una colonna sonora ben scelta, utili note dell'autore, edizione ben curata (come tipico della Moon Base Factory) e una copertina adatta e inquietante ad opera di Giordano Efrodini.

Francesca Fichera: "Nella luce"
(Kipple Officina Libraria, store vari)
Un'apocalisse interiore ed esteriore quella che vivono i protagonisti senza nome di questo veloce racconto: sono momenti di caduta emotiva che fanno da contrappunto a un mondo in procinto di essere cancellato. Non c'è una storia da raccontare, solo momenti finali da vivere nel timore fino alla pace della luce, al "sole nero" e alla conclusiva "esplosione di fuoco senza calore" che pare cancellare tutto tranne il senso di solitudine. Poetico.

Mauro Longo: "Guiscardi senza gloria" (scenario: Ultima Forsan)
(Acheron Books, store vari)
Il maggior pregio dell'autore è quello di avere confezionato una storia che travalica i generi: dall'horror al fantasy storico, passando per lo steampunk e l'avventura, tutto perfettamente incastonato e funzionale al racconto.
E poi c'è il racconto in sè, un'adrenalinica quest (che fa parte dello scenario del rinascimento macabro di "Ultima Forsan", gioco di ruolo ideato dallo stesso Mauro Longo con Giuseppe Rotondo ed edito da Savage Worlds Italia) ma anche la storia intrecciata dei vari protagonisti, ben caratterizzati nelle loro pulsioni e nelle loro convinzioni (quando non nei loro fanatismi), che impariamo a conoscere e, con loro, a conoscere il mondo in cui vivono, le diverse strutture sociali sorte dopo il flagello dei trapassati redivivi di due secoli prima e che ancora devono fare i conti con le diverse porzioni di umanità (mondi, corrotti e morti viventi) e con gli eterni ideali di libertà e uguaglianza.

lunedì 13 marzo 2017

Letture Uno-Due #5: Marolla, Vastano, Hell Greco

(foto di Fabio R. Crespi)
Quinto passaggio per le letture "Uno-Due" (un autore, due letture), stavolta con Samuel Marolla, Claudio Vastano e Germano "Hell Greco" M. (sì, comincio a riciclare gli autori ma riciclare Hell è un lusso).


Samuel Marolla: "Il colosso addormentato"
Autoproduzione (store vari)
Due citazioni di Robert E. Howard aprono e chiudono la storia, a definire che il testo è un omaggio all'horror di lovecraftiana derivazione.
Fabio Angotti, archeologo "di confine" e riservista militare, viene richiamato dai servizi segreti per studiare una "colossale" scoperta, naturalmente secretata, in Afghanistan, in piena zona di guerra. Mano mano che si prosegue nalla lettura si viene avvolti "da un profumo dolciastro, il profumo di un dolcissimo veleno, di un respiro segreto pronunciato nel silenzio eterno" e la mente vacilla davanti all'orrore che si svela: un orrore estraneo, contaminante e distruttivo che l'uomo ha la presunzione di riuscire, prima o poi, a controllare. Anche al costo di svegliare del tutto il Colosso.
Il testo è arricchito da alcune illustrazioni di Simone Delladio.

Samuel Marolla"Imago Mortis"
Acheron Books (store vari)
Milano: Ghites, un investigatore privato in precarie condizioni economiche, viene ingaggiato per investigare sul delitto di una prostituta avvenuto oltre cinquant'anni prima. Nonostante sia sua buona regola non accettare casi che lo vedano poi eventualmente coinvolto con la malavita (e un'indagine su un delitto del secolo precedente sembra sicura da questo punto di vista), l'investigatore si trova esattamente nella situazione in cui non vorrebbe trovarsi. Raccontato così pare un noir, anche abbastanza preciso nei canoni, ma Ghites sniffa ceneri dei morti (spende un sacco per questa sua dipendenza), ne rievoca le essenze (Jim Morrison lo accompagna nella sua indagine) e ne rivive i ricordi. Questa particolarità è il suo metodo medianico d'indagine e, messa così, è facile che il noir si trasformi in orrore. Notevoli la Milano pre-expo, città malata di soldi ("Homo sine pecunia est imago mortis") e infetta nello spirito, e il trip onirico nella Milano degli anni '50. E, infine, fragile è la barriera che separa i vivi e i morti: "Tu puoi andare a visitare il regno dei morti ma qualcosa potrebbe tornare con te".


