lunedì 20 novembre 2017

Nelle piaghe del Leone (Letture seriali #8.2 - Delos Passport 8)

Anche se appartenente alla collana "Delos Passport", già presentata in un paio di post precedenti relativi alle mie "letture seriali", tengo in maniera particolare a proporre questo post dedicato in esclusiva a "Nelle piaghe del Leone", diario/reportage di Selene Verri che è stata più di una volta nei territori curdi.

Prima qualche parola sul lavoro e poi quattro chiacchiere con l'autrice.


Selene Verri: "Nelle piaghe del Leone"
Delos Digital (Store vari)

La giornalista Selene Verri si addentra nel Kurdistan, "parte Mesopotamia e parte Anatolia", per raccontarcelo, da vicino e con gli occhi di un'occidentale, prendendo a prestito il simbolo del Leone mesopotamico per rappresentare una nazione divisa su più stati (Turchia, Siria, Iraq e Iran), un Leone "tutt'altro che addormentato [...] ferito, lacerato". Pericoloso.

La narrazione avviene per capitoli, slegati tra loro come fossero articoli giornalieri (a volte vengono ripresentati alcuni dei protagonisti del reportage) ma in ordine di continuità temporale e con qualche inciso che rapporta all'oggi la situazione di allora: le tre parti del reportage comprendono due "incursioni" di Selene in Kurdistan (2010 e 2015) e l'intervista del 2017 a un foreign fighter francese che, subito dopo l'evento di Charlie Hebdo, decise di andare a combattere a fianco dei curdi quasi per compensare l'enorme numero di connazionali arruolatisi tra le fila di Daesh.

Andiamo a scoprire la complessità del popolo curdo, non un'unica entità come facilmente lo vorremmo supporre, nell'ambito della complessità dello scacchiere mediorientale. E andiamo a scoprire la complessità e gli instabili equilibri di un mondo in cui ci sono frontiere da superare, che siano politiche, linguistiche, etniche o religiose. Frontiere che sono apparentemente locali ma facilmente riconoscibili come simbolo di frontiere presenti ovunque e che l'umanità, soprattutto in questo momento storico, sembra volere più ancora più impenetrabili. Selene, attraverso una narrazione leggera e spesso autoironica, ci fa attraversare alcune di queste frontiere e ci mostra la possibilità di costruire qualcosa che cerchi di non tenere conto di tutte queste barriere.
"Io sono stata nelle piaghe del Leone e sono qui a raccontarvelo".


F.: Ciao, Selene. Bentrovata qua. :)

S.V.: Ciao, Fabio, e grazie mille dell'invito.

F.: Grazie per avere condiviso, attraverso questo reportage, le tue esperienze nel Kurdistan e le tue conoscenze relative alla questione curda in generale, questione decisamente ostica e della quale noi cosiddetti occidentali sappiamo evidentemente poco e male. So che avrebbe dovuto esserci anche una documentazione audiovisiva, "I fiori di Rojava", per la cui produzione era stata avviata anche una campagna di crowdfunding: è un progetto accantonato o è ancora tutto possibile?

S.V.: Domanda imbarazzante anzichenò, soprattutto per le persone che hanno partecipato al crowdfunding. Ma cominciamo dall'inizio: quando nel 2015 sono partita per la Siria, l'idea era quella di realizzare un film sulle donne, non nel senso delle combattenti, cosa che han già fatto tutti, ma piuttosto su come le donne si stanno emancipando nella regione. Abbiamo girato parecchio materiale e l'esperienza è stata estremamente interessante. Al ritorno abbiamo lanciato un crowdfunding per il progetto "I fiori del Rojava" su una piattaforma, Kapipal, che non risponde alle regole del "tutto o niente", ma che permette di tenere il denaro raccolto comunque vada la colletta. Abbiamo fatto bene perché il crowdfunding è stato un disastro: in totale abbiamo raccolto intorno agli 800 euro, incluse persone che hanno voluto a tutti i costi partecipare molto dopo che il crowdfunding era tecnicamente chiuso. Non abbastanza comunque per poterci pagare una produzione come si deve, quindi abbiamo dovuto fare tutto in modo molto artigianale, e affidandoci alla passione di un'équipe motivata ma squattrinata, che quindi poteva lavorarci solo nei ritagli di tempo. In particolare i traduttori erano due giovani, fratello e sorella, di Kobane, rifugiati a Lione, che oltre a studiare e a lavorare dovevano anche destreggiarsi fra inenarrabili odissee burocratiche. Ci è quindi voluto parecchio tempo per sottotitolare tutte le interviste in curdo. A questo problema si è aggiunta una serie fantozziana di imprevisti accaduti al nostro montatore (non ultima delle quali l'arrivo imprevisto di un secondo pargolo), tali per cui oggi che il film è praticamente finito, e mancano solo alcuni dettagli da sistemare, non abbiamo nemmeno la possibilità di accedere agli hard disk dove il progetto è stato salvato. Io confesso che sono arrivata al punto di voler rimborsare tutti coloro che hanno contribuito, ma a questo punto tengo duro ancora un po', nella speranza che il risultato alla fine non sia troppo deludente per chi ci ha creduto.

