lunedì 11 settembre 2017

Mad Max in Padania

Proseguendo con l'idea di evidenziare singoli lavori che ho trovato particolarmente interessanti, oggi arriva il turno di Alessandro Girola, il quale, come Germano Hell Greco, è spesso ospite da queste parti.

Girola ritorna a mixare politica italiana e fantascienza d'azione con la solita efficacia con questo "Max: First Lady Road".

"A che credi siano serviti anni di disinformazione, di inasprimento dei toni politici, di crescente analfabetismo funzionale ed emotivo? Siamo diventati un popolo di coglioni che non capiscono un cazzo e questo è stato il risultato": l'Italia, governata (si fa per dire) dal movimento dell'Onda, ha subito la secessione padana e una fallimentare missione di peacekeping dell'ONU.

Alessandro, con ottimi precedenti nel distopico italiano (cfr. "Grexit Apocalypse" e "Vox Populi Vox Dei", ma anche la trilogia del Basilisco), ci regala un adrenalinico Mad Max italiano (come già suggerito dal titolo) in uno scenario fantapolitico che prende le mosse dall'evidente inettitudine delle forze politiche che si nutrono d'odio e predicano l'isolamento, senza avere uno straccio di idea sensata di cosa fare quando si arriva al potere.
Li troviamo tutti qui, i campioni nostrani e internazionali dell'antipolitica, dell'autoritarismo, dell'autarchia e della nostalgia mascelluta, a dimostrare la loro nullità mentre siamo costretti ad affidare le nostre speranze di rinascita a un ex-poliziotto, a un ex-attore e a una ex-velina. Una tipica storia in stile Girola, assolutamente da non perdere. Ma, in mezzo a tanto disfacimento sociale, una cosa risulta positiva fin dall'inizio della storia: Trump non è stato rieletto per un secondo mandato.

Dato che la First Lady della vicenda è Elisabetta Canalis (moglie del presidente Clooney) e che la suddetta festeggia il compleanno il 12 di questo mese, potete avere l'ebook in offerta (solo su Amazon) fino a martedì (quindi datevi una mossa).

Nel frattempo io mi sono riguardato il primo e il secondo film della serie di Mad Max ("Interceptor", 1979; "Interceptor. Il guerriero della strada", 1981) e ho già pronti da rivedere il terzo ("Mad Max oltre la sfera del tuono", 1985) e il quarto recente "Mad Max: Fury Road" (2015), con una Charlize Theron da urlo.
Tutti i film (diretti da George Miller; nei primi tre Max è interpretato da Mel Gibson e nell'ultimo da Tom Hardy) stanno in un economico cofanetto con i film in blu-ray più un dvd di contenuti speciali.


Qualche utile link:

Alessandro Girola: "Max: First Lady Road" su Amazon
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"Mad Max Anthology" (4 blu-ray + dvd) su Amazon
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"Plutonia Experiment", il blog di Alessandro Girola
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Plutonia Telegram, il canale Telegram di Alessandro Girola
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La pagina Facebook di "Plutonia Experiment"
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giovedì 31 agosto 2017

Se esiste gente in grado di volare, allora può esistere anche qualcos'altro

Mi sono reso conto di avere una certa tendenza ad accumulare recensioni (che metto su Amazon appena finisco una lettura) per farci dei post cumulativi (sarà sicuramente un difetto brianzolo che comprende qualche forma di risparmio, vuoi di tempo, vuoi di spazio).
A volte, però, bisogna dare il giusto spazio ad un singolo lavoro, anche se questo fa parte di un ciclo e di uno scenario più ampio.
Oggi questo spazio voglio dedicarlo a "La Signora dei Sogni" di Germano Hell Greco (autore indie ben noto da queste parti), seconda parte del ciclo "Jack & Jill" e facente parte dello scenario 2MM Darkest.

Riprendendo l'intervista fatta a Germano per presentare 2MM Darkest (la trovate per intero qui), voglio riportare le sue parole sulla saga di Jack & Jill: "è la variante dark fantasy, in cui ci si sofferma sul lato fiabesco e oscuro. È anche il più difficile da seguire, perché scritto in maniera da rispecchiare la mente disturbata della protagonista, che è una schizofrenica:  gli eventi non sono presentati in ordine cronologico e realtà e allucinazioni coesistono quasi senza distinzione. Insomma, buona fortuna".

Insomma, se il primo Jack & Jill (ne parlo qui) è una lettura impegnativa (lo sono tutte quelle dei lavori di Germano - così narra una leggenda che gira nell'ambiente indie italiano - ma se per altri è un problema, io trovo che sia, invece, uno degli aspetti più interessanti e stimolanti di Germano come autore), il seguito potrebbe sembrarvi quasi una passeggiata (se siete passati indenni dal primo, naturalmente).

Le storie di Hjuki e Bil procedono a ritroso, come nei primi due racconti raccolti nel primo volume della serie. E se la fantascienza dei superumani è stato il punto di partenza nel primo racconto, a procedere ci si addentra sempre di più nella parte fantastico/orrorifica dello scenario di 2MM Darkest e nella storia dei due fratelli. Siamo negli anni 80, in un paese sperduto nella neve svedese ai confini del mondo reale. Fratello e sorella pensano di avere trovato un rifugio per provare a vivere una vita "normale" ma là, dove non arrivano i cacciatori di superumani, stanno di casa i sopravvissuti delle mitologie nordiche.
Una storia in bilico tra realtà e mito, tra fantascienza e horror, tra ragione e irrazionalità, dove occorre essere figli di dei o avere le capacità di "sospendere l'incredulità" delle menti giovani per riuscire ad accettare una realtà inclusiva di diversi aspetti, potremmo quasi definirla "aumentata" senza nemmeno la necessità di ricorrere alla tecnologia.
"Esiste gente che è in grado di volare. Gli adulti non riescono ad accettare questo cambiamento. Non del tutto. Loro spiegano ogni cosa con la razionalità: i fantasmi non possono esistere, non esistono i lupi mannari, non esistono i mostri. Esistono solo gli esseri umani cattivi, o malati, per loro. O le bestie feroci. Però io dico che, se esiste gente in grado di volare, allora può esistere anche qualcos'altro..."

Io resto pazientemente in attesa del prossimo episodio della saga (in qualsiasi tempo voglia ambientarlo l'autore).


Qualche utile link:

"Jack & Jill Saga" su Amazon
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"2MM Darkest", il blog che è stato rinnovato di recente
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Book and Negative, il blog di Germano Hell Greco
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La pagina Facebook di "2MM Darkest"
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martedì 22 agosto 2017

Letture seriali #9 - "The Expanse" di James S. A. Corey


Forse non si tratta di una "serie che ha rivoluzionato il concetto di science fiction" - come recita lo strillo sulla copertina del terzo volume dell'edizione italiana - ma, per gli appassionati del genere, sicuramente i romanzi del ciclo "The Expanse" di James S. A. Corey (nome corale di Daniel Abraham e Ty Franck) sono una gran bella lettura.

Mi ci sono immerso durante il mio breve periodo di ferie (in realtà mi manca ancora da leggere l'ultimo pubblicato in Italia) spinto anche dalla visione della prima stagione dell'omonima serie TV e posso confermare il piacere della lettura dopo il piacere della visione.
Gli autori sono bravi a mantenere il ritmo della narrazione utilizzando la tecnica della narrazione a punti di vista convergenti verso la soluzione finale: se nel primo libro i punti di vista sono due, nei successivi i punti di vista aumentano senza però generare particolari difficoltà al lettore.

In generale troviamo un'umanità "ingabbiata" nel sistema solare e abbiamo thriller, azione, astronavi (lente e meno lente), corporations, politica, guerre, ribellioni, alieni e protagonisti che hanno forse il difetto di essere un po' "piacioni" (però funzionano perché ci si affeziona in fretta e li si segue appassionatamente nelle loro vicende).
Una caratteristica della serie è una continua apertura di orizzonti (il senso di "The Expanse", la distesa, non è immediatamente comprensibile fino al terzo volume) e la capacità di rinnovare nei vecchi lettori di sf il sempre desiderabile sense of wonder.

Anche il serial TV merita di essere preso in considerazione: la prima stagione copre abbastanza fedelmente parte del primo volume della serie e la si può tranquillamente guardare anche prima di avere letto i libri.

Fanucci ha tradotto e pubblicato i primi sei romanzi (mancano all'appello l'ultimo e alcuni racconti brevi interstiziali) e si possono trovare in offerta fino al 30 agosto a 1,99 euro al pezzo (fossi in voi ne approfitterei al volo).