Claudio Vastano: "Ragni" (Ciclo di Aracnia #1)
Dunwich Edizioni (store vari)
"Erano belli i tempi in cui noi eravamo i giganti e loro gli inquilini indesiderati. Li ricordi?".
E invece, come in un classico della fantascienza, sono arrivati i mostri giganti. Non solo. Si tratta pure di versioni XXL (e oltre) di quelle bestie che già nella loro taglia reale provocano paure viscerali: i ragni. In questo mondo post-apocalittico (ché i ragni hanno già sconvolto decimato l'organizzatissima società umana) si staglia la figura dell'eroe solitario ai limiti della misantropia, Charles MacDermhott, chimico e cacciatore di mostri per necessità. E, come ogni post-apocalisse che si rispetti, ci sono gruppi di persone che si organizzano per imporre la propria legge ai sopravvissuti: dall'anarchia si torna a una parvenza d'ordine, anche a costo di rivelare quale siano i veri mostri. Dopo uno scontro con le nuove milizie a MacDermhott, accompagnato da una ragazzina e da una scimmia scoiattolo, non rimane che cedere terreno e spostarsi verso terreni meno frequentati. Momento topico: la gita nella cattedrale di fili di seta; interessanti anche le descrizioni delle caratteristiche dei diversi tipi di aracnidi.

Claudio Vastano: "Il pozzo delle tenebre" (Ciclo di Aracnia #2)
Dunwich Edizioni (store vari)
Ritroviamo Charles MacDermhott, chimico e cacciatore di ragni in formato XXL, qualche anno dopo le sue prime vicende narrate in "Ragni" (necessariamente da leggere prima di questo). Lo ritroviamo da solo quando viene ingaggiato per cercare di raggiungere uno scienziato che si presume dimorare nel "pozzo delle tenebre" al centro di Virge City e che potrebbe essere a conoscenza della genesi del gigantismo aracnide che ha portato alla distruzione della civiltà. Ancora una volta, Mac si troverà di fronte ragni giganti e gruppi di esseri umani che cercano di riorganizzare la civiltà, ognuno secondo il proprio modo di vedere le cose, e, tra questi, anche qualcuno che pare nutrire desideri di vendetta sul cacciatore. L'autore ci fa scoprire questo nuovo mondo e i suoi equilibri, ci rivela stralci del passato di Mac e la genesi degli aracnidi giganti. MacDermhott raggiunge il proprio obiettivo, quindi, ma la storia rimane aperta per un nuovo capitolo di una serie di fantascienza avventurosa davvero interessante.


Germano [Hell Greco] M.: "Girlfriend from Hell" (scenario: Survival Blog)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Cinque anni di sopravvivenza all'epidemia gialla, straniero in terra straniera, da Harrods all'Irlanda, accompagnato a una donna che, in condizioni normali, avrebbe solo ammirato sullo schermo. La conquista di una nuova vita tramite l'adattamento alle condizioni estreme che la pandemia ha causato. Una narrazione da blog (nata, di fatto, da un'idea di un blogger e autore, Alessandro Girola, ideatore dello scenario del morbo di Lee Chang) che funziona comunque bene anche come lettura continua. Tutto muore lentamente, anche l'idea di un futuro che possa essere diverso da un eterno presente pura sopravvivenza.