F.: Io avevo partecipato al crowdfunding e mi sentirei di dirti che ancora spero che il progetto possa andare in porto, anche con tempistiche dilatate. E quindi, personalmente, non voglio alcun rimborso. Tornando alla questione curda, nel gran calderone politico che sta ribollendo, tra autonomisti turchi e indipendentisti iracheni, pensi che il popolo curdo abbia ora finalmente una sua vera possibilità di costruire uno stato transnazionale?

S.V.: Le espressioni "autonomisti turchi" e "indipendentisti iracheni" per me suonano come il gessetto sulla lavagna. Meglio dire "in Turchia" e "in Iraq", soprattutto perché, anche se comunemente vengono considerati turchi tutti gli abitanti della Turchia, nella realtà i turchi in origine erano un'etnia ben precisa, popolazioni che non hanno nulla a che vedere con tutti gli altri popoli che hanno poi assimilato o annientato, dagli armeni agli arabi agli stessi curdi. Anche "stato transnazionale" mi sembra inappropriato, considerata la varietà di significati con cui è percepito il termine "nazione". Parliamo piuttosto di "Grande Kurdistan", un sogno coltivato da un secolo, alimentato dopo la prima guerra mondiale dalle potenze europee, che subito dopo l'hanno fatto crollare fondamentalmente per questioni di ripartizione dell'ex impero ottomano in zone d'influenza, sulla base dei famigerati accordi di Sykes-Picot, di cui il mondo intero continua a subire le conseguenze. Ora, considerato che personalmente trovo la struttura dello stato-nazione obsoleta, non so quanto il fatto di creare un proprio stato per qualunque popolo rappresenti oggi una "possibilità", mi sembra un po' come volere a tutti i costi il walkman perché non l'hai avuto quando l'avevano gli altri, ma intanto adesso tutti ascoltano la musica sul telefonino. Comunque no, non lo credo realistico, non nell'immediato futuro quanto meno. Ci sono troppi interessi in gioco, e una situazione di alleanze fatta di pesi e contrappesi delicatissima e complicatissima, che impediscono che si possa immaginare uno sbocco di questo genere, a meno che non crollino tutte le potenze regionali, Iran incluso. A questo aggiungerei le parole di William, il combattente francese che intervisto alla fine dell'ebook: "in ogni caso i curdi non vanno d’accordo nemmeno fra loro". E poi come chiamare "Kurdistan" uno stato fatto sì di curdi, ma anche di arabi, turchi o turcomanni, assiri, armeni e quant'altro? Vedo invece non impossibile uno sgretolamento dell'Iraq. A quel punto si creerebbe nel Kurdistan iracheno uno stato indipendente per forza di cose, ma con quali caratteristiche e con quali confini è tutto da vedere. E soprattutto con quali ripercussioni. Per quanto riguarda il confederalismo democratico, già implementato in Rojava (il Kurdistan siriano) e sperimentato fra mille difficoltà in Turchia, c'è stata qualche apertura da parte di Damasco all'indomani del referendum nel Kurdistan iracheno, evidentemente nel timore che il "virus" dell'indipendentismo potesse diffondersi anche da questo lato della frontiera. I curdi in Siria propongono che sia rifondato il sistema in tutto il paese, con cantoni autonomi come quelli amministrati attualmente da loro. Difficile che Assad sia davvero interessato a uno sviluppo del genere, ma il sistema non dispiace ai russi e gli americani potrebbero non essere contrari. Un compromesso in questo senso non mi sembra del tutto impossibile, ma staremo a vedere. Certo che se funzionasse in Siria, diventerebbe difficile per i paesi vicini negare gli stessi diritti ai curdi autoctoni.