La serie di libri (qui il link ad Amazon)
1. "Leviathan - Il risveglio" ("Leviathan Wakes", 2011)
2. "Caliban - La guerra" ("Caliban's War", 2012)
3. "Abaddon's Gate - La fuga" ("Abaddon's Gate", 2013)
4. "Cibola Burn - La cura" ("Cibola Burn", 2014)
5. "Nemesis Games - L'esodo" ("Nemesis Games", 2015)
6. "Babylon's Ashes - Il destino" ("Babylon's Ashes", 2016)
7. "Persepolis Rising" (2017)


La serie TV è ideata da Mark Fergus e Hawk Ostby su soggetto di James S. A. Corey ed è interpretata da Thomas Jane, Steven Strait, Shohreh Aghdashloo, Florence Faivre, Cas Anvar, Dominique Tipper, Wes Chatham, Frankie Adams, ecc.
La prima stagione (10 episodi) è stata prodotta da Syfy nel 2015 e la serie è stata rinnovata per una seconda stagione (13 episodi trasmessi nel 2017).
In Italia la prima stagione è reperibile via Netflix dal 2016 e rimaniamo in attesa della seconda e della terza stagione (è stato ufficializzato un ulteriore rinnovo).

venerdì 18 agosto 2017

Letture Uno-Due #9: Siena, Girola, Abietti

(foto di Fabio R. Crespi)
Ritorniamo in terra totalmente indie con il nono giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture)Marco Siena e Alessandro Girola già sono nomi noti da queste parti; in aggiunta a questi loschi autori abbiamo, come new entry, Yuri Abietti con un paio di interessanti saggi su due note figure delle rappresentazioni horror, una classica e una più contemporanea.


Marco Siena: "Vecchio Flint" ("Vecchio Flint" #1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Si ritorna sempre volentieri nelle terre di Marco Siena: ancora una volta nel mondo rurale si nasconde un orrore e ancora una volta qualcuno va a stuzzicarlo (in questo caso l'orrore viene stuzzicato una volta all'anno). E' uno strano vampiro quello che ci propone l'autore (fortunatamente più vicino all'immagine tradizionale che alle sue recenti rivisitazioni glitterate e/o sdolcinate) ed è una strana compagine quella che lo caccia per tradizione di famiglia. Ed è inaspettata la conclusione che vede la compagine apparentemente sciogliersi mentre nella campagna, di fatto, tutto resta immutato. Sostiene l'autore di avere materiale per uno sviluppo (un buon motivo per sostenere l'autore, quindi, per dirlo con un gioco di parole) e sarebbe davvero interessante ritrovare Romeo, Serena, Mattia e Dick. E anche il vecchio Flint, naturalmente.

Marco Siena: "Due cappi per Flint" ("Vecchio Flint" #2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
E così Marco Siena mantiene la promessa di dare un seguito al suo "Vecchio Flint" e lo fa alla grande. Ritroviamo i protagonisti della storia precedente ("è una novelette") compreso il "cattivo" della storia, non più vampiro (interessante l'idea che si tratti di un wendingo introdotto in Italia dai soldati americani durante il secondo conflitto mondiale) e non più solitario. Nell'infuocata estate della bassa modenese si consuma la caccia tra rivalità femminili, vecchi segreti e "consigli" per come pubblicare horror rurali italiani in formato digitale come autori indipendenti. Insomma Marco Siena, ancora una volta, riesce a superare se stesso e si conferma autore di punta per la nostra narrativa di genere.


Alessandro Girola: "L'altra strada" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un grande ritorno di Girola al suo ciclo "Italia Doppelganger" e a quei luoghi dove due differenti realtà sono separate da una tenue cortina. Questa volta il protagonista, stressato dal traffico e dal lavoro, imbocca "l'altra strada" per cercare di arrivare al lavoro in orario e si ritrova in un mondo totalmente differente. "Ci sono troppe cose che escono dai binari della normalità, e lui ha un background culturale che lo sta mettendo in allerta": come in "Milano Doppelganger" abbiamo il piacere di esplorare l'inframondo e incontrare i "doppelganger" ma, questa volta, grazie alla maggiore consapevolezza del protagonista si riescono ad inquadrare meglio i particolari di questa diversa realtà e dell'organizzazione che mantiene il controllo dell'equilibrio tra i due mondi. Insomma si apre un possibile ampio scenario non dissimile da quello di "Mondo Delta" (cfr. "Il treno di Moebius") e nel quale non mi spiacerebbe tornare, prima o poi.

Alessandro Girola: "Battuta di caccia" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un killer è alla ricerca di Oksana, una escort russa scomparsa da mesi, contemporaneamente ad un imprenditore, suo cliente. Le tracce portano a Decia Luperci, nella bergamasca, "la gente del posto non vuole che i forestieri si fermino qui. Ammesso che una persona sana di mente abbia mai pensato di farlo". Un luogo che ha alle spalle una storia di sparizioni, "un posto intriso di sangue fin dalla sua creazione".
Siamo nell'orrorifica Italia Doppelganger di Alessandro Girola, dove solo un velo divide la realtà da altri mondi. Soprattutto in luoghi isolati come Decia Luperci dove "non si mettono in dubbio le tradizioni secolari", e dove, a sorpresa, cacciatori e cacciati possono perfino scambiarsi di ruolo.


Yuri Abietti: "Cthulhu: chi era costui?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
"Cthulhu è stato gradualmente trasformato in una sorta Godzilla alieno" e Yuri Abietti in questo veloce saggio prova a rimetterlo al proprio posto nell'ottica originale del suo creatore, Lovecraft, agnostico dichiarato, andando sfrondare la mitologia "spuria" (e in un certo senso, "cristianizzata") originatasi ad opera di Derleth e Wandrei, a merito dei quali va sicuramente la diffusione delle opere di HPL.
Ecco quindi, al centro del saggio, un'ottima analisi de "Il richiamo di Cthulhu" e, a conclusione, un elenco delle opere incentrate sulla figura di Cthulhu.
In ogni caso occorre sempre ricordarsi che "Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn".

Yuri Abietti: "Slenderman: mito o realtà?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Slenderman, l'Uomo Magro ("un uomo con completo e cravatta dal volto privo di lineamenti"), è un mostro nato in rete il 19 giugno 2009 (nell'ambito di un contest di manipolazione digitale) e tracimato nella realtà.
L'autore traccia il ritratto del nostro mostro che pare avere i tratti di fate e folletti e di figure archetipali quali il wendigo e che, a un certo punto, dai creepypasta e dai giochi di realtà alternativa sconfina nel mondo reale, una sorta di forma-pensiero che si trova al centro di fatti di cronaca nera in zone rurali, boschi, parchi giochi.
Un'inquietante rappresentazione del disagio, uno "spirito del suicidio", sicuramente non reale ma espressione della parte oscura dell'umanità ("non siamo in grado di creare dio, ma siamo bravissimi a creare demoni").


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

giovedì 27 luglio 2017

Letture seriali #8.1 - Delos Passport (da 4 a 7)

Ancora un post prima di dileguarmi (ma non per molto tempo) per le meritate ferie.

Di recente abbiamo fatto quattro chiacchiere con Fabio Novel riguardo a "Delos Passport", collana che Fabio cura per Delos Digital, e, negli ultimi giorni, sono riuscito a portarmi alla pari con le uscite citate nel post precedente: quindi ho pensato di inventarmi delle appendici alle letture seriali già pubblicate dove andare progressivamente ad aggiungere materiale (una serialità delle serialità).

In generale "Delos Passport" offre delle letture veramente interessanti ma devo confessare che, su tutte, quella che mi ha colpito maggiormente è stata "Sotto gli occhi di Pericle" di Scilla Bonfiglioli.
Badate che, in questo caso, si tratta puramente di gusto personale e non di un giudizio qualitativo; non me ne vogliano. quindi. gli altri autori che hanno comunque proposto lavori più che meritevoli di attenzione, a dimostrazione della bontà del lavoro che sta svolgendo Fabio come curatore della collana. 

Vi lascio, quindi, i commenti che ho depositato su Amazon (chissà che non possano funzionare anche come suggerimenti di lettura per le vostre ferie) in rigoroso ordine di uscita.


Scilla Bonfiglioli"Sotto gli occhi di Pericle" (Delos Passport #4)
Mito e realtà si intrecciano in una Atene in bilico tra accoglienza e odio verso lo straniero. Ci sono dei e mostri, in questa storia, e ci sono persone che amano, soffrono, vivono. C'è la violenza declinata in tutte le sue sfumature (l'odio montante verso il diverso, lo straniero, il povero, la donna) ma c'é la speranza per un possibile riscatto: "Libera gli schiavi facendo tremare la terra e le mura delle regge, togliendo il fiato. Sempre con un aspetto diverso, mai riconoscibile. Il dio straniero che viene da oriente". E ci sono possibili lieti fini per storie reali e mitologiche.


Oriana Ramunno"Baba Jaga" (Delos Passport #5)
Dalla Piazza Rossa ai moli di Murmansk, dove giacciono i cadaveri radioattivi dell'Atomflot ex sovietica, Anja, ingegnere nucleare appiedato, si trova coinvolta in una losca vicenda di furto di materiale atomico, sia per motivi di tipo professionale, sia per questioni "di famiglia". Un racconto, ambientato nella gelida notte artica, tra thriller e denuncia, dove in una vecchia fiaba dal finale reinventato, Baba Jaga, è celata la chiave per rendere pubbliche le responsabilità di chi si è arricchito per anni con il traffico di materiale radioattivo: "Nomi importanti, che ancora oggi sono ai vertici di questa nazione. [...] È una lista per cui molti pagherebbero col sangue o col denaro".