Germano [Hell Greco] M.: "Offshore" (scenario: Survival Blog)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
"Discettiamo della qualità della solitudine" è il cappello del racconto. La solitudine del protagonista è una lunga fuga nella propria testa nell'attesa del Mietitore, "in ritardo di circa un anno. Avrà forato. Oppure avrà dato di matto per il superlavoro". Jerry è su una piattaforma nell'oceano indiano mentre il mondo soccombe alla pandemia gialla. Il personale, le milizie sikh devote a Kali, la ragazza con intolleranza alimentare sono figure che piano piano diventano ombre per il protagonista, prima ancora di diventare vittime del morbo. Non è necessario essere davvero soli per soffrire di solitudine, soprattutto se questa diventa il rifugio da una realtà che, ineluttabile, porta al nulla.


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

lunedì 6 marzo 2017

Compilation personali #2 - Altre "runnelist" su YouTube

Pastrugno mio,
il CD è l'ultimo dei The xx.
Come sempre quando mi riprende un trip, mi lascio trascinare senza ritegno alcuno.

Alle due compilation musicali create poco tempo fa su YouTube (ne parlo in questo post) ne ho aggiunte altre due: una di cover (un ringraziamento va a Elena D. per qualche interessante dritta) e una di classici del Rock (e non solo), intendendo per "classici" roba che arriva fino agli anni '70.

Alcune cover, che erano presenti nella compilation di voci femminili, sono state spostate nella nuova compilation (e sostituite con pezzi delle stesse artiste). In più ho aggiunto alle vecchie liste altri brani.

New entry in runnelist-FemVoc: Joni Mitchell, Thao and The Get Down Stay Down, Of Monsters And Men (grazie, Giordano!), Mazzy Star, Four Non Blondes, Austra.

In runnelist-Pocheparole è stato sostituito il brano dei Perigeo perché è stato eliminato il video che avevo inserito in origine.

Ecco le due nuove playlist.



featuring

Procol Harum - Iron Butterfly
Jefferson Airplane - Pink Floyd
Deep Purple - Genesis - Led Zeppelin
The Doors - The Beatles - Jethro Tull
The Velvet Underground - Kraftwerk
Nancy Sinatra - The Moody Blues



featuring

Karen O with Trent Reznor and Atticus Ross - Metric
Lorde & David Bowie Band - Siouxsie & The Banshees
Anna Calvi & David Byrne
The Blues Brothes - Patti Smith 
801 - Natalie Imbruglia - Eric Clapton
Björk - Sinead O'Connor - Muse
Amy Lee - Chris Hadfield - BIRTHH



Come già avvisato (e puntualmente capitato), le playlist non sono statiche e sono sempre in corso di aggiornamento.

Ah, cliccando sui nomi delle playlist ci si accede direttamente (ma non avevo davvero bisogno di dirvelo, vero?).

Buon ascolto.



lunedì 27 febbraio 2017

La space opera, il sangue, la libertà

 
E' raro che mi capiti di dedicare un post a una singola lettura ma quando (re)incontri dei lavori che rappresentano tutto quello che ami della fantascienza, è necessario evidenziarlo.

"Senza un cemento di sangue", uno dei romanzi finalisti al Premio Urania 2000, ha dovuto attendere più di quindici anni per essere finalmente reso disponibile al pubblico (grazie a DelosDigital): un'attesa davvero troppo lunga e ingiusta perchè il lavoro di Anna F. Dal Dan è una delle migliori produzioni italiane nell'ambito della fantascienza contemporanea.

E' una space opera, del tipo di quelle che Iain M. Banks ha fatto rinascere, di grande respiro, fatta di popoli e culture diverse, menti artificiali, stazioni ad architettura iperspaziale, politici, militari e gente comune. Un affresco di grande complessità per tematiche e situazioni. 
Insomma questa è "vera" fantascienza, se mi si passa il concetto, capace di proiettare e rielaborare in chiave fantastica temi e situazioni che attengono al mondo reale. 

