giovedì 28 luglio 2016

Indie nostrano e scenari condivisi #6 - Sanctuarium / La Lega dei Santi

Grafica di Giordano Efrodini
Torniamo alla "Moon Base Factory" per scoprire un nuovo scenario denominato "Sanctuarium" o "La Lega dei Santi" ambientanto nei dintorni dell'anno mille e che vede come protagonisti i Santi patroni di alcune città italiane e ne narra le loro imprese "fantastiche".
Anche in questo caso si tratta di un progetto di scrittura collettiva, al momento chiuso nell'ambito dei membri della Moon Base Factory.

Sarà Massimo Mazzoni a fare da guida in quanto lo scenario trae origine dalla sua serie con protagonista "Sarranieri Schiantadiavoli", patrono di Pisa.


F.: Ciao, Massimo, grazie per essere qui. Il tuo nome è comparso più di una volta nell'ambito di questa serie di post: hai partecipato a quasi tutti gli scenari che sono stati presentati e ora sei il master di "Sanctuarium". Andiamo con ordine e cominciamo da "Sarranieri Schiantadiavoli": come nasce l'idea di rivisitare in chiave fantastica le gesta del Santo? Chi è Sarranieri? 

M.M.: Ciao, Fabio, e grazie per avermi ospitato da te. La trilogia dedicata a San Ranieri, o Sarranieri come dicono i pisani, nasce nell'estate di un paio di anni fa, durante la cosiddetta "Luminara", la festa per il santo patrono della città. In quest'occasione i palazzi dei Lungarni vengono decorati con migliaia di lumini di cera. Il momento clou sono i fuochi d'artificio, accompagnati da giochi di luce, musica e stralci biografici del santo. Sarà stata l'atmosfera ma iniziai a fantasticare su questo ragazzo che, poco più che ventenne, dopo una gioventù di musica e bagordi, si convertì, diventando in pochi anni un santo già in vita, con diversi miracoli accreditati e morendo poco più che quarantenne sfinito da una vita di digiuni e preghiere. Ricorda San Francesco, ma le vicende in questione sono di circa cento anni precedenti. I miracoli di Ranieri Scacceri, il suo vero nome, sono molto concreti, spesso legati all'acqua e molto volentieri miracoli di guarigione.
A me è subito venuta in mente la figura di un guerriero stregone e guaritore, sempre alle prese con demoni di ogni schiatta. Una figura molto fantasy, non trovi? Nei giorni seguenti ho approfondito sul web recuperando una scansione dell'unica biografia esistente del santo, redatta dal Benincasa, amico coevo di Ranieri. Ne viene fuori un figura piena di luci e ombre, con un passato burrascoso, un santo sì, ma popolano, che muta l'acqua in vino, libera detenuti, ma da alcuni ritenuto un ladro e anche puttaniere. Un gran personaggio insomma, che meritava una storia tutta per lui, dal gusto fantasy, ma con solidi elementi storico-biografici a fare da ossatura. Un bel lavoro di documentazione, ma adesso, quando sto ultimando la revisione del terzo e per ora ultimo episodio, devo dire che ne è proprio valsa la pena.


F.: Come è avvenuto che il mondo di Sarranieri si allargasse ad altri autori? Come si organizza un progetto di scrittura condivisa?