Andrea Franco"So dove sei" (Delos Passport #6)
Una storia nera raccontata su due linee temporali, una storia di crimini, amore e vendetta, di uomini e donne che vivono ai confini del giorno e ai confini del mondo, dove la violenza è sempre un'opzione a portata di mano. Uomini e donne di terre differenti ma, in fondo, simili per attitudini, "gente, semplicemente". Bastiano sa dove trovare Mihaela: lo sa perché ognuno appartiene in modo particolare ai propri luoghi e lo si può leggere negli occhi: "Lei, quando mi parlava di Brașov, aveva la stessa luce. So dove sei…".


Marco Ischia"Ucciso il 4 luglio" (Delos Passport #7)
"In America tutto è grande": questo riassume il nostro modo di vedere l'America, derivato dalle nostre grandi esperienze vissute semplicemente attraverso il piccolo e il grande schermo. Ischia gioca con questo modo di vedere le cose e riesce a costruire una storia assai divertente che vede al suo centro un "dummy" italiano che si trova in America (in Florida, per la precisione) quasi per caso. Le foto di un omicidio, avvenuto il 4 luglio come si può intuire dal titolo, su una memory card sono la causa scatenante dell'azione in cui sono trascinati protagonisti, poliziotti corrotti, marines e gang portoricane fino al conclusivo stallo alla messicana, una situazione "degna della migliore delle sceneggiature", e alla battuta finale. 


DELOS PASSPORT
>>> Letture seriali #8 - I "Passaporti" di Fabio Novel [link]
>>> Sul Delos Store [link]
>>> Su Amazon [link]

lunedì 24 luglio 2017

Santi & Fattuchiere (Mana in crowdfunding)


C'è questo progetto di scrittura in crowdfunding, "Santi & Fattucchiere", di Davide Mana a cui dovete assolutamente partecipare perché:

- Davide è un autore di ottimo livello;
- il progetto è interessante e corposo (e comprende già dei bonus);
- il fantastico italiano deve essere sostenuto in tutte le sue forme e soprattutto quando si propone attraverso canali "nuovi" ;
- lo dico io.

Questo il link ai post su Strategie Evolutive (tag: crowdfunding) che ora leggerete e vi invoglieranno a partecipare:



Sapendo che siete pigri a leggere tutti quei pochi post, lascio la parola a Davide per una rapida introduzione ai contenuti della storia che sta scrivendo.


1. Location

Allora, cominciamo col dire che, a questo punto, le storie sono due.

"Santi & Fattucchiere" si svolge in Piemonte, in Provincia di Asti - quello che io chiamo Astigianistan, nelle stesse località che fanno da sfondo ai miei Terrori della Valle Belbo ed alla serie di avventure di Buscafusco, che pubblico in lingua inglese.

C'è poi una storia-bonus, che ho messo in conto per ringraziare i miei sponsor e perché 90 giorni sono tanti. Il titolo è ancora da stabilire, ma la storia si svolge su una piccola isola della Polinesia Francese. E nelle acque circostanti.


2. Genere delle storie

"Santi & Fattucchiere" è un poliziesco hard boiled di ambientazione contemporanea.
Qualcuno ha rubato le reliquie di un santo medievale.
La comunità neopagana e new age della Valle Belbo viene accusata del furto, e si rivolge a Buscafusco, sorta di detective senza licenza che vive fuori Nizza Monferrato in una roulotte, per recuperare la refurtiva e stabilire la verità.
C'è anche un minuscolo elemento di occulto e di folk horror, ma davvero un minimo.

L'altra storia, quella ambientata in Polinesia, il cui genere è stato scelto per votazione dai lettori del mio blog, è una storia di fantascienza piuttosto hard, e si svolge nello stesso "universo" del mio racconto "Blooper" - siamo da qualche parte nel ventiduesimo secolo, e ci sono dei problemi, ma non sono i nostri problemi. Sono i problemi dei nostri nipoti, e sono diversi.
Ci sono anche dei delfini. E una scogliera o due.


3. Motivi per partecipare al crowdfunding oltre a quelli che già esposti sopra

La mia eterna gratitudine? Piuttosto moscia, come motivazione, eh?
La possibilità di leggere l'unica storia in italiano della serie "Buscafusco"? Scarsa anche questa, credo.
Ma posso a questo punto promettere (e questa è una anteprima assoluta) che ci sarà anche un terzo racconto per tutti gli sponsor. E varie altre cose che verranno annunciate ufficialmente dopo ferragosto, mano a mano che il traguardo si avvicina.
E sì, comunque anche la mia eterna gratitudine.


Ringrazio Davide per avere buttato il suo tempo prezioso con me e, a questo punto, a voi rimangono solo tre cose da fare: 

1. dovete necessariamente leggere i post al link che vi riporto qui (sia mai che vi perdiate mentre risalite il post): I post su Strategie Evolutive che vi raccontano il crowdfunding

2. dovete necessariamente partecipare al crowdfunding per non passare per quei tignosi che dicono voi siate: Il crowdfunding per "Santi & Fattucchiere"

3. dovete passare parola agli amici e diffondere l'iniziativa.

Altrimenti vi vengo a prendere uno a uno...


Qualche lettura per allenarvi

>>> "Gli orrori della Valle Belbo" su Amazon e su Runneapolis
>>> "Blooper" su Amazon e su Runneapolis


mercoledì 19 luglio 2017

Letture seriali #8 - I "Passaporti" di Fabio Novel

 
La serialità che vi propongo questa volta è quella di "Delos Passport", una collana curata da Fabio Novel e pubblicata da Delos Digital.

Fabio è stato ospite qui l'anno scorso e avevamo parlato della sua attività di scrittore, sia come autore di CE che autoprodotto (qui il post dell'intervista).
Ci eravamo lasciati con un suo ebook in uscita per le ex-Edizioni Imperium: "La prima pietra" (ne parlo qui) in effetti uscì in quell'edizione ma, dopo poco tempo, il catalogo di Edizioni Imperium confluì in Delos Digital e il racconto di Fabio è diventato il capofila della nuova collana.

Anticipo subito i miei commenti alla seconda e alla terza uscita dalla serie e poi faremo qualche chiacchiera con Fabio.


Diego Zandel: "L'ustascia, le donne e Dio" (Delos Passport #2)
Europa, fine anni '80: due amici d'infanzia, croati, che nella vita hanno effettuato scelte opposte si ritrovano, dopo anni, al confronto finale.
Da una parte Marko trova che la sovranazionalità jugoslava sia una buona soluzione per il quieto convivere di popoli diversi, dall'altra Boris sente  il peso dell'occupazione comunista e l'urgenza della rivendicazione dell'identità nazionale, espressa anche attraverso una concezione fanatica del credo religioso.
Silvia, la donna italiana conosciuta occasionalmente da Boris, è l'ultima vittima di un modo di pensare tipico di chi propugna una morale assoluta e perversa e sarà la soluzione finale del conflitto tra i due amici.
Tornando al quadro d'insieme, in quegli anni "vi era un proliferare di gruppi ideologicamente affini, dagli ustascia croati ai lupi grigi turchi, dai terroristi sudtirolesi ai fascisti italiani ai terroristi palestinesi, tutti foraggiati dalla grassa borghesia bavarese in collusione con i trafficanti di armi e di droga". Letto oggi, mentre stiamo tornando a dare voce e vita a quei nazionalismi fanatici, il racconto pare parlarci di un nostro possibile immediato futuro. Da brivido.


Lorenzo Davia: "Vendetta finlandese" (Delos Passport #3)
In un periodo di transizione ("C’è una guerra fredda. È come una moda. Viene, crolla un muro e se ne va, ma poi torna. Adesso sta tornando.") il Silenzioso, agente segreto che si occupa di soluzioni estreme, si trova sotto diretto attacco.
"Forse era quello il futuro. Soldi e morte radiocomandata. Robot assassini.": è la tecnologia a farla da padrona nel racconto. E il suo utilizzo per scopi di spionaggio e vendetta.
Tra russi invadenti e nuovi capi compiacenti verso gli ingombranti vicini, sarà la traccia tecnologica a portare il Silenzioso al cospetto del suo avversario ma sarà, alla fine, il lato umano a chiudere il caso.


F.: Ed eccoci finalmente con Fabio. Ciao e grazie per essere ancora qui. Come sai, ho apprezzato molto "La prima pietra" (preso quando era edito da Imperium) e mi ha fatto piacere scoprire che è poi è diventato il biglietto da visita della nuova collana "Delos Passport". Come si diventa curatori di collana? O, meglio, come e da chi nasce l'idea di creare una collana a partire dal tuo racconto?