Di carne al fuoco ne viene messa davvero tanta: l'ultima ribellione a una dittatura populista e feroce è un espediente per affrontare concetti di diversità culturale (e sessuale), di strategia politica e militare, di tecnologia e matematica, di libertà e tortura.
L'autrice non ci risparmia proprio nulla: accompagnamo la protagonista nella suo percorso di sangue e viviamo la fede e i dubbi del suo antagonista: l'inevitabile scontro non vede, alla fine, una parte prevalere sull'altra ma permette almeno di sperare che si possa trovare una nuova strada per costruire una società umana diversa e libera "perché senza un cemento di sangue (dev’essere umano, dev’essere innocente) nessun muro secolare può stare in piedi con sicurezza" (W.H. Auden, Horae Canonicae; citazione a cappello del romanzo).


Anna F. Dal Dan: "Senza un cemento di sangue"
(DelosDigital, Odissea Digital Fantascienza 30, 2017) 

>>> Su DelosStore [link]
>>> Su Amazon [link]

lunedì 20 febbraio 2017

Compilation personali #1 - Le "runnelist" su YouTube

Pastrugno mio,
il CD è l'ultimo dei The xx.
Nonostante io sia un ascoltatore seriale e cronologico, a volte ai limiti di un comportamento ossessivo-compulsivo, mi capita di raccogliere singoli brani in "compilation". 

Qualche anno fa ne avevo fatte una decina, tematiche, rippando rigorosamente i brani dai cd in formato wav, masterizzandoli e creando perfino le copertine (le riproporrò in questa sede, facendo di questo post il capolista) e, sì, mi ha ripreso quel trip ma ho cambiato il medium: le mie ultime due compilation sono playlist su YouTube, una di brani strumentali (o poco parlati) e l'altra di voci femminili.

Eccole.




featuring

Mogwai - Julie's Haircut - Brian Eno
Earthless - Giardini di Mirò - Gimmik
Noveller - Tangerine Dream - David Bowie
Opeth - Goblin - God Is An Astronaut
John Surman - Sigur Ros - Perigeo
Pink Floyd - Boards Of Canada - Robert Fripp
Depeche Mode - Traffic - Art Of Noise
Godspeed You! Black Emperor 
Kitaro - Sachilo M + Sean Meehan



featuring

Aurora - Florence + The Machine - Warpaint
Metric - Emika - Emiliana Torrini
Eartheater - Lorde (+ David Bowie band)
Braids - Milla (Jovovich) - Björk
Zola Jesus - Laurie Anderson - Camille
Likke Li - Beatrice Antolini - MØ
Bat For Lashes - Natalie Imbruglia - 
KT Tunstall - Barbara Morgenstern - 
Kate Bush - Within Temptation - Lorde
Melissa Auf Der Maur - BIRTHH - Savages
Suzanne Vega - Hooverphonic - Feist
CHVRCHES - Indica - The Cardigans
The Pretty Reckless - Cibo Matto - Evanescence - 
Broken Social Scene - Fever Ray


In entrambe le playlist si spazia su generi diversi e l'unico denominatore comune è il mio gradimento. :D

Le playlist, per la natura stessa del mezzo su cui si trovano, potranno essere oggetto di ampliamento, sostituzione dei brani o cancellazione totale, secondo i miei umori.
Oppure ne creerò altre, chi può dirlo?
Nel frattempo buttateci un orecchio e magari fatemi sapere cosa ne pensate dei singoli artisti.

Buon ascolto.


lunedì 13 febbraio 2017

Letture seriali #6 - Clark Ashton Smith è tornato tra noi

Immagine presente su
"The Eldrich Dark"
Uno dei tanti problemi dei consumatori di letteratura fantastica è che, ad eccezione di casi sporadici, le opere disponibili (capolavori compresi) spariscono col passare del tempo: girando per le librerie, reali o virtuali che siano, possiamo notare che, da anni, la proposta di titoli fantastici segue semplicemente l'andamento del mercato. E il mercato sta messo maluccio, purtroppo: ora tira il romance (ha sempre tirato, in realtà) che ha addirittura fagocitato definizioni quali fantasy, fantascienza e horror quando, invece, quelle denominazioni fanno riferimento solo a un vago contesto mentre le storie sono tutte a senso unico: l'amore tormentato tra lui e lei (o lei e lei, o lui e lui, non fa grossa differenza, in questo caso).