M.M.: Poco dopo la stesura del primo volume della serie ("Sarranieri Schiantadiavoli: Asmodeo"), stavo parlando sul web con alcuni membri di Moon Base Factory, il gruppo con cui collaboro da anni per la stesura dei miei ebook, per apporre migliorie al testo. E lì è nata l'idea di allargare in futuro l'ambientazione, ribattezzata Sanctuarium, oltre le vicende di Ranieri, ipotizzando una specie di geografia magica e segreta dell'Italia altomedievale, in cui ogni città più importante è presidiata da un Santo, uomo di chiesa di giorno e cacciatore di diavoli la notte. Mi auto-cito dalla postfazione:
"Si tratta di un'ambientazione condivisa che rilegge le biografie alto medievali dei Santi Patroni di alcune città italiane, alla luce di tutti quegli elementi horror e sovrannaturali rilevabili in molte delle loro agiografie. Quindi miracoli, guarigioni, resurrezioni di morti, evocazioni di diavoli e tutte le leggende, non sempre canoniche, che appartengono anche alle tradizioni popolari.
L'ambientazione temporale sono i secoli attorno all'anno Mille, ma i vincoli non sono molto stretti, diciamo tra la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) e il 1300."
Per quanto riguarda come organizzare un progetto di scrittura condivisa, ho avuto un ottimo insegnante in Alessandro Girola, che me le ha fatte conoscere circa sei anni fa ai tempi di "Survival Blog", approfondendo successivamente con "Due Minuti a Mezzanotte" e "HPL300".
Penso di poter dire che servano capacità simili a un master di gdr, un po' di tempo libero, e la capacità di coordinarsi a distanza con persone mai incontrate in carne ed ossa o che non si conoscono affatto.
Per adesso posso già dire che l'esperienza de "La Lega dei Santi", la round robin ambientata in Sanctuarium, è stata positiva e la storia collettiva sta crescendo robusta: ci sono personaggi ben caratterizzati e penso che sia giusto dare gambe al progetto per cui in autunno, dopo l'uscita del terzo volume di Sarranieri ("Sarranieri Schiantadiavoli: il Demiurgo"). da tutto il materiale sarà ricavato un ebook da distribuire gratuitamente a tutti quelli che non hanno letto la storia in tempo reale.


F.: Chi partecipa alla round-robin? Le storie sono legate tra loro?

M.M.: L'elenco dei partecipanti è disponibile sulla pagina facebook di Moon Base Factory ed è stato ottenuto per estrazione pescando per metà tra i membri della Factory e per la parte restante tra i lettori della pagina che avevano "piaciato" e condiviso il post di presentazione dell'iniziativa. Devo qui ringraziare Domenico Attianese, membro della Factory e mio editor di fiducia, nonché blogger curatore di "Helldoom's Reign", per il supporto nella gestione del progetto.
Secondo lo spirito di questo tipo di progetti di scrittura condivisa, i capitoli scritti da autori diversi, devono collegarsi il più possibile gli uni agli altri e qui sta il bello e il difficile del gioco.


F.: Come mai la decisione di un progetto multiautore "chiuso"?  Esperienze negative pregresse? E' possibile che in un futuiro lo scenario resti disponibile e aperto anche ad altri per eventuali storie non direttamente legate tra loro?

M.M.: Ho deciso di aprire l'ambientazione solo per l'esperienza di "La lega dei Santi" per avere maggior controllo sulla storia, visto che in contesti di questo tipo si tende un po' a deragliare, sia perché ognuno vuole creare il proprio personaggio, affollando la storia o perché non si leggono tutti i capitoli, specie in round robin con molti autori coinvolti.
Per il futuro non saprei, sono più di due anni che sto dietro a questa ambientazione e per un po' mi dedicherei anche ad altro. Vediamo, chissà...


F.: Allora torniamo a Massimo Mazzoni. Come dicevo sei presente in alcuni progetti condivisi già presentati ma hai scritto anche parecchie storie "autonome": in particolare io avevo particolarmente apprezzato "Jugglerz of the Dead" ma, fresco fresco, è appena stato pubblicato un racconto horror con protagonisti dei ragazzini ambientato in Italia negli anni '80. E poi ci sono un po' di racconti di fantascienza. Quali sono le tue letture? E le tue preferenze di "genere" sia come lettore che come autore?