F.: Ora che Daesh sembra essere stato, almeno apparentemente, allontanato dal territorio curdo, hai in progetto di tornare, in tempi relativamente brevi, tra le piaghe del Leone per seguire gli sviluppi politici e sociali del popolo curdo?

S.V.: Lo spero, probabilmente l'anno prossimo, forse in occasione del Newroz, il capodanno curdo, a marzo.

F.: Sento di dover fare i complimenti, oltre che a te, a Fabio Novel per avere avuto il coraggio di inserire una narrazione in soggettiva del mondo reale in "Delos Passport", una collana che aveva fino ad ora dato spazio a opere di narrativa. Sei soddisfatta di come sta andando il tuo reportage?

S.V.: Sono abbastanza contenta, sì, ma vorrei avere più tempo per poterlo promuovere come si deve, penso che valga la pena parlare il più possibile di quanto accade in questa regione, perché è una regione dall'importanza cruciale per mille motivi, e sono sicura che i fatti che accadono lì ora avranno ripercussioni a lungo termine qui in Europa, e che ne sentiremo parlare ancora. Se quindi qualcuno ha voglia di approfittare di questo ebook per organizzare una presentazione che serva da scusa per parlare di questi argomenti, io sono più che disponibile :)

F.: Lanciamo questo appello, quindi: contattate Selene e organizzate insieme a lei incontri per fare conoscere a più gente possibile cosa sia "realmente" la questione curda. Tu, invece, hai altri progetti tuoi per il futuro?

S.V.: Sempre ;)

F.: Vista la risposta laconica, non insisto oltre. :D
Ciao e grazie per essere passata di qui e grazie anche per l'autografo sull'ebook! :)

S.V.: Oddio, a sapere che sarebbe finito on line ci avrei messo un po' più di impegno... ma forse anche no. :D

Biji Kurdistan.

Commosso e per nulla pentito :)


NELLE PIAGHE DEL LEONE
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I FIORI DEL ROJAVA (TRAILER)
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DELOS PASSPORT
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lunedì 13 novembre 2017

Letture estive sparse #2

Siamo agli sgoccioli prima dell'ennesimo blocco del lettore. Mi rimane ancora una cosa da pubblicare e poi vedremo che ne sarà del blog.


Julian Gudowski : "Il re del casinò"
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Gudowski lascia gli orrori carsici (leggete "L'Osmiza" per farvi un'idea) e approda agli orrori del quotidiano malaffare. Una storia nera, un balletto di crimini e avidità, che non lascia spazio a sentimenti o redenzione. I giocatori giocano le loro mani e, alla fine, quello che rimane loro è appena quanto basta per tornare al Perla di Nova Gorica, "un luccicante universo parallelo a mezz'ora di macchina da Monfalcone", a tentare la fortuna un'altra volta, in un circolo vizioso.


Tina Caramanico: "In Memoria"
Nero Press (store vari)
Annamaria non ricorda nulla: "Dovrei solo avere ancora un po' di pazienza, e ascoltare quello che la bambina dei miei sogni vuole dirmi". E, così, piano piano il ricordo emerge e si materializza nel dipinto sulla tela di Annamaria, buttando nel panico le persone intorno a lei. Tra colpe negate e delitti coperti da una serena famiglia tradizionale, Annamaria si avvia a ritrovare i ricordi perduti e a ricongiungersi al suo destino. E ad essere celebrata per sempre "in memoria".


Ilaria Tuti: "La ragazza dagli occhi di carta"
Nero Press (store vari)
"Il male non muore mai. Cambia forma. Si tramanda": questo è nei pensieri di Teresa Battaglia, commissario di polizia alle prese anche con un proprio male che la sta accompagnando verso l'oblio. Mentre con la sua indagine svela ogni particolare della vicenda della ragazza dagli occhi di carta, i suoi pensieri sul male ritornano ossessivi: "il male ti salta addosso quando meno te lo aspetti", "a volte è difficile riconoscere il male quando ti è troppo vicino". Per ognuno di questi pensieri si può leggere un duplice senso: per questo il personaggio di Teresa risulta tanto intenso, quasi da lasciare in secondo piano il caso, svelato e sofferto attraverso la propria esperienza personale.