A parte certi classici che hanno ormai un posto fisso, quasi rappresentino l'intero genere (Asimov, Dick, King), è difficile reperire praticamente qualsiasi edizione di altri nomi a meno che non facciano un film anche vagamente ispirato all'opera di un autore e allora quell'opera entra a far parte del merchandising (solitamente si parte da una riedizione hardcover con tanto di orribile copertina tratta da un fotogramma del film).
E più si va indietro nel tempo, più la memoria dei classici del genere tende ad azzerarsi (anche in questo caso con le "solite" dovute eccezioni: Lovecraft e Poe) perdendo così anche quel sense of wonder originario che, per esperienza mia da vecchio lettore, è stato motore di tutto il mio percorso da estimatore della letteratura di genere.

Un giorno, tra una discussione e l'altra, in un gruppo dedicato di Facebook viene fatto notare che Clark Ashton Smith, amico di Lovecraft e una delle figure di riferimento del genere weird nei primi del '900, risulta essere ormai introvabile perchè le edizioni (italiane) disponibili sono fuori commercio da anni e non esistono edizioni digitali.
Strano perché i lavori di Clark Ashton Smith sono liberi da copyright (più sotto andiamo a scoprire che la questione del copyright è, in realtà, piuttosto complessa) e un sito, "The Eldritch Dark", raccoglie e rende disponibili al pubblico le sue opere. 
Davide Mana, a questo punto, ha un'idea: cominciare a tradurre un racconto del ciclo di Averoigne di Smith e proporlo in veste filologica (sono presenti la versione rifiutata da Weird Tales e quella successivamente rivista e pubblicata), con note e copertina che riprende l'immagine dalla pubblicazione originale su Weird Tales.
A oggi, Davide Mana ha proposto quattro racconti, due del ciclo di Averoigne e due del ciclo di Zothique. A ben sperare ci si aspetta che, prima o poi, ci accompagni anche in Hyperborea o su Marte ma questo dipenderà sicuramente dal riscontro che avrà questa operazione che grava per intero su Davide.

Vi propongo le recensioni che ho lasciato su Amazon per questi primi quattro racconti e poi faremo due rapidissime chiacchiere con Davide per capire come procede l'iniziativa.


Averoigne
L’Averoigne è situata nella parte meridionale della Francia. La parte settentrionale della regione è dominata dalla città cinta da mura di Vyones, sito di una maestosa cattedrale. Nella parte meridionale si trova la città di Ximes. La strada principale di Averoigne congiunge Vyones a Ximes, passando attraverso le dense ed oscure foreste che ricoprono la provincia. Un fiume chiamato Isoile scende dalle montagne nella parte settentrionale della provincia, ed alimenta una palude a sud.
(dall'introduzione a "La bestia di Averoigne" di Davide Mana)

La Bestia di Averoigne (1932-1933)
Difficile fare la recensione di un tale classico della weird fiction, quindi meglio ringraziare il curatore dell'opera, Davide Mana, per le seguenti cose:
- Decidere di riprendere e dare nuova vita alle opere di Smith (io, che di CAS ho letto solo  il ciclo di "Zothique", ne approfitterò in toto).
- Proporre una copertina che ricalca l'originale (quale modo migliore per omaggiare l'opera "originale"?).
- Proporne una lettura filologica col racconto rifiutato dall'editore (che io preferisco) e quello poi accettato e corredare il tutto con preziose note.
Spero che i lettori abbiano interesse e diano riscontro così che questo progetto di Mana si possa sviluppare al meglio.