M.M.: Visto che hai citato "Pagine sporche", il mio ultimo ebook ambientato nei tardi anni '80, parto da un serial, invece che da un libro. Parlo di "Stranger Things", telefilm prodotto da Netflix in cui si respirano molte delle atmosfere della mia storia. Per fortuna ho scritto l'ebook prima di vederlo, altrimenti mi avrebbero accusato di plagio :)
Sulle mie letture preferite devo citare prima di tutti Richard Matheson, del quale sto cercando pian piano di leggere tutto. Il suo stile asciutto e crudo, la capacità di emozionare, spesso con emozioni negative, con molto poco e in modo efficace. Ho letto anche alcune opere di Dean Koonts, il "fratello sconosciuto" di King, ma meno prolisso ;) Il suo modo di fare thriller è molto ben studiato. King ovviamente l'ho leggicchiato anche se non mi piace, come ho appena detto, il suo "allungare il brodo". E non c'entra l'immersività, vedere poco sopra il vecchio Richard, se la volete trovare in due paragrafi. Tra i giovani cito Max Brooks per il suo contributo al rilancio della zombie apocalypse in letteratura e Brian Keene. Con un salto indietro cito anche, Edgar Allan Poe, Howard Philip Lovecraft e chiudo con Douglas Adams, Theodore Sturgeon, John Whindam, Ray Bradbury e Philip K. Dick, Aldous Huxley per la fantascienza.
Last but not least cito un manipolo di autori italici di qualità, con alcuni dei quali collaboro in Factory. Può sembrare una marchetta, ma a differenza del normale marketing, credo nel prodotto e in chi lo realizza con tanta cura.
Parto quindi col già citato Alessandro Girola, al quale aggiungo Germano "Hell" Greco, Davide Mana, Mauro Longo, Marina Belli, Angelo Benuzzi, Domenico Attianese, Lucia Patrizi, Gianluca Santini, Marco Siena, Cristiano Pugno, Bruno Baccelli e Angelo "Sommobuta" Cavallaro.
Come avrete capito sguazzo, da lettore e scrittore, l'horror in molte delle sue declinazioni e spesso quello apocalittico, il thriller e la fantascienza, anche distopica.

F.: Cosa posso aver dimenticato di chiederti? Progetti futuri?

M.M.: Sto scrivendo il seguito di "Jugglerz of the Dead" e poi, come detto sopra, devo finire di editare e far uscire "Il demiurgo". Poi prenderò la mia agendina azzurra degli appunti e sceglierò,  tra due o tre idee papabili che ho abbozzato, quella che sarà la mia prossima storia da pubblicare. Sceglierò tra zombie, fantascienza d'assedio e weird. Avrei anche dei seguiti di alcuni stand alone, ma che se non ho ancora trovato il tempo e la voglia di riprenderli significa che devono ancora stare dove sono, chiusi nell'agendina.


F.: Grazie per la tua disponibilità, Massimo. A risentirci presto, spero...

M.M.: Grazie mille, Fabio, a presto!



Qualche utile link:

La pagina ufficiale di "Sanctuarium" (su Cose Morte)
[link]

Cose Morte, il blog di Massimo Mazzoni
[link]

Helldoom's Reign, il blog di Domenico Attianese
[link]

Moon Base Factory
[link]

La pagina Facebook di "Moon Base Factory"
[link]


I post precedenti della serie "Indie nostrano e scenari condivisi":

#0 - Intro
#1 - Italia Doppelgänger
#2 - Survival Blog / Pandemia Gialla
#3 - 2MM / 2MM Reloaded 
#4 - 2MM Darkest
#5 - Risorgimento di Tenebra

La puntata conclusiva:

#7 - HPL300 / Alessandro Girola

venerdì 22 luglio 2016

Indie nostrano e scenari condivisi #5 - Risorgimento di Tenebra

Illustrazione di Giordano Efrodini
Il progetto collettivo di "Risorgimento di Tenebra" nasce da un commento del "solito" Alessandro Girola, raccolto da Germano Hell Greco e da un gruppo di autori raccolti sotto la denominazione di "Moon Base Factory"
Questa volta gli autori non convergono su un unico testo ma ognuno procede con una propria storia ambientata in un preciso periodo storico e culturale, il Risorgimento, rivisitato in chiave fantastica (dall'horror allo steampunk).
Una buona descrizione della genesi del progetto viene proposta da Massimo Mazzoni sul suo blog "Cose Morte" in questo post.