Andrea Franco: "Più nessuno è incolpevole"
Nero Press (store vari)
"Un omicidio, una manciata di fascisti doc e un traditore": nella Roma di fine anni quaranta, "città malata, ferita", tra partigiani e nostalgici, comunisti e fascisti, "dissimulatori" e antifascisti, commissario e brigadiere, la scena di un omicidio e le successive indagini evidenziano come la tensione e le polarizzazioni del passato regime non siano mai veramente svanite. "Più nessuno è incolpevole, lo scrisse anche Montale": in fondo all'anima, però, le ferite rimangono aperte e agli amici traditi, in qualche modo, occorre chiedere perdono.


lunedì 6 novembre 2017

Letture estive sparse #1

Letture estive ma anche primaverili e autunnali: insomma ho dimenticato alcune recensioni nel limbo e ora le vado a recuperare con un paio di post ad hoc.

In foto l'immancabile Kobo e la nuova (vecchia) pipetta elettronica (la seconda di una serie di tre perché mi si continuano a guastare).


Shanmei: "Un gioco di pazienza" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
L'autrice prende spunto dalla figura del bisnonno per dare vita a un militare italiano stanziato in Cina nei primi anni del '900. Il veloce racconto, introduttivo a una possibile serie, dà modo al lettore di conoscere il tenente Luigi Bianchi e di familiarizzare con l'ambiente coloniale dell'estremo oriente. Aggiungendo allo scenario un omicidio, un paio di ragazzi cinesi utilizzati come capro espiatorio e  un funzionario giapponese ("un uomo letale, ma con me era sempre stato leale"), il mystery si trasforma in spy story mentre la storia scorre sullo sfondo.
Shanmei, in poche pagine, riesce a riversare l'affascinazione per la Cina di quel periodo storico nel racconto e a farla respirare al lettore.
E' disponibile anche in inglese con il titolo "A Waiting Game" nella traduzione di Davide Mana.


Dario Arzilli: "Ancorati a un patto"
Dunwich Edizioni (store vari)
La scoperta di un mondo dormiente dietro il mondo conosciuto: Enrico viene ingaggiato dal padre per rinnovare un patto d'alleanza tra creature mitologiche mentre gli uomini in servizio su una piattaforma petrolifera sono destinati a diventare cibo. "Le vere razze che dominano ed hanno dominato questo pianeta sono quattro, ognuna riconducibile ad un elemento" e dopo una lunga guerra inconcludente le quattro razze sono giunte a un armistizio, rotto dopo secoli dall'intraprendenza della razza umana che si è elevata ed è arrivata tra le stelle. Il ripristino di vecchie alleanze diventa la prima necessità per poter combattere la nuova guerra e la missione di Enrico, mezzo umano e mezzo basilisco. Un racconto che si presenta come il cappello a una storia che sarebbe interessante leggere.


Lavie Tidhar: "Antechamber"
Acheron Books (store vari)
"Un salone molto grande, dalle dimensioni curiosamente imprecise": è lo spazio mutabile della sala d'attesa in cui si aspetta un qualcosa mentre il tempo viene scandito in maniera sempre più fastidiosa da un orologio col quadrante bianco. E poi porte che non si aprono, macchine distributrici che non funzionano, compagni indefiniti e indistinguibili, rumore bianco e silenzio, Adolf. Tutto comincia lì e finisce lì. Anzi, non finisce. Si resta in attesa.
Un plauso all'editore per la doppia versione in lingua originale e in italiano.


Maurizio Cometto: "La macchia"
Acheron Books (store vari)
Una macchia nel cielo, dove scientificamente non dovrebbe starci nulla, vista da un paese qualsiasi in cui la macchia comincia a lasciare ricadere effetti sulle persone (percezioni alterate, malattia del sonno). Una realtà che, in certi punti, sembra arretrare nel tempo. L'ho trovato un racconto molto dickiano, collocabile dalle parti del moratorium di "Ubik". Un finale inevitabile e, se vogliamo, definitivo: un gran finale, insomma. "Doppio clic"


Una nota finale: sto sollecitando Acheron Books, per quanto mi sia possibile fare arrivare la mia voce, a proseguire la collana "Eufemia" ottimamente varata con i racconti di Tidhar e Cometto. So che sono uno scassaminchia ma non mi importa e lo faccio anche qui: S. M. Acheron, batti un colpo se ci sei. ;)


lunedì 23 ottobre 2017

Avere una musica in testa #3

Questa volta è colpa di Emiliana Torrini, della quale ho sentito la versione, presente nella colonna sonora di "Sucker Punch" (Zack Snyder, 2011), di "White Rabbit" dei Jefferson Airplane ("Surrealistic Pillow", 1967).