F.N.: Caro Fabio, grazie per avermi invitato nuovamente. E grazie per aver dato fiducia a "La prima pietra". Sono particolarmente contento che tu lo abbia apprezzato, perché sei un lettore attento sia ai contenuti razionali che a quelli emozionali delle narrazioni.
Come si diventa curatori di collana? Mi chiedi. Be', in svariati modi. Ma, tutto sommato, di base due.
A qualcuno, un ruolo viene proposto, per competenze ed esperienze pregresse. Ciò avviene sia nel caso del lancio di una collana nuova, o come passaggio di testimone di una preesistente.
Talvolta, invece, la collana è espressione di un progetto proposto da qualcuno (che quasi sempre già opera in qualche modo nel campo), il quale offre contestualmente a un editore la sua idea e il proprio servizio di curatela. È questo il caso mio, con Delos Passport.
Avevo un'idea. Da tempo. E la volontà di portarla avanti. Di organizzarla, gestirla nei suoi vari aspetti. L'acquisizione del racconto "La prima pietra" ha catalizzato una mia aspirazione pregressa. Soprattutto ho trovato in Silvio Sosio, di Delos Digital, l'interlocutore editoriale che in questo progetto, e nel sottoscritto, ha creduto. Dandomi l'autonomia che cercavo.


F.: Perché "Passport"? Cosa lega insieme le storie che stai proponendo?

F.N.: Perché la collana si propone come un "passaporto" narrativo per il mondo. Ogni racconto trova svolgimento in una diversa location internazionale, posta all'attenzione del lettore sin dalla grafica di copertina, dove una sorta di timbro d'entrata sul passaporto (che fa da logo alla collana) riporta di volta in volta il nome dello stato in cui la trama si dipana.
Agli Autori/ici viene richiesta una particolare attenzione all'ambientazione, la quale, salvo misurate eccezioni, gioca pertanto un ruolo assolutamente fondamentale nell'economia dei racconti presentati.
Stiamo parlando quindi di una collana di interesse per chiunque segua la narrativa in genere, senza preclusioni, ma è ovviamente dedicata in particolare a quanti amano anche viaggiare, conoscere il mondo, le sue persone e/o i suoi eventi e/o i suoi luoghi e culture, il suo fascino sfaccettato e le sue brutture, i suoi problemi ma anche le sue piccole o grandi gioie.


F.: Come avviene la selezione per l'inclusione e la pubblicazione nella collana? Ti occupi di tutto tu personalmente?

F.N.: Sì, mi occupo io della selezione.
Sono partito contattando io un gruppo di scrittori/ici per ottenere un blocco di titoli di partenza. Ora che siamo entrati a regime, con sette numeri all'attivo, sto ricevendo varie proposte.
A primavera, abbiamo anche lanciato un contest intitolato "Ucciso il 4 luglio", mirato a: 1) individuare un racconto specifico per l'uscita di Delos Passport 7, che era calendarizzata appunto per il 4 luglio; 2) fare un po' di scouting. Posso dichiararmi soddisfatto dell'esito dell'operazione. Ci ho investito parecchio del mio sempre più risicato tempo libero, ma ho individuato alcuni autori e autrici papabili, i cui testi mi sono piaciuti, anche se ho preferito alle loro candidature un racconto di Marco Ischia, parimenti intelligente, ma più leggero e ironico (e adatto ad un periodo estivo e "vacanziero"), con un'ambientazione specifica e mimetica (Fort Lauderdale, in Florida), che per l'occasione convive con l'immaginario "americano" dello schermo.
Come curatore, mi occupo anche dell'editing dei lavori e (insieme agli autori stessi, le cui preferenze voglio armonizzare con le mie e con l'auspicata efficacia estetica) delle bozze di copertina, poi finalizzate da Silvio Sosio.
Lavorare insieme agli autori nelle fasi di editing è la parte più interessante. A volte è semplice, fluida, a volte più articolata e sfidante. E non si pensi dipenda necessariamente dalle capacità di chi scrive: capita di diventare più esigenti a volte perché ci sono storie che la competenza del narratore già rende valide in prima battuta, ma presentano dei potenziali inespressi sui quali è bene indagare con l'autore stesso, per individuare una possibile condivisa strada di perfezionamento del testo.


F.: Ci puoi dire dove possiamo andare con i tuoi Passaporti, in compagnia di chi e a fare cosa? 

F.N.: OK, elenco per ordine di uscita…
Con me, nell'Azawad (Mali), per una drammatica storia d'amore, tra indipendentismo tuareg e fanatismo islamico ("La prima pietra").
Con Diego Zandel, negli ultimi anni dell'ex-Jugoslavia, per un noir che scava in rancori profondi, non ancora superati a tutt'oggi ("L'ustascia, le donne e Dio").
Con Lorenzo Davia, per scoprire che vuole eliminare il Silenzioso, agente di punta dell'intelligence finnica ("Vendetta finlandese").
Con Scilla Bonfiglioli, ad Atene, tra profughi e crisi economica, tra la Grecia della realtà contemporanea e quella del mito arcaico ("Sotto gli occhi di Pericle").
Con Oriana Ramunno, tra i veleni nucleari di Murmansk, per scoprire la verità sulla morte di un padre amato ("Baba Jaga").
Con Andrea Franco, a Brazov, nella Romania transilvana. Per ritrovare Mihaela, a costo di restarci secco ("So dove sei").
Con Marco Ischia, in Florida, in compagnia di una sorta di "italiano medio", per una sorta di black comedy che, su uno sfondo reale, gioca con gli stereotipi dell'immaginario del grande e piccolo schermo ("Ucciso il 4 luglio").


F.: Dopo sette numeri, puoi dirci se la collana è ben avviata?

F.N.: Rodaggio ottimo sotto vari aspetti. Non nego che avevo qualche aspettativa in più in termini di vendite iniziali su alcuni titoli, ma le possibilità del mercato digitale sono abbastanza note, e poi i meccanismi dimostrano che a volte alcuni ebook vengono "scoperti" con ritardo, e io ci conto.
Sono comunque assolutamente soddisfatto di quanto abbiamo pubblicato sinora, della collaborazione con gli/le autori/ici e dei riscontri dai lettori, per quanto i commenti esplicitati in rete non siano purtroppo ancora numerosi. A tal proposito, lancio una cortese richiesta a chi ha comprato qualche nostro titolo in un e-store dove il voto o la recensione sono possibili: lasciate una traccia, un commento personale, anche semplice, essenziale! Lo so, pure io non sono un "bravo" lettore moderno, in tal senso, benchè non per pigrizia: non commento molto ciò che leggo, su Amazon o altri siti. Quindi, sono un po' in imbarazzo a chiedere uno sforzo ai lettori di Delos Passport, quando non sono di vero esempio. Diciamo però che, anche se non lo merito io, lo meritano le penne in scuderia!
Tornando alla collana… Esprimevo prima la mia soddisfazione per quanto fatto, ma sono parimenti consapevole che il miglioramento e la crescita vanno perseguiti con passione e costanza, per la soddisfazione del lettore ma anche come iniettore motivazionale per noi che queste storie le costruiamo e pubblichiamo. E quindi ci stiamo dando da fare in tal senso (il plurale non è majestatis, include il team di autori e l'editore).
Pur mantenendo nella collana varietà di stili, generi e approcci, oltre che di location (che garantisce di raggiungere sia la diversità dei lettori più orientati che la diversità di gusti dei lettori onnivori), tra i miei primi desiderata ci sarebbe ricevere proposte sempre più originali per tematica, tra quelle che guardano ad eventi o casi o persone con una connotazione territoriale o culturale o geopolitica ancor più marcata, e attente a certe problematiche, puramente locali o con riflessi internazionali che siano.
In tal senso, tra i pubblicati, abbiamo tra le righe già affrontato alcuni temi forti, come l'accoglienza dei profughi, i rifiuti radioattivi, l'integralismo, i fanatismi… A settembre parleremo del Kurdistan, più in là ci sarà una storia che graviterà attorno alla pena di morte.
Comunque, vorrei vedere ancor più fantasia e originalità nell'individuare spunti inusuali, narrazioni capaci di emozionare fotografando o filmando situazioni più atipiche per la nostra narrativa… Come ho già avuto modo di dire in un'altra intervista, basta per esempio aprire un qualsivoglia numero della rivista "Internazionale" per trovare spunti dai (o attorno ai) quali far scresce una bella storia fatta di protagonisti "veri", benché di fantasia. Donne e uomini dei nostri tempi.


F.: Puoi sbilanciarti sui "prossimamente"?