Il mio primo incontro con il Risorgimento di Tenebra è avvenuto nell'intervista che avevo fatto a Lucius Etruscus [link] nel corso della quale mi aveva presentato Giona Sei-Colpi e Anita Nera.
Non avendo una grossa familiarità e simpatia per questo periodo storico, solo nozioni scolastiche di base, non mi sono lasciato incuriosire da questo tipo di racconti fin quando non ho letto "Vento di cambiamento" di Marina Belli. Pur restando fermo alle mie conoscenze di base, gli elementi fantastici (un misto di miti e folklore, in questo caso) mi hanno decisamente coinvolto nella lettura e hanno posto le basi per letture successive. Ah, e ho da parte da un po' di tempo "Le ultime lettere di Jacopo Mortis" di Mauro Longo.
Per esplorare meglio questo scenario mi rivolgo ancora una volta a Germano M.


F.: Ciao, Germano, ben ritrovato e grazie. Ho cercato di desumere la genesi del progetto da alcuni post sui vostri blog. Dopo la vostra prima messa a punto mi è parso di capire che ognuno di voi abbia preso un personaggio (oppure un evento) di riferimento e che poi ne siano nate storie autonome. Lo scenario si presenta strutturalmente simile a quello di Darkest, a sottocicli: non avete nemmeno preso in considerazione l'idea di una prima "storia collettiva"? 

G.H.G.: Uhm… no, RdT è un progetto nato con una certa rilassatezza. L’idea era divertirsi senza affliggersi con una precisa ambientazione e/o una continuity da rispettare.
Arrivo a dire che nessuno di noi ha mai avuto l’esclusiva su un particolare personaggio storico. Se Cavour è rimasto mio lo devo solo alla spontanea cortesia dei colleghi. E così possono dire tutti i partecipanti. Se nelle mie storie Cavour è un duro che caccia le creature della notte, in quelle di altri autori può tranquillamente tornare il politico faccendiere che tutti conosciamo.


F.: Mi pare che il tuo "Cavour, cacciatore di vampiri" sia stato, di fatto, uno degli apripista per tutto quello che è seguito. Hai dovuto fare molte ricerche per approfondire il contesto storico o il Risorgimento era già un tuo pallino? Perché proprio Cavour?

G.H.G.: Adesso non ricordo bene, ma mi pare sia stato addirittura il primo. Il capitolo d’esordio sul blog riscosse un successone.
Non ho mai fatto mistero di essermi ispirato, nella concezione, a "Abraham Lincoln, Vampire Hunter" di Seth Grahame-Smith. Adoravo l’idea di una riscrittura storica in chiave horror di un personaggio… come dire… poco credibile. In questo caso Cavour, con la pancetta, roscio e coi suoi occhialini, mi sembrava offrisse il contrasto perfetto tra un politico da scrivania, nobile e affarista, e i vampiri.
Mi sono documentato, sì, perché non si può improvvisare un periodo storico ben preciso. Ho studiato le armi dell’epoca, i vestiti, il cibo, la vita quotidiana, oltre che leggere la vita di Cavour. Mi sono persino documentato sull’impiego delle sanguisughe come mezzo curativo nelle barberie...


F.: Quello di Cavour è un ciclo completo? Niente ebook? 

G.H.G.: No, non lo è. L’idea era di completarlo con l’ebook. Ma al momento è tutto bloccato, per le stesse ragioni della domanda precedente: la mia documentazione non è completa.
Occorre approfondire tutta una serie di aspetti e eventi, in pratica studiare la vita di Cavour di sana pianta. E sinceramente non ho ancora trovato il tempo di completare il progetto. Ho acquistato dei corposi volumi dedicati al nobile piemontese, ma non li ho nemmeno aperti.
Spiace, perché è un progetto, quello di Cavour il Cacciatore, a cui tengo moltissimo.


F.: Se non sbaglio, non hai scritto altre cose ambientate nel Risorgimento di Tenebra. Pensi che potresti ritornarci in futuro? 

G.H.G.: No, credo proprio di no. E il motivo è sempre la mancanza di tempo e di adeguata documentazione.