Ora, se è vero che i Jefferson - e in particolare Grace Slick - risiedono nel mito (vivi o no che ancora siano), io per la Torrini ho notoriamente sempre avuto un debole fin da quando ascoltai il suo primo album "internazionale" ("Love in the Time of Science", 1999).

Quindi eccovela, la versione dell'Emiliana:



One pill makes you larger
and one pill makes you small
and the ones that mother gives you
don't do anything at all.
Go ask Alice, when she's ten feet tall.

And if you go chasing rabbits
and you know you're going to fall
Tell 'em a hookah-smoking caterpillar 
has given you the call.
And call Alice, when she was just small

When the men on the chessboard 
get up and tell you where to go
and you've just had some kind of mushroom
and your mind is moving low.
Go ask Alice, I think she'll know.

When logic and proportion 
have fallen sloppy dead
And the white knight is talking backwards
And the red queen's off with her head.
Remember what the dormouse said:
"Feed your head, feed your head".


E, per i nostalgici, ecco una versione live dei JA con la mirabile interpretazione di Grace Slick.




Le altre musiche in testa:

#1 - Rowhide
#2 - Raoul and the Kings of Spain

giovedì 19 ottobre 2017

Dalla Valsassina a Little Wonder

Il titolo del post non ha un gran significato in sé ma serve solo a introdurre le location dei due luoghi dove  si svolgono le storie che vado a presentare: la Valsassina (in "Pegea" di Alessandro Girola) e Little Wonder, nei pressi di Perfection (in "Il regalo" di Kara Lafayette).

Si tratta di due location che, per motivi diversi, sento vicine: la Valsassina per questioni personali, legate alla mia gioventù, Little Wonder sia per il richiamo a David Bowie che per la collocazione nell'universo di Perfection, uno dei migliori scenari di fantascienza in cui mi sono immerso negli ultimi anni.


La copertina di "Pegea" è di Chiara S.
La copertina di "Il regalo" è di Andrea Lupia


Alessandro Girola: "Pegea" (scenario "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (Amazon)
Collocabile nel ciclo "Italia Doppeganger" di Girola, il racconto ha una stratificazione più complessa rispetto a quella che all'apparenza si presenta come un racconto gotico rurale. Si ripescano figure mitologiche legate alla natura e ostili all'invasione umana, ci sono tracce epistolari di una sorta di patto tra uomini e "mostri", c'è il terrore e lo smarrimento nello scoprirsi prede di entità ultraumane ma c'è anche una sorta di riscatto etico per la protagonista omosessuale (in quanto tale, origine di tutti i mali e oggetto di discriminazione) attraverso un sacrificio di sangue che la porta a un livello di vita diverso, apparentemente non soggetto alla classificazioni artificiose proprie del mondo reale.
Un elemento di brivido in più, dal mio punto di vista, è l'ambientazione in Valsassina e precisamente a Cortenova, bagnata da quello stesso torrente che scende lungo la Valle dei Mulini dove sono andato più volte a giocare e a cercare fossili in gioventù, fortunatamente senza aver mai sentito quel canto che proviene dal bosco.


Kara Lafayette: "Il regalo" (scenario "Perfection")
Autoproduzione (Amazon)
Dopo averci allietati con le sue affilate storie horror, Kara Lafayette ci porta nello scenario di Perfection, ambientazione futuristica di Germano Hell Greco dove convivono umani e intelligenze artificiali, epidemie e scienza. Non è strettamente necessario conoscere le storie originali ("Perfection" e "Starlite") di Germano (comunque male non vi farebbe, eh!) per potersi gustare la storia di Zoë, bambina di nove anni (e presunta malata di Asperger) accusata di avere ucciso padre e madre, spedita a Little Wonder ("Sending me so far away, so far away..." canta David Bowie) nella zona desertica americana invece che al "Macello", luogo di diretta punizione per ogni tipo di crimine ("prendiamoci cura della brava gente e liberiamoci dei parassiti"). Qui rinasce a nuova breve vita in "una famiglia nonsense": l'Agave (epidemia che uccide tutte le donne del pianeta) incombe ma Zoë ha imparato "a esistere senza oscurità".
"Little wonder. You little wonder, you".