F.N.: Ben volentieri!
Dopo la pausa estiva, Delos Passport riprende con un corposo reportage dalle zone che compongono il puzzle del Kurdistan, la nazione divisa, narrato dalla giornalista Selene Verri. Paola Rondini ci porterà a Baku. Pietro Spirito, un altro giornalista e scrittore (finalista allo Strega, qualche anno fa), ci farà scoprire Pes, in Ungheria, ancora una volta sulle tracce di una donna, o piuttosto di un proprio bisogno. Poi saremo in India, con un bel hard boiled speziato tandoori. In Danimarca, con un tocco di SF. Ancora negli States, per parlare di pena di morte, e poi anche per un noir in quel di Los Angeles. E in Somalia, tra ieri e oggi; alle Canarie, per uno strano furto; ancora nella ex-Jugoslavia, sulle coste croate, in compagnia nientemeno che del maresciallo Tito; in una base americana in Italia, per risolvere il caso di una morte sospetta; in…
Be', dai, l'avete capito. Il mondo è enorme, di storie da raccontare (e da leggere) ce ne sono!


F.: Invece, tornando a te, ci sono dei "prossimamente" tuoi?

F.N.: Ahi. Accidenti, questa brucia. Perché, in effetti, nel tempo che posso permettermi di mettere a disposizione di questa mia passione per la narrativa, mi sto ora concentrando solo su Delos Passport, e durante questo 2017 i miei lavori in stand by non hanno fatto un passetto in avanti, fosse uno. Lo so: si dice che un autore non dovrebbe mai confessarlo. Ma io non sono uno che la mena.
Mi è stato chiesto di recente di partecipare a un nuovo progetto, con un mio racconto. L'idea ce l'ho già. Essendomi impegnato, sarà l'occasione buona per rimettermi in gioco in una missione da Operativo.


F.: Grazie, Fabio. Magari ci ritroviamo tra un altro anno... ;)

F.N.: Se me lo sarò meritato, chiamami. O magari chiama qualcuno dei miei "viaggiatori" narrativi. :)


DELOS PASSPORT
>>> Sul Delos Store [link]
>>> Su Amazon [link]


lunedì 10 luglio 2017

Letture Uno-Due #8: Stefanelli, Lycas, Schito

(foto di Fabio R. Crespi)
Nell'ottavo giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture) sono andato alla scoperta di un paio di nuovi autori: Salvatore Stefanelli e D.F. Lycas. Poi sono andato a leggere qualcosa di Davide Schito, del quale avevo già apprezzato "Il tram del tempo".


Salvatore Stefanelli: "Note rosso sangue"
Nero Press (store vari)
"Che io parli con i morti e qualche buon diavolo non mi fa esperto di riti satanici e satanisti": queste le parole di Apolinnare Neiviller, poliziotto, alla figlia, morta da qualche mese. Convinto dalla figlia ad indagare sulla morte irrisolta di Cristina Adinolfi e sulla profanazione della sua tomba, Neiviller, uomo già "segnato" avendo una bara-portale tatuata sul petto, dovrà scoprirsi "cacciatore di mostri", sotto l'illuminata guida del nano Caronte. Una buona prima avventura "iniziatica" in bilico tra giallo, urban fantasy ed horror: Apolinnare Neiviller è ora pronto a fare il Cacciatore, ha il look e gli strumenti giusti e non si fa "mai mancare la musica dei Led Zeppelin e il sanguinaccio, fatto in casa come una volta, col vero sangue di maiale". Lo aspettiamo.

Salvatore Stefanelli: "L'origine della notte"
Nero Press (store vari)
E' un ritorno alla casa prigione dell'infanzia, quello di Yl'ia Vasilevic, un ritorno alla scoperta delle proprie origini attraverso il confronto con il padre. Man mano che procediamo nella lettura riusciamo ad inquadrare il dramma di un mezzosangue la cui nascita ha segnato la vita del Grande Signore dei Draugupyr, scopriamo lo storico scontro con i Vilka e quanto dei sentimenti "umani", quali amore e gelosia, possano condizionare l'esistenza di creature metaumane. Detto in breve, è una storia di amori mancati o negati, ben incorniciati in un'epoca storica e in un territorio di natura squisitamente gotica. Abbiamo letto (e visto) di vampiri e licantropi più banali e meno aderenti ai canoni classici: finalmente torniamo a leggere una storia di predatori per loro stessa natura irredimibili.


D.F. Lycas: "Anime d'acciaio" ("Infiniti mondi" #1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Una storia post-apocalittica vista attraverso gli occhi di un uomo che ha subito un classicissimo rapimento ad opera di alieni metallici e una trasformazione fisica per il diletto degli stessi. Ma, evidentemente, qualcosa non ha funzionato come doveva (capita, si parla di alieni non di divinità) e l'uomo trasformato in A.R.M.A. per classici combattimenti da arena scopre di poter agire in quella veste anche per uno scopo umano: proteggere una ragazzina. La reazione degli alieni davanti a questo "errore" pare enigmatica e così l'uomo A.R.M.A. e la ragazzina si ritrovano di nuovo sulla terra trasformata dagli alieni ("Una sabbia finissima. Il residuo che i metallici ci hanno lasciato. Per oltre vent’anni anni se ne sono stati qui, sul nostro pianeta. Hanno scavato, hanno depredato. Quando se ne sono andati, è rimasta questa maledetta sabbia. La loro merda."), legati uno all'altra e in lotta con altri ibridi da combattimento. Alla fine pare che sia solo l'arena ad essere cambiata perché, forse, gli alieni hanno scoperto che le motivazioni che spingono l'uomo contro il proprio simile risiedono nella natura stessa dell'umanità (e possono continuare a dilettarsi di tutto questo).

D.F. Lycas: "Polvere di stelle" ("Infiniti mondi" #2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Seconda storia che racconta l'invasione aliena dei metallici, della quale abbiamo avuto un assaggio nel primo racconto di D. F. Lycas, "Anime d'acciaio". Stavolta il punto di vista è quello di chi fugge dai cacciatori alieni, trovando rifugio in una miniera. Continuano a non essere conoscibili le ragioni dei grigi invasori che stanno devastando la Terra senza che nessuno possa opporre resistenza. E, ancora meno conoscibili, i motivi per cui Alex, unico sopravvissuto del suo gruppo, venga "salvato", "ibridato" e lasciato vivere da uno dei metallici: "Non posso più morire, ma non mi è concesso nemmeno vivere come un essere umano". Piano piano uno scenario si sta delineando: sarà interessante scoprire se potrà svilupparsi un eventuale rapporto tra uomini e alieni che vada oltre la classica rappresentazione della fantascienza d'invasione di vecchio stampo.


Davide Schito: "A ogni costo" 
Nero Press (store vari)
Fin dove si può arrivare per amore? Magari fino a fare in modo di liberare la tua amante dal suo vecchio rapporto, così solo perché ti lascia capire che vuole essere libera di stare con te. Un thriller lento, svelato pagina dopo pagina insieme ai suoi personaggi. Un gioco di inganni e autoinganni e una fuga incerta da una giustizia che, nonostante la meticolosità del piano criminale, potrebbe trovare la strada giusta per riscuotere il proprio credito ma "una cosa è certa: non si fugge da sé stessi. Semplicemente non si può". "Nemmeno morire servirà".

Davide Schito: "Punto di non ritorno" 
Autoproduzione (store vari)
Una raccolta di ventiquattro brevi storie narrate sempre da un punto di vista personale, storie piccole, a volte inquadrate in contesti più ampi, che svelano pensieri, ricordi, sentimenti, scelte. A partire dal quotidiano, attraversando l'improbabile, per arrivare ai territori del fantastico e della fantascienza, l'autore ci accompagna alla scoperta, sempre diversa, di quanto sfaccettata sia l'umanità. E poi c'è Milano, riconoscibile nel passato e nel futuro, evidentemente nel cuore dell'autore (e anche nel mio).


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

sabato 24 giugno 2017

Stare su Facebook

La "reaction" mancante
Per una volta facciamoci un po' di cazzi miei e vediamo come io penso che si debba stare sui social, in particolare su Facebook.

Ognuno di noi (o quasi) ha un profilo sul quale tende a sbrodolare le peggiori parti di sé: 
- cazzi propri; 
- pensieri estemporanei;
- cazzate che percorrono l'intera gamma tra "scemo" e "più scemo";
- esternazioni politiche, sociali e sessuali;
- orrori cinematografici, fotografici, letterari, musicali e artistici in senso lato;
- gatti & altri animali pucciosi;
- buongiornissimi, kaffè, citazioni pseudoletterarie e glitter;
- calciatori, veline e altri personaggi di immeritata notorietà;
- varie & eventuali.

Naturalmente queste stronzate vengono pubblicate su un profilo "privato" e buona educazione dice che, se non siete d'accordo con quanto scritto (o anche solo non piace o non interessa), potreste evitare di fare diventare un post un campo di combattimento, soprattutto se vi sentite supportati da una fede che vi conferisca il diritto di pontificare sulle idee altrui.