F.: Mi pare che il "Risorgimeno di Tenebra" abbia avuto un buon riscontro tra gli autori, come era avvenuto per "2 Minuti a Mezzanotte". Vuoi presentare tu il resto del gruppo da cui è scaturito tutto e segnalare eventualmente qualche chicca? 

G.H.G.: Diciamo che si presenta da solo. La pagina facebook di RdT è chiara e gestita bene, lì si può trovare tutto il materiale finora prodotto.
Con affetto cito, per l’appunto, il "Vento di Cambiamento" di Marina Belli e il Giacomo Leopardi marzialista di Gianluca Santini e Cristiano Pugno ("Canto dei Verdi Marci").


F.: "Moon Base Factory": avendo incrociato in più di un'occasione questa dicitura e avendo scoperto che non è una casa editrice ho deciso di considerarla una sorta di "marchio di qualità". Cosa è davvero la Factory? 

G.H.G.: È qualcosa che, là fuori, non riescono a capire e che per questo spesso viene fraintesa. Moon Base Factory è un gruppo senza gerarchie, gradi o cariche. Gli appartenenti a questo gruppo condividono ideali e cultura, vantano competenze in ambito narrativo-editoriale e sono disposti a condividerle con gli altri membri, a titolo gratuito e spontaneamente. Funziona così, anche se non ci crede nessuno.


F.: Grazie ancora per la tua disponibilità, Germano. Ciao, a presto, magari per approfondire le storie Perfection.

G.H.G.: Grazie a te, alla prossima!


Qualche utile link:

La pagina ufficiale di "Risorgimento di Tenebra" e il racconto "Cavour, cacciatore di vampiri" di Germano Hell Greco (su Book and Negative)
[link]

Book and Negative, il blog di Germano Hell Greco
[link]

"Eran 300..." di Massimo Mazzoni (sul suo blog "Cose morte")
[link]

Il "Vento di Cambiamento" di Marina Belli (sul suo blog "Space of Entropy")
[link]

"Giona 6 Colpi" e "Anita Nera" di Lucius Etruscus (sul suo blog "nonquelmarlowe")
[link]

"Le ultime lettere di Jacopo Mortis" di Mauro Longo (sul suo blog "Caponata meccanica")
[link]

Leopardi e il "Canto dei verdi marci" di Gianluca Santini e Cristiano Pugno (sul blog di Gianluca Santini) - ebook scaricabile
[link]

Moon Base Factory
[link]

La pagina Facebook di "Risorgimento di Tenebra"
[link]



I post precedenti della serie "Indie nostrano e scenari condivisi":

#0 - Intro
#1 - Italia Doppelgänger
#2 - Survival Blog / Pandemia Gialla
#3 - 2MM / 2MM Reloaded 
#4 - 2MM Darkest

La prossima puntata:

#6 - Sanctuarium / La Lega dei Santi


mercoledì 13 luglio 2016

Letture Uno-Due #3: Attianese, Shanmei, Siena

(foto di Fabio R. Crespi)
Terzo passaggio per le letture "Uno-Due" (un autore, due letture), stavolta con Domenico Attianese, Shanmei e Marco Siena.


Domenico Attianese: "Punto Nemo"
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
E' impressionante come un microracconto possa riuscire a contenere in sé tante cose: dalla rivisitazione dei miti lovecraftiani alla rielaborazione della protofantascienza verniana, dai cervelli positronici della fantascienza più tecnologica al pulp horror. Attianese scaraventa il suo Nemo (discendente del più famoso Nemo) e il lettore in una giostra frenetica e, coraggiosamente, annichilisce tutti quanti.