Il fabbricante di Gargoyle (1932)
La seconda riproposizione di Clark Ashton Smith ad opera di Davide Mana ci riporta nella medievale Averoigne, tre secoli prima della comparsa della Bestia cosmica, e ci propone un orrore più classico, incentrato sul legame tra creatore e creatura. Sempre preziose le note di Mana a corredo della lettura.



 Zothique
"Zothique, vagamente suggerito da teorie Teosofiche su continenti passati e futuri, è l'ultimo continente abitato della terra. I continenti del nostro ciclo attuale sono sprofondati, forse ripetutamente. Alcuni sono rimasti sommersi, altri si sono nuovamente innalzati, parzialmente, e si sono ri-disposti. Zothique, come io l'immagino, comprende l'Asia Minore, l'Arabia, la Persia, l'India, parti dell'Africa settentrionale e orientale e gran parte dell'arcipelago indonesiano. [...]"
(da una lettera di Clark Ashton Smith a Lyon Sprague De Camp, 1953)

L'impero dei Necromanti (1932)
Naturalmente non potevano mancare le storie di Zothique nel progetto di rivisitazione delle opere di Clark Ashton Smith a cura di Davide Mana. E, forse perché Zothique fa parte del mio bagaglio di letture storiche, forse perché le storie ambientate in una "Terra morente" mi sono più congeniali per gusto, questa rilettura mi ha fatto rivivere come fosse la prima volta meraviglie e orrori, conditi con una doverosa dose di ironia, dell'ultimo continente della Terra. 85 anni e non sentirli.

L'isola dei torturatori (1933)
Secondo passaggio per le terre di Zothique, ultimo continente della Terra, nell'opera di recupero dei lavori di Clark Ashton Smith ad opera di Davide Mana (con questo stiamo due a due tra Zothique e Averoigne). Racconto breve, ipnotico, malato e ironico, tra pestilenze argentee e torture, sotto l'azzurro occhio malvagio di Achernar, Alpha Eridani. Anche la copertina fa parte del recupero filologico di Mana; si tratta di un'immagine che accompagava il racconto su Weird Tales nel '33. Una lettera di Smith a Sprague de Camp e le consuete note del curatore completano il tutto.


F.: Ciao, Davide. Grazie per la disponibilità. Una domanda secca è: come sta andando il progetto?

D.M.: Bene, tutto considerato. Il pubblico pare gradire, il feedback è moderato ma positivo, e il piano di uscire con un nuovo titolo ogni 7/10 giorni pare funzionare. Al momento ci sono 4 titoli in Top 40 di Amazon, per cui direi che è un successo su tutta la linea.


F.: Che metodo stai utilizzando per scegliere le storie di Smith che riproponi?

D.M.: Un metodo doppio. Da una parte, ho cominciato con le storie per le quali ero assolutamente certo che i diritti fossero scaduti, e che quindi fossero di dominio pubblico (la questione del copyright di Smith è abbastanza complicata). Fra queste, in seconda battuta, ho cominciato con le storie che mi piacevano di più e che ricordavo meglio, cercando di dare una panoramica il più ampia e variata possibile a quei lettori che CAS non lo avevano mai letto prima.


F.: A parte le vendite, hai avuto diretti segnali di apprezzamento e interesse da lettori o da operatori del settore?

D.M.: Dai lettori, come dicevo, segnali molto positivi, nel loro piccolo. Dagli operatori del settore… ho letto un bell'articolo su CAS, uscito su una webzine specializzata, dopo che avevo tradotto i primi due racconti. Nell'articolo non si parlava del mio lavoro, ma si lamentava il fatto che le traduzioni di Smith siano introvabili. "Speriamo che qualcuno si decida a ritradurlo!"
Per cui o gli operatori del settore non se ne sono accorti, o per loro io non sono qualcuno. Tocca farsene una ragione.