Ma se voi portate le vostre crociate sul mio profilo ("privato", al quale avete accesso finché non mi rompo i coglioni), io vi sego senza farmi troppi pensieri, chiunque voi siate, per una serie di motivi:
- sono qua per divertirmi;
- ho una naturale avversione per i fideisti, da quelli che ascoltano solo la "buona vecchia musica" (o leggono solo la "buona vecchia fantascienza", o guardano solo i "buoni vecchi film", o si rapportano nostalgicamente ai "bei vecchi tempi") agli infervorati testimoni di un qualunque dio (oltremondano o terreno che sia);
- superano abbondantemente gli scarsi limiti della mia sopportazione, in particolare, gli anti-vax, gli sciacazzari, i complottari di ogni ordine e grado, gli alternativi alla scienza e alla ragione, quelli che scrivono €uropa, quelli che fanno apologia di fascismo, i razzisti, gli omofobi, i luddisti, i prepotenti, i maleducati, il "nuovo che avanza" (grazie, Marco), i #massimiesperti, gli evangelisti di ogni tipo, i fanatici, gli influencer raccattacontatti, i non-sono-xyz-ma, gli esibizionisti dell'ignoranza e, probabilmente, anche tu (sì, proprio tu) che stai leggendo questo post;
- se io non vengo a tirare sassi nei vostri stupidi e fangosi thread sul vostro profilo (che, con buona probabilità, ho già segnato da parecchio tempo come "da non seguire"), potreste sforzarvi di fare lo stesso.

A questo punto si dovrebbero mettere le cose in prospettiva: se vi sego da fb, questo vale quanto un sano vaffanculo. Ma non sempre un vaffanculo è per sempre (a volte magari sì, ma dovreste sapere valutare quando).
Mi spiego meglio: è come se decidessi che posso fare a meno di uscire a bere una birra con voi, non perché mi state sulle palle di principio ma, forse, perché non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di fare quattro chiacchiere con voi davanti a una birra.
Il che non equivale a togliervi il saluto, ma solo a limitare le situazioni in cui ci si debba salutare.

Una questione di tranquillità: vaffanculo, quindi, e amici come prima.

Finale #1
Se qualcuno, alla fine di questa tirata, si sente offeso o pensa che io sia uno stronzo, amen: non posso e non voglio determinare il vostro modo di pensare e, in più, quello che potete pensare di me non rientra minimamente nei miei interessi, un po' come il calcio.

Finale #2
Se qualcuno, alla fine di questa tirata, pensa che io sia una persona orribile, mi faccia il favore di segarmi dai contatti subito, così evitiamo di perdere prezioso tempo di allegro cazzeggio. E, anche in questo caso, penso che la cosa non mi provocherebbe gravi turbe psichiche oltre a quelle che ho già in dotazione.


giovedì 22 giugno 2017

Uscite 2017: Waters, Feist, Lorde, Collica

Il 2017 mi ha portato quattro album interessanti di artisti di differenti generazioni.

 Waters, Feist, Lorde, Collica
Roger Waters, settantenne, sforna un album dopo 25 anni, sull'onda della sua passione politica (basta vedere le sue recenti riproposizioni live di muri e maiali in funzione anti Trump). Come ci si poteva aspettare il nuovo album non aggiunge assolutamente nulla, dal punto di vista musicale, alla carriera di Waters: è esattamente quello che ci si aspetta, cioé il Waters di "The Final Cut" più che di "The Wall" o "Animals". In fondo anche questo è rassicurante e "Is This The Life We Really Want?" è un buon album di rock "classico".
Dell'ultima ora il blocco delle vendite in Itala per denuncia di plagio delle cancellature di Emilio Isgrò nella cover art dell'album. Se riconosciuta l'accusa, il blocco potrebbe scattare ovunque e si dovrebbe provvedere a cambiare la confezione per poterlo mettere di nuovo in vendita. Ci appassiona questa vicenda? Mah, non tanto, forse anche meno.



Leslie Feist, quarantenne, non fa molti dischi ma riesce sempre a rendersi interessante. Questa volta accantona il suo indie pop raffinato e scanzonato (non distante dalla matrice dei suoi amici Broken Social Scene i quali, per fortuna, hanno un nuovo album in uscita) e ci propone "Pleasure", un album intimista con suoni tipicamente "alternative" conditi di sporcizia, rumore e confessioni. Forse per chi non è abituato al genere ci vogliono un paio di ascolti per farselo entrare in circolo ma, dal mio punto di vista, è un album decisamente interessante, sicuramente molto più di quello di Waters.

>>> "Any Party" (live)
>>> "I'm Not Running Away" (live)


Lorde è stata un fenomeno mediatico quattro anni fa con il suo esordio "Pure Heroine" (e la sua maggiore hit "Royal"). Una cosa travolgente per una ragazzina di sedici anni che è entrata all'improvviso nel mondo del pop con una identità propria (una cosa non da tutti, considerando che è più facile e remunerativo investire su modelli già consolidati) e senza usare culo e tette per sfondare.
Negli anni successivi, mentre tutti chiedevano una replica immediata del primo album, ha preferito fare cose diverse (ad esempio ha curato la colonna sonora del terzo "Hunger Games" e con la band di Bowie ha proposto una bellissima versione di "Is There Life On Mars?" ai Brit Awards 2016) e riappropriarsi della sua vita privata. Ora ha vent'anni e ha pubblicato il suo secondo album, "Melodrama".
Il secondo album è sempre la prova del nove: Lorde la supera decisamente con facilità, uscendo dagli arrangiamenti minimali del primo album, proponendo sè stessa in veste da ventenne e mantenendo riconoscibilità e identità. Che Bowie avesse ragione a definirla il futuro della musica?

>>> "Green Light"
>>> "Perfect Places" (live)
>>> "Liability" (live)


Tre album in dodici anni (2001-2013) col progetto condiviso con Hugo Race, Sepiatone, e tre album a proprio nome in dieci anni (2007-2017). E' un vero peccato che in troppo pochi conoscano i lavori di Marta Collica (stessa generazione di Feist, o poco dopo), con o senza Sepiatone o altri (nel 2016 ha collaboraro con gli italo-palestinesi Dounia all'album "Silent Town") e che non si siano lasciati condurre lungo percorsi notturni e intimisti, in delicato equilibrio tra un rock scarno, tracce psichedeliche e cantautorato folkeggiante. Insomma con l'ultimo album, "Inverno", Marta Collica si ripresenta in buona forma, delicata e riconoscibile, come vogliamo che sia e resti sempre.

>>> "Will We Know More"
>>> "In This Town" 
>>> "Clandestine" (live)


Buon ascolto.

lunedì 19 giugno 2017

Liebster Award 2017

Anche quest'anno mi è rotolato addosso un Liebster Award. La "colpa" è di Marco Siena, che ringrazio, autore ben conosciuto da queste parti e che mi cita sul suo blog "Prima di svanire".

Secondo bollino
dei Liebster Award
per Runneapolis

Le regole sono semplici:
- rispondere a 11 domande poste dal blogger che ti ha nominato
- nominare (e avvisare) altri 11 blogger con meno di 200 followers
- formulare 11 domande per chi nomini
- pubblicare il logo del Liebster Award (celo!)
- spiegare le regole (fatto!)


Quindi vado a rispondere alle 11 domande di Marco.

1) Devi rinunciare ai tuoi vizi, ma ti viene concesso di mantenerne uno. Così facendo, quell’unico che ti resterà ti sarà completamente pagato fino alla fine dei tuoi giorni. Quale tieni?

Intanto io non ho vizi ma solo buone abitudini, a volte ottime. Comunque una fornitura a vita di CD (ma vanno bene anche altri supporti) di musica potrebbe non dispiacermi.


2) Si cita sempre Hollywood (in casi rari, pure Bollywood) quando si parla di cinema. Ma tu non sei d’accordo e preferisci… ? Oppure sei d’accordo?

Sono un cinefilo distratto: a me piace soprattutto il cinema di genere e mi piace (o non mi piace) indipendentemente da chi me lo propone e dal formato (cinema, cartoni/anime, CGI). Mi irrita sentire parlare con disprezzo di "cinema americano" intendendolo soprattutto come hollywoodiano (e, ancora peggio, intendendo hollywoodiano solo come merda-che-parla-di-quanto-sono-buoni-gli-americani), senza tenere conto di produzioni indipendenti o altro. Le produzioni di Bollywood, invece, le ho sempre evitate ma, se qualcuno mi suggerisse un film horror o sf girato in quell'ambito e in cui non ballano e cantano, sarei ben disposto a una visione.


3) Gli artisti, spesso, si impicciano di questioni che esulano dal loro campo. Abbiamo visto il recente caso di Waters che non si fa i cazzi suoi sulla questione di Gaza, e non pensa invece alle proprie magagne… Tu senti di essere influenzato dalle loro battaglie, o te ne freghi e li segui solo per l’arte che producono?