Domenico Attianese: "Il Seme di Azathoth" ("Cronache della Famiglia Nemo", Vol. 1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Il primo racconto di Domenico Attianese con protagonista il Capitano Nemo ("Punto Nemo") aveva due caratteristiche: era rapido e definitivo come un proiettile sparato al lettore. E' una piacevole sorpresa, quindi, che venga proposto il primo volume di una saga "pregressa", ambientato mezzo millennio prima del precedente racconto ma con le stesse tonalità oscure e gli stessi sapori di sangue.
Divinità indù e lovecraftismi vari, gesuiti e pirati, morte e vita: "Un grande pulp" strillerebbe in copertina una casa editrice nostrana e, per una volta, ci azzeccherebbe nella definizione di "grande". "Immagina un castello con molte stanza, alcune sono sigillate e possono essere aperte solo da alcune chiavi. Ecco, quello è il nostro universo, e le stanze dietro le porte sigillate sono i diversi piani di esistenza": con questa spiegazine di Kali a Nemo (e l'ulteriore avvertenza che esistono altri castelli) ci sono tutte le premesse per ulteriori espansioni della saga, forse anche oltre "Punto Nemo". Kali potendo e Nyarlathotep permettendo, naturalmente.


Shanmei: "I racconti di Shanmei, vol. 2"
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
In questo secondo volume di racconti flash Shanmei sposa atmosfere meno bizzarre rispetto al primo volume, descrivendo situazioni a volte fantastiche, a volte più realistiche, ma sempre in bilico sull'orlo dei sogni. Ci si trovano bambole ed esseri sovrannaturali, classiche famigliole da vacanza e scrittori assillati dalla banalità del reale, bombe e visioni della provincia americana, negozi d'antiquariato e supermercati. E citazioni: ad Asimov, a King, alla Yoshimoto. Letture piacevoli per prendersi un po' di pausa dalla monotonia dell'ordinario.

Shanmei: "Il castello di sabbia"
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Una storia nera, la caduta di un uomo (poliziotto, marito, padre) e la progressiva perdita di valori (violenza domestica, gioco, abuso d'alcool) in una spirale a scendere: una strada che porta irrimediabilmente all'annientamento. Ma quando "la sete di vita ti prende alla gola [...] vuoi salvarti, lottare, vuoi non finire un corpo carbonizzato in una discarica" si coglie al volo l'opportunità del colpo grosso, della fuga, della ricostruzione. Finché non scopri di non essere nemmeno l'essere peggiore in circolazione.


Marco Siena: "DD 1: Ignizione" ("Doppia D", vol. 1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Dopo aver lasciato da parte per troppo tempo questo racconto a causa delle atmosfere steampunk che non mi hanno mai fatto impazzire, mi ci sono dedicato e, a sorpresa, mi sono scoperto a divorarlo. Occorre rendere merito all'autore che compie due operazioni: la prima è rendere italiana l'atmosfera steampunk, ambientando il romanzo (perlopiù) in una Emilia di inizio novecento (utilizzandone anche le forme di linguaggio) in bilico tra i paesaggi della campagna italiana e un progresso tecnologico "a vapore" che ne attualizza i tratti; la seconda è lasciare che l'elemento horrorifico si innesti lentamente nel racconto fino a trasformarlo nell'elemento caratterizzante della vicenda. Sarebbe un ottimo accostamento alla narrativa fantastica per i ragazzi: quello che oggi si definirebbe, come sottogenere, "young adult" ma privo di facili banalizzazioni sentimentali e con quel "sense of wonder" che la nostra generazione ha provato leggendo classici come Verne e Salgari (per non parlare della fantascienza degli anni d'oro).
Primo di una trilogia che varrà la pena seguire nella sua interezza.

Marco Siena: "DD 2: Combustione" ("Doppia D", vol. 2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Gli avvenimenti della seconda parte della trilogia steampunk/horror "Doppia D" di Marco Siena si svolgono tre anni dopo quelli narrati nel primo capitolo. I due ragazzi protagonisti, cresciuti dal professor Adami, sono ora uomini spinti dal desiderio di vendicare la morte del loro mentore e di scoprire quali siano le radici che stanno alla base dell'ultimo salto tecnologico avvenuto nel loro mondo distopico. I giovani, da "apprendisti scienziati", sono nel frattempo diventati temuti cacciatori di taglie, una professione che facilita, in qualche modo, la loro ricerca. Nuovi tasselli vengono aggiunti alla storia complessiva mentre l'azione pare prendere il sopravvento sulla parte orrorifica. Solo Alma/Isabella, la ragazzina fantasma, e l'esoterico occhio di gatto che è stato impiantato ad Ilio mantengono i contorni fantastici della vicenda, fino allo scontro finale con il mostruoso boss di turno. Storia avvincente che necessita di una soluzione in, si spera, tempi brevi.