Qualche utile link:

Alessandro Girola: "Pegea" su Amazon [link]
"La Valsassina" su web [link] e su Facebook [link]
"Plutonia Experiment", il blog di Alessandro Girola [link]
Plutonia Telegram, il canale Telegram di Alessandro Girola [link]
La pagina Facebook di "Plutonia Experiment" [link]


Kara Lafayette: "Il regalosu Amazon [link]
"Perfectionsu web [linke su Facebook [link]
"Secondo Kara Lafayette", il blog di Kara lafayette [link]
La pagina Facebook di "Secondo Kara Lafayette[link]


E come non concludere con...

(da "Earthling", 1997)

Stinky weather, Fat shaky hands
Dopey morning Doc, Grumpy gnomes

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

Big screen dolls, tits and explosions
Sleepy time, Bashful but nude

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

I'm getting that
Enter Galactic, see me to be you
It's all in the tablets, Sneezy Bhutan

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

Mars happy nation, sit on my karma
Dame meditation, take me away

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you

Sending me so far away, so far away
So far away, so far away, so far away, so far away
So far away, so so far away

Little wonder, you little wonder you

Sending me so far away, so far away
So far away, so far away, so far away, so far away
So far away, so far away, so far away, so far away
So far away, so so far away, so far away, so far away
So far away, so so far away

Little wonder, you little wonder you
You little wonder you
You little wonder little wonder you

Little wonder then, little wonder
You little wonder, little wonder you


lunedì 9 ottobre 2017

Buscafusco: Santi & Fattucchiere

Qualche mese fa vi avevo parlato del progetto di scrittura in crowdfunding di Davide Mana (vedi qui) e ora che è arrivato a scadenza (da un po' di giorni, in realtà) - e che mi sono letto la storia puntualmente recapitata nella mia casella mail - posso esprimere tutta la mia soddisfazione per quanto finanziato (ne riparliamo più avanti).

"Buscafusco; Santi & Fattucchiere" va ad intersecare due filoni di Davide: quello di Buscafusco, investigatore privato dai modi hard-boiled e di stanza nell'Astigianistan (come viene definita da Mana la location), e quello dei racconti orrorifici ambientati della Valle del Belbo (vero nome dell'Astigianistan). Si parte da un'evento di cronaca vera (il furto delle reliquie di un santo) e si segue il percorso/indagine di Buscafusco ("Solo Buscafusco. Il signor Buscafusco era mio padre") fino alla risoluzione del caso.
Non sono presenti elementi fantastici o orrorifici (magari questo può essere un pro per qualche lettore poco affine a quei generi) ma si sfiora l'esoterismo in diverse sfumature (dal satanismo alla new-age ma il tutto in salsa rigorosamente locale) e, per questi elementi, in qualche misura la storia mi ha fatto ripensare a "La morte mormora" di Fabrizio Borgio (forse anche perché ci sono anche altri elementi che legano Buscafusco a Borgio).

Sempre impietoso il giudizio di Mana sui suoi luoghi e soprattutto il ritratto delle persone che siano parte del "popolo" o dei "poteri forti" locali; in contrasto, spiccano in modo particolare i personaggi "amici" del nostro Buscafusco: non so se questo possa essere considerato propriamente un difetto ma, sicuramente, è un particolare che spinge il lettore all'affezione. 
E, infatti, dalla lettura sono emerso soddisfatto e fidelizzato da Buscafusco (ché di Mana lo sono già da un po'; in questo post potete trovare l'intervista relativa ai suoi Orrori della Valle Belbo): ora si tratta di aspettare che Davide abbia tempo e voglia di tradurre in italiano le prime due storie del nostro Buscafusco (sarebbero stato un ulteriore premio per i contributori al raggiungimento di una certa cifra del crowdfunding ma non ci si è arrivati).

E' la prima volta che mi capita di partecipare al crowdfunding per un libro e ho contribuito con la cifra ridicola di 5 euro: il giusto per un lavoro di qualità in formato digitale, poco se, alla fine, si prendono in considerazione il risultato, il gradimento, i bonus anche se non previsti inizialmente. 
Insomma mi sembra un buon modo per motivare un autore (soprattutto se un autore "di fiducia") a scrivere e penso che, dovesse esserci un altro crowdfunding di Davide, contribuirò sicuramente in modo più sostanziale.