Citi Waters, giustamente, che a breve sarà oggetto di un mio post (non tutto suo, però). Conosco le sue battaglie contro Israele e contro Trump e, in alcuni casi, mi sono sembrate più ossessive che equilibrate. Nonostante ciò io sono affezionato al musicista Waters, ex leader dei Pink Floyd, e alla sua musica.
Magari si trattasse di qualche altro musicista che ascolto con meno piacere, questi atteggiamenti potrebbero darmi fastidio e potrei perfino evitare di ascoltarlo (c'é talmente tanta roba che vorrei ascoltare che un musicista in più o in meno non sarebbe una grave perdita, compreso Waters per quello che è oggi).


4) Calcio o altro sport?

Sollevamento pinte. Specialità: doppio malto, rosse e scure. A ogni altro sport sono del tutto disinteressato.


5) Esiste un genere musicale che trovi dannoso oltre che inutile?

Negli anni sono diventato tollerante, perfino aperto, in ambito musicale. La musica trova il proprio ultimo significato nell'ascolto e ognuno ha il proprio orecchio e una propria capacità di ricavare significati da musica e testi. Ci sono generi musicali che personalmente trovo fastidiosi (quando non decisamente irritanti) ma, probabilmente, qualcun altro ne trae giovamento: ad esempio il neomelodico mi trova totalmente indisposto, ma anche il melodico italiano in generale non scherza un cazzo.


6) Un single malt o un rum agricole?

Qualche anno fa il secondo, ora il primo.


7) Se mi conosci un po’, sai quanto io ami il cosiddetto fumo lento. C’è qualcosa che ti incuriosisce o ti attrarre di questo mondo, quando leggi i miei post o vedi le foto?

Dei tuoi post mi piace la passione che trasmetti per quello che per te è sia un piacere che un lavoro. Ho provato col fumo lento, la pipa per un annetto una ventina d'anni fa, ma non fa per me: io sono schizzato tanto che _bevo_ le sigarette invece di fumarle.


8) Siamo (purtroppo per me) in piena estate. A cosa rinunci col caldo, e a cosa rinunci col freddo?

Non mi piace parlare in termini di rinucia: cerco di adattarmi, evitare di farne un dramma e mi limito a bestemmiare un po' nei momenti di maggior disagio. Comunque col caldo mi perde di consistenza il cioccolato e la nutella diventa brodo (messi in frigo diventano troppo duri e non vanno lo stesso bene), col freddo rinuncio a spostarmi in scooter per andare al lavoro e devo subire i fastidiosi esemplari del genere umano sui mezzi pubblici.


9) Il genere horror vive momenti altalenanti da sempre, ma ultimamente sembra godere di… ? Secondo te, buona o pessima salute?

La buona o pessima salute dipende da...? Distrubuzione? Produzione? Successo? Qualità? Non saprei proprio dire: mi limito a seguire autori e consigli di lettura e visione da chi se ne intende davvero. A volte posso non gradire, ma sono sempre curioso quando i suggerimenti sono ben motivati. 


10) A bruciapelo: un autore italiano di genere che tutti dovrebbero provare a leggere almeno una volta.

Massimo Carlotto. Il genere è il noir (mediterraneo).


11) Puoi passare una serata con un artista (vivo o morto, non ha importanza) che ami. Chi sceglieresti, e dove lo inviteresti?

Non ho mai avuto questo genere di trip e non mi sono mai posto la questione. Sarei curioso di fare quattro chiacchiere con Bowie, Barrett e Dick ma non necessariamente sulla loro produzione, giusto per cercare di capire le persone che stanno dietro ai loro lavori. Naturalmente li porterei in quache birreria con i tavoli di legno incisi dai frequentatori abituali.


Questa era la parte "semplice", Marco l'ha calibrata a mia misura, ora mi tocca passare alle domande da porre e alla vittima da designare.
Cominciamo da questa: nemmeno volendo potrei arrivare a undici nomine (anche perché i pochi blogger che frequento hanno già quasi tutti ricevuto la patacca) quindi, utilizzando il "metodo Siena", rifilo oneri & oneri a Michele Ricci di "Barbagamer Micro". :P
E, naturalmente, calibro le mie domande su di lui.

1) Qual è il tuo genere musicale preferito e quale il genere letterario preferito?
2) Considerata la risposta precedente, quale film riesce a combinare meglio i tuoi gusti?
3) Ci sono libri o film che sono all'altezza (non parlo di stretta aderenza, quanto di "atmosfera") dei giochi da cui sono tratti?
4) E, al contrario, da quale film si potrebbe trarre un gioco?
5) Cosa ne pensi delle correlazioni tra musica & satanismo, giochi & satanismo, horror & satanismo e sticazzi & satanismo?
6) I tuoi album hanno la copertina nera. Sei satanista?
7) Chi sono i tuoi riferimenti (generi o artisti) nella musica che componi?
8) Come ascolti la musica? Brani singoli, album per intero, discografie in ordine temporale?
9) Un titolo di qualsiasi cosa (libro, film, gioco) che è considerato universalmente una bruttura indicibile ma che, fanculo a tutti, a te piace e va bene così.
10) Quante ore ci vorrebbero in un giorno per stare dietro a tutto ciò che vorresti fare?
11) Hai un blog. Ora pensi di dare vita a un partito movimento blob politico?










venerdì 16 giugno 2017

Avere una musica in testa #2

Riesumo questa serie, iniziata e conclusa con un unico post nel gennaio 2011, innanzitutto perché capita spesso di avere una musica che ti si innesta nel cervello e non se ne va e poi perché il blog langue e per non farlo morire di morte naturale forse è meglio che scriva qualche cazzata ogni tanto.


Raouuuuuuuuuuuuuul
Raouuuuuuuuuuuuuul
Raoul and the Kings of Spain

Ogni tanto mi ritornano addosso, i Tears for Fears, e io mi lascio andare con piacere.

"Raoul and the Kings of Spain" (1995) è il secondo album dei TFF senza Curt Smith: in pratica è come se fossero i primi due album solo di Roland Orzabal (il primo è "Elemental", 1993) che hanno precededuto il suo "vero" album solo "Tomcats Screaming Outside" (2001).
Entrambi gli album hanno ricevuto ben pochi complimenti dalla critica ma, per un motivo o per l'altro, io sono piuttosto affezionato a tutti e due.

Smith e Orzabal, successivamente, si sono riuniti per fare un nuovo discreto album ("Everybody Loves a Happy Ending", 2004) e io mi aspetto sempre che, prima o poi, tirino fuori qualche altra sorpresa.

Intanto, da ieri, mi si è piazzata in testa questa. 




When the seventh of the seventh son
Comes along and breaks the chains
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Making it plain, making it sane
To turn this loss into a gain 
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Did you know your father was an island
Did you know your mother was the sea
Can we ever hope to seek asylum
From the bounds of fate and family

When the seventh of the seventh son
Comes along and breaks the chains
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Making it plain, making it sane
To turn this loss into a gain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Did you know all mothers come from heaven
Did you know all fathers come from hell
That is why they're at sixes and seven
That is why their marriage isn't well

When the seventh of the seventh son
Comes along and breaks the chains
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Making it plain, making it sane
To turn this loss into a gain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain


Roland Orzabal mi è sempre stato particolarmente simpatico, lo considero un ottimo autore in ambito rock/pop, e l'ho apprezzato ancora di più quando ho scoperto essere il produttore del primo album internazionale di Emiliana Torrini ("Love in the Time of Science", 1999). E voi sapete quanto io ami la Torrini.

Ma intanto ho in testa questa...

Raouuuuuuuuuuuuuul
Raouuuuuuuuuuuuuul
Raoul and the Kings of Spain



lunedì 22 maggio 2017

Letture seriali #7 - I "Corti Ucronici" di Alessandro Girola

Torniamo di nuovo a tampinare Alessandro Girola perché stavolta ha tirato fuori dal cappello una intera serie. E non solo.
La serie in questione si chiama "Corti Ucronici": i primi tre racconti sono già stati pubblicati (come sempre sono presenti in esclusiva sullo store di Amazon) e ve li presento a cappello della chiacchierata che faremo con Alessandro.


"Il Nero dei Rossi"  (Corti Ucronici Vol. 1)
"Due fascisti contendono la vittoria a un negro che gioca per i rossi. Nemmeno un romanziere saprebbe inventarsi un colpo di scena del genere": siamo all'olimpiade berlinese del '36 ed è Ian Fleming, inglese, a pronunciare queste parole rivolto a Charles Bruce Catton, storico americano. E' dai loro commenti alla gara di salto in lungo che possiamo ricostruire tutto il quadro ucronico di un mondo sull'orlo della guerra perchè la Russia comunista preme l'Europa mentre la Germania socialista si appresta a fare da cuscinetto con i paesi fascisti a sud e l'Europa libera a ovest, mentre la Confederazione schiavista americana e il Giappone in crescita stanno all'esterno ad osservare gli sviluppi. 
In poche pagine Girola, presentandoci veri atleti e veri politici dell'epoca, costruisce un mondo nuovo e plausibile e in un semplice gesto sportivo va a racchiudere la speranza che l'uomo, "senza colori politici o di pelle", possa vincere sulla catastrofe incombente.