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

lunedì 4 luglio 2016

Christo mi ha fatto camminare sulle acque (The Floating Piers)

(Grattare forte col mouse
per sentire un lieve puzzo di piedi) 
Come noto, dal 18 giugno al 4 luglio sul lago d'Iseo (Sulzano, Montisola e Isola San Paolo), si potrà (o si è potuto, dipende da quando leggerete questo post) passeggiare sull'acqua per merito di Christo (nome che accomuna il progetto artistico di Christo Vladimirov Yavachev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon).

Come ogni progetto "esagerato" (si parla di Land Art, in casi simili), l'installazione The Floating Piers ha suscitato sia grossi entusiasmi che grosse critiche. 
Non volendo entrare nel merito di cosa sia "arte" e di cosa non lo sia, mi sono lasciato semplicemente incuriosire e ho affrontato:

- un'oretta abbondante di auto
- un'oretta abbondante di navetta dal parcheggio a Sulzano (dove gli autobus entravano "a rate")
- un'oretta e mezza di coda sotto il sole per accedere all'installazione
- un giro di tre ore abbondanti col sole a picco sulle passerelle gialle che corrono tra Sulzano e Montisola e tra Montisola e l'Isola San Paolo (ricompensa finale: piadina e un paio di birre)
- tre tentativi di prendere la navetta di ritorno (buono il terzo) perchè la gente riesce a tirare fuori il peggio di sé pur di non fare coda (tanto la fanno gli altri).

Però ne è valsa la pena perché passeggiare sulla passerella che asseconda il moto dell'acqua è assai gradevole (basta non mangiare prima) e restituisce proprio l'impressione del camminare sulle acque e, inoltre, il paesaggio merita (sia il panorama a trecentosessanta gradi che il passaggio per Peschiera Maraglio su Montisola).
A parte il tratto sull'isola, dove la stradina del paese costringeva all'ammasso, sulla passerella si camminava agevolmente e il puzzo di piedi era praticamente inavvertibile. :D

Per contro, potreste rimanere dell'impressione di Sgarbi e Daverio, rilanciata da un articolo de Linkiesta.it, testata online indipendente, il cui titolo ("Il miracolo di Christo? Nascondere le bellezze del lago d'Iseo") è abbastanza esplicativo. Dopo avere letto l'articolo [link] comparso nel mio feed di facebook ho pensato bene di lasciare il seguente commento:

Un'installazione che rimane per un tempo limitatissimo non offusca le bellezze locali. Semmai le bellezze locali non sono state in grado di sfruttare l'occasione per invitare i turisti a tornare ma si sono ben prodigate per vendere ad alto costo perfino le bottigliette d'acqua (sprovveduto chi non se l'è portate, d'altra parte). Non capisco questa estrema necessità di alcuni di lanciare fango sempre su qualsiasi cosa quasi per partito preso. Viviamo nella cultura del lamento, ormai.

Con piacere il mio commento ha ricevuto un po' di pollici e mi sono sentito meno solo (non che sulla passerella mi sia sentito molto solo, comunque).

E, per finire, beccatevi le foto (cliccare per ingrandire).

Da Sulzano a Montisola

Da Sulzano a Montisola















Da Sulzano a Montisola



Quasi a Montisola

Quasi all'Isola San Paolo











Verso l'Isola San Paolo











All'Isola San Paolo
Un'anatra molto incazzata





















The Floating Pirl (foto di C. Villa)



Collegamenti
- Il sito di The Floating Piers [link]
- Il portale ufficiale sul sito del Lago d'Iseo [link]
- Il sito di Christo [link]
- La visita di Desordre raccontata sul suo blog [link]