Mi spiace un po' per tutti quelli che non hanno partecipato al crowdfunding perché "Buscafusco: Santi & Fattucchiere" per qualche tempo non sarà commercializzato in altri modi. Però, si sa, i lettori sanno essere pazienti (a volte perfino troppo ma Mana non è Martin, per nostra fortuna).

Infine vi lascio con "Alive and Well and Living In" ("Benefit", 1970) dei Jethro Tull perché sono citati nella storia ("A me piacciono i Jethro Tull.").

Nobody sees her here, her eyes are slowly closing.
If she should want some peace she sits there, without moving,
And puts a pillow over the phone.
And if she feels like dancing, no one will know it.
Giving herself a chance there's no need to show her how it should be.

She can't remember now when she was all in pieces,
She's quite content to sit there listening to what he says,
How he didn't like to be alone.
And if he feels like crying she's there to hear him,
No reason to complain and nothing to fear, they always will be.


I blog di Davide Mana 
>>> Strategie evolutive [link]
>>> Karavansara  [link]


lunedì 25 settembre 2017

Letture Uno-Due #10: Corà, Tanzilli, Maccioni

(foto di Fabio R. Crespi)
Dopo la precedente tornata completamente indie, il decimo giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture) è quasi totalmente monopolizzato da lavori pubblicati da editori (quattro da Nero Press e uno da Fazi): si comincia con Simone Corà (sua l'unica autoproduzione presente nel post) e si prosegue con Maria Teresa Tanzilli e Federica Maccioni, tutte new entry su Runneapolis.


Simone Corà: "Cosmonauta"
Autoproduzione (Store vari)
Una partita di calcio tra ragazzi e la promessa di una pizza per cancellare un risultato deludente: il racconto di Corà comincia come una storia di provincia ma presto l'atmosfera cambia e la luce diventa "strana e densa, pare essere scesa lungo il cielo come sangue rappreso". Un muro di carne, che occupa tutta la strada, ferma la realtà e comincia a fagocitare qualsiasi cosa: asfalto, fango, persone. L'orrore diventa fantascienza quando la storia arriva alla sua conclusione ("Sai quanti Urania ho in soffitta? E li ho letti tutti!"): la realtà torna e restano solo le strazianti ferite a testimonianza del passaggio del Cosmonauta.

Simone Corà: "Il pozzo capovolto"
Nero Press (Store vari)
Simone Corà ci propone la versione puramente horror dell'alieno incontrato nell'altro suo racconto "Cosmonauta" e, forse per via di questa inquadratura, il risultato complessivo è più convincente. Da un pozzo costruito sul soffito emerge un orrore inconoscibile, lovecraftiano nell'origine ma carpenteriano e barkeriano nello sviluppo: la "Cosa" assorbe carne e metallo e semina parti di sé. Lo scontro finale tra il reticente protagonista e il Verticale viene intuito in precedenza da Michele: "Ho l'impressione che questa sia la fine del mondo. Dopo quello che ho visto non può esistere dell'altro". E, infatti, "il male alieno e inaccessibile" rinasce a nuova vita, liberato definitivamente dalla sua gabbia.


Maria Teresa Tanzilli: "L'ultimo viaggio"
Nero Press (Store vari)
A Roncavalle i fratelli Molinari attendono, come tutti, la fine del mondo ("E' scoppiato qualcosa nello spazio, una stella lontanissima. Tra qualche anno moriremo tutti."). Mentre la piccola comunità si riduce sempre di più perché, se proprio si deve morire, allora si può scegliere come farlo, i fratelli si barcamenano in una routine di funerali e attesa finché un terremoto che provoca la fuoriuscita di un continuo e insano fumo verdognolo dà loro una scossa. Il ritrovamento di una vecchia carcassa d'auto che viene messa accidentalmente in moto diventa una flebile speranza, se non di evitare la fine del mondo, almeno non essere costretti a farlo lì, a Roncavalle.
Il racconto procede con ritmo lento e oppressivo e rende bene l'idea di un'umanità rassegnata perché "tutto impallidiva di fronte alla prospettiva di una data di scadenza".

Maria Teresa Tanzilli: "Il patto"
Fazi Editore (Store vari)
Non è un storia insolita, nel suo genere, quella di un patto tra una comunità e un'entità infernale (Alastor, in questo caso). Lo scopriamo abbastanza in fretta leggendo le vicende di tre ragazzini che scoprono di essere il prezzo che i loro concittadini pagano per una vita perfetta