"Aries 1" (Corti Ucronici Vol. 2)
"Voi americani non comprendete granché dei nazisti di seconda e terza generazione. Presto nessuno si preoccuperà di ciò che è successo agli ebrei. Diventerà una questione sorpassata e inutile da rivangare. Voi, per esempio, vi domandate cosa sia resta delle tribù di pellerossa che avete massacrato?". E' un astronauta tedesco che dice queste parole, il primo a mettere piede sulla Luna, almeno ufficialmente. 
Nel suo secondo corto ucronico, Girola riscrive la storia a partire dal secondo conflitto mondiale e ci presenta un mondo in cui USA, Reich e Cina si contendono la supremazia. Attraverso un'intervista che l'"Orgoglio del Reich" rilascia a un giornalista ebreo, con tutte le sfumature umane e culturali che ci possono essere tra un ebreo non praticante e un tedesco non in sintonia con le politiche del partito, lo scenario storico (un po' brutalmente esposto nelle prime pagine) diventa una sorta di spy-story nel contesto della distensione tra America e Reich nell'ottica del contrasto al pericolo nucleare rosso. 
Il racconto è, come sempre, curato nei dettagli e condito di riferimenti e ammiccamenti al "qui e ora".

"Supremacy" (Corti Ucronici Vol. 3)
Il terzo Corto Ucronico di Girola ci porta al cuore delle lotte per la supremazia razziale: oltre alla rivisitazione della figura messianica di un Malcom X, "Cristo della ZMS di Los Angeles", morto in circostanze diverse e nel corso di un cammino che aveva veramente intrapreso dopo il suo viaggio a La Mecca, la rivolta di Los Angeles del '92 porta all'isolamento dell'intera area che viene trasformata in un carcere carpenteriano. Il racconto delle vere circostanze dell'assassinio di Malcom X da parte di uno dei boss della Zona di Massima Sicurezza a un giornalista inglese apre una nuova prospettiva che pare condurre inevitabilmente alla polarizzazione delle diverse posizioni politiche radicali, pur armonizzate nei loro intenti per il mantenimento di un conveniente stato di guerra eterna, a dispetto del fatto che il sangue versato sia "sangue rosso. Non nero, né bianco. Rosso".


I primi quattro
Corti Ucronici
F.: Ciao, Alex. Bentrovato per l'ennesima volta. La prendo un po' larga. Non sei nuovo alle ucronie, sto pensando sia a "2 Minuti a Mezzanotte" (originale e reloaded), che a "Grexit Apocalypse", che a una raccolta di racconti di diversi autori che aveva come titolo "Ucronie Impure". Questa nuova serie in cosa si differenza dai precedenti lavori?

A.G.: Ciao Fabio, ben ritrovato e grazie per la rinnovata ospitalità. No, non sono nuovo alle ucronie. Anzi, una parte significativa della mia produzione è "inquinata" da elementi di storia alternativa, a volte solo accennati, magari degli easter egg o cose simili. I miei "Corti Ucronici" si differenziano dai lavori precedenti soprattutto per la mancanza quasi totale di elementi fantastici. Ho voluto scrivere racconti di "storia" pura, seppur alternativa, senza utilizzare fantasmi, alieni, zombie, supereroi o vampiri. Al limite troverete un po' di scienza alternativa, ma nulla di impossibile, nell'ottica delle nostre attuali conoscenze scientifiche.


F.: Per me l'ucronia rientra comunque nell'ambito della fantascienza o, almeno, della speculative fiction. Però non diciamolo a quelli che rifuggono la narrativa di genere. Come è scattata l'idea di questa serie?

A.G.: L'idea è nata come spin-off di un piccolo progetto che sto gestendo con degli amici scrittori, ovvero quello riguardante la prossima pubblicazione di una piccola antologia di racconti ucronici. Io ho scritto il mio pezzo in tempo breve, ma per farlo ho dovuto scegliere tra 3 o 4 spunti che mi parevano troppo interessanti per essere scartati e dimenticati. Così ho deciso di svilupparli, di trasformarli in racconti e di metterli su Amazon al prezzo di un caffè. L'antologia, invece, arriverà nelle prossime settimane e… sarà gratuita. Totalmente. 


F.: Non c'è collegamento tra un racconto e l'altro: possiamo dire che stavolta non ti sei accontentato di creare uno scenario ma ne stai proponendo un'intera serie: hai già pensato che qualcuno di questi potrebbe dare spunto ad altri lavori con la stessa ambientazione? Ad esempio, a me il mondo di "Aries 1" mi ha assai incuriosito e non sarei dispiaciuto di sapere come si risolve quell'avvicinamento tra Reich e USA.

A.G.: Ti svelo una mezza idea che mi frulla per la testa: dopo aver pubblicato altri due o tre racconti, mi piacerebbe far decidere a voi lettori su quale degli scenari già proposti tornare. In poche parole vorrei darvi la possibilità di votare quali "what if" riprendere, per scrivere un secondo racconto nel medesimo universo alternativo, ma con personaggi nuovi, diversi.


F.: E' un'idea interessante, oltre che simpatica, perché alza il livello del rapporto tra autore e lettori. Intanto sul tuo canale Telegram hai già anticipato le prossime uscite, "Führer David" e "Supremacy": ci puoi dire qualcosa di più?

A.G.: Visto che io sono lentissimo a rispondere alle interviste, nel mentre "Supremacy" è già uscito :P (n.d.r.: e, infatti, io ho aggiunto la mia recensione in testa all'intervista :P). Come sai è l'ucronia più moderna di cui mi sono occupato finora. È ambientata negli anni '90 e ucronizza due eventi: la famosa rivolta della comunità nera di Los Angeles del '92, e la vita di Malcom X. Quest'ultimo, nel mio racconto, non è stato ammazzato negli anni '60, bensì è arrivato vivo fino al già citato 1992, diventando il più importante leader afroamericano d'America. Finché una cospirazione opera per toglierlo di mezzo, scatenando una vera e propria guerra razziale...
"Führer David" nel mentre è diventato "Führer Bianco", e verrà pubblicato a breve. Si tratta della mia ucronia più particolare e delicata. Ti accenno qualcosa: a inizio degli anni '60 il blocco comunista ha scatenato la terza guerra mondiale, che si è però risolta senza l'utilizzo delle atomiche (tranne una). La Germania è stata conquistata dai sovietici e dalla DDR e il nuovo armistizio è stato concordato lungo i confini francesi. Dieci anni più tardi, in un mondo in costante equilibrio tra una pace fatta di spie e una nuova guerra, un terrorista misterioso colpisce diverse repubbliche socialiste del blocco est. Si fa chiamare Führer Bianco e, come scoprirà un capitano della STASI, prima di diventare "il cacciatore di comunisti" era un giovane cantante inglese di grande talento, sparito nel nulla: David Jones. Ti dice nulla il suo nome? :) 


F.: Mi dice qualcosa sì, accidenti a te. Dovrò prendermi dei calmanti per leggere le sue gesta alternative, mi sa. :D Più in generale, come è stata l'accoglienza di questa serie?

A.G.: L'accoglienza è stata buona per il primo e il terzo racconto, eccezionale per il secondo, "Aries 1", che parla (come hai già detto) dell'allunaggio nazista. Mi aspettavo qualcosa del genere, perché le "care", vecchie SS tirano sempre parecchio, così come tutti i racconti e romanzi che le riguardano. Sarà il fascino del male? Chissà… Confido e spero che "Führer Bianco" verrà accolto altrettanto bene.


F.: Seguendo il tuo blog si nota che, da un po' di tempo, il "what if" spadroneggia e che, dietro a post e racconti, c'è un enorme lavoro di documentazione. Ma tu lo sai che "la storia non si fa con i se"? :D

A.G.: Nel caso non me lo ricordassi, ogni tanto c'è qualche lettore (evidentemente ignaro di cosa siano le ucronie) che mi fa dei simpatici promemoria :) Comunque sì, sto usando il blog per pubblicare parte del lavoro di documentazione che sto accumulando per scrivere questi racconti. Credo che siano argomenti interessanti, magari un po' diversi dalle mie solite tematiche, ma comunque coinvolgenti. Ti prego, confermami che è così :D


F.: Te lo confermo senza dubbio anche perché siamo qua a parlarne. :D 
Battute a parte, prima accennavi a un'antologia con corti ucronici di autori diversi? Ci puoi fare qualche nome? 

A.G.: C'è questa antologia, sì, e credo che verrà anche una bella cosa, perché prenderà in considerazione diversi modi di intendere il genere ucronico. Autori? Preferisco mantenere il segreto, per non fare torto a quelli che non citerei. Comunque ti consiglio di cercare tra gli stimati colleghi con cui interagisco più spesso, sia sul blog che sui social network :)


F.: Grazie per la consueta disponibilità, Alex. A presto. :)

A.G.: Grazie a te per la chiacchierata, e per avermi dato modo di spiegare meglio il progetto dei "Corti Ucronici". :)


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