F.: Si prosegue, quindi, a dispetto di distratti e non-vedenti?

D.M.: Per quel che mi riguarda, si prosegue - proprio mentre rispondo a queste domande sto caricando su Amazon il quinto volume. Vediamo cosa succede. Mi piacerebbe anche proporre altri autori (un vecchio progetto colato a picco nel 2012), per cui di carne al fuoco ce n'è parecchia: ho qui pronta da impaginare una storia di Robert W. Chambers (quello de "Il Re in Giallo") e poi mi piacerebbe mettere mano a qualcosa di Talbot Mundy, che fu uno degli autori preferiti di Robert E. Howard. Ma per Mundy ci vorrà del tempo perché scriveva romanzoni.


F.: Inutile dire che iniziative simili, per me, sono sempre più che gradite. Ciao, Davide. Grazie ancora e, spero, a presto. 

D.M.: Grazie a te, e a tutti coloro che ci leggono. È sempre un piacere passare sul tuo blog, quindi anch'io spero ci sia presto occasione di riparlarci.


I blog di Davide Mana 
>>> Strategie evolutive [link]
>>> Karavansara  [link]

Il primo articolo di presentazione del progetto (su Strategie Evolutive)
>>> Una gita in Averoigne [link]

I racconti su Amazon
>>> La Bestia di Averoigne [link]
>>> Il fabbricante di Gargoyle [link]
>>> L'impero dei Necromanti [link]
>>> L'isola dei torturatori [link]

"The Eldritch Dark" (The Sanctum of Clark Ashton Smith) [link]







lunedì 6 febbraio 2017

Album interessanti del 2016 (coda)

 
Come scrivevo nel post principale (qui), avevo in coda qualche album del 2016 ancora incellophanato: nel corso del mese precedente sono finalmente riuscito ad ascoltare le giacenze e ne ho ricavato qualche soddisfazione, tanto che mi pare valga la pena aggiungere una breve coda a quel primo elenco.


Alter Bridge: "The Last Hero"
(alt. metal)
Kennedy, Tremonti e soci si fanno attendere dal 2013 ("Fortress" mi era piaciuto parecchio) ma l'attesa è stata ricompensata da quest'ultimo album che suona bello robusto e convincente, come sempre tra post-grunge e rock duro.


The Colorist & Emiliana Torrini: "(A night with) The Colorist & Emiliana Torrini"
(alt. pop)
Della Torrini sono innamorato da sempre. Da un po', però non escono album nuovi (l'ultimo "Tookah" è del 2013) e lei l'ha giustificato col fatto che si diverte a girare e collaborare con altri. Tra le sue ultime collaborazioni questa, con l'ensamble orchestrale belga The Colorist, in cui vengono "ricolorati" alcuni suoi pezzi (e ce ne sono anche un paio di nuovi). 


Birthh: "Born in the Wood"
(alt. pop)
Alice Bisi, in arte Birthh, è l'ultima delle mie folgorazioni istantanee e si destreggia molto bene nei territori di un pop transnazionale e raffinato in questo suo disco d'esordio. Da tenere d'occhio (o a portata d'orecchio, che dir si voglia).


Aurora: "All My Demons Greeting Me As A Friend"
(pop)
Per finire... Avevo già parlato di recente della Asknes e del suo nordic pop ma la aggiungo di nuovo avendo appena scoperto una sua buona cover di "Teardrop" dei Massive Attack.
>>> "Teardrop" 


Uno sguado avanti

Il 2017 è iniziato in maniera buona con l'ultimo dei The xx, "I See You": le sonorità sono meno crepuscolari rispetto ai precedenti lavori e, superato il primo impatto, dopo qualche ascolto il tutto entra in circolo. In ogni caso rimangono ben riconoscibili e le accuse di tradimento per vanagloria pop lasciano il tempo che trovano (e anche il mio "ma andate un po' a cagare"). 
>>> "On Hold" 


Buon ascolto.