venerdì 19 agosto 2016

Letture Uno-Due #4: Palombi, Mala Spina, Longo

(foto di Fabio R. Crespi)
Quarto passaggio per le letture "Uno-Due" (un autore, due letture), stavolta con Miriam Palombi, Mala Spina e Mauro Longo.


Miriam Palombi: "Di tenebra"
Autoproduzione (store vari)
Dalle "Oscure visioni" a questi otto racconti "Di tenebra", Miriam Palombi si riconferma buona autrice di quel gothic horror classico che si nutre delle paure ancestrali dell'uomo. La tenebra è quella che sta al confine del mondo reale: basta poco per trovarsi avvolti, a volte per caso, a volte per scelta. Ottimo e significativo l'ultimo racconto, "Incubus", con la narrazione dal punto di vista della "tenebra" e che rimarca due aspetti: il primo è la dimensone della tenebra percepita dagli umani come "un ricordo ancestrale" di cui avvertono la presenza ma di cui non hanno piena consapevolezza tranne che "nell'esatto istante in cui ti osservano prima di morire" e allora "sanno che l'abisso esiste davvero"; il secondo è la predisposizione dell'uomo alla tenebra: "gli umani sono spiriti neri, involucri dove il male attecchisce presto". Il dualismo, in pratica, non si risolve mai perché la tenebra che sta in agguato si nutre di quell'umanità che si lascia affascinare dalle proprie oscure visioni.

Miriam Palombi: "Le Cronache del Guerriero"
ST-Books (store vari)
Non sono un frequentatore abituale delle storie alla "Dan Brown": a questa mi sono accostato per il nome dell'autrice, avendo letto i due buoni volumi dei suoi racconti gotici. Il romanzo è per i primi due terzi il diario del Guerriero, Bonifacio, che dalla Terra Santa riporta a casa "un cubo di mirabile fattura". Naturalmente il cubo contiene il primo degli indizi che conducono il protagonista in un percorso verso il disvelamento di un segreto che, come scoprirà, sarà opportuno custodire. Questo diario sarà ritrovato ai nostri giorni da un accademico, un prete, che lo userà come guida per compiere lo stesso percorso di Bonifacio. La trama gialla è venata di elementi sovrannaturali, come conviene a una storia del genere, e soffre unicamente, a mio parere, nello stabilire una marcatura troppo netta tra le forze in campo, Bene e Male. In ogni caso la lettura scorre piacevole dall'inizio alla fine.


Mala Spina: "Mostri di Londra" (Victorian Horror Story Vol. 1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Guineviere (Ginny per gli amici), Percival, Lancelot, Tristan, Arthur sono nomi che già richiamano alla mente qualcosa ma, nella Londra vittoriana di Mala Spina, forse non sono esattamente quelli che pensiamo possano essere. Ginny, ex fioraia e pseudo-veggente, viene coinvolta in un giro di strane creature e oscure vendette fino a ritrovarsi parte integrante di quel mondo sotterraneo e orrorifico. Questo episodio di esordio, scritto dall'autrice con la solita leggerezza e ironia (con in più qualche lieve tocco di romanticismo e pulsione passionale), si rivela un buon punto di partenza per introdurre al lettore questa sua nuova serie di avventure.

Mala Spina: "Orrore a Whitechapel" (Victorian Horror Story Vol. 2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Ritornano i Mostri di Londra (assolutamente d'obbligo leggere il primo volume della saga di Mala Spina) e, tra loro ritroviamo Ginny, ora trasformata in un ghoul, che si vede costretta a tornare in quel di Whitechapel, malfamato quartiere di Londra che era riuscita ad abbandonare per diventare una apprendista spiritista. Un nuovo mostro contende il potere oscuro di Lord Arthur Richmond, detestato padrone dei "nostri" mostri, e la missione affidata a Lance e Percy è quella di fermarlo a tutti i costi. Ma, dopo la scomparsa dei più esperti Lancelot e Percival, dovrà essere Ginny a risolvere la questione, guadagnandosi così anche un minimo di considerazione da parte del boss. In questo secondo episodio conosciamo meglio i vari personaggi, compreso il misterioso maggiordomo Tristan, e i rapporti che intercorrono tra loro e Lord Richmond. Restiamo in attesa di sapere come proseguirà la storia di Ginny.


Mauro Longo: "I cancelli del Tartaro" (Ultime lettere di Jacopo Mortis Vol. 1; scenario: Risorgimento di Tenebra)
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Tra le storie che è possibile raccontare ambientate nel Risorgimento di Tenebra, uno scenario storico orrorifico condiviso da diversi autori indie, Mauro Longo sceglie di raccontare le vicende da novizio Riparatore di Jacopo Mortis, in forma epistolare. Evidente il richiamo foscoliano e adeguata la forma di scrittura, la tenebra di Jacopo Mortis ha un sapore lovecraftiano mutuato da miti locali: la stirpe di Scilla è solo il primo passo nella carriera di Riparatore del Mortis. Si attendono notizie di eventuali vicende che abbiano fatto seguito a questa.

Mauro Longo: "Caponata Meccanica"
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
L'eterogeneità di questa antologia di racconti di Mauro Longo, laddove in altri casi potrebbe rischiare di diventare un punto debole, si rivela qui un pregio. Il sottotitolo, "Tutti i racconti del terrore e dello straordinario" rende bene l'idea di quello che ci si può aspettare: di tutto. E l'autore se la cava brillantemente in tutte le sfumature di genere.
Da segnalare, oltre al racconto cyberpunk che dà nome all'antologia, il pulp di sapore steampunk "Virginia Strano e la Chiave di Re Salomone", "La Schiera furiosa" che ci porta ad incontrare il mondo fatato, "Gorgonops" e i suoi mostri giganti, l'ambigua e crudele "Strategia dell'inganno" e la novella decameroniana "La morte e la fanciulla" che invoglia alla lettura del suo "Decameron dei morti". Citerei anche tutti gli altri racconti ma facciamo prima se ve li leggete direttamente tutti quanti.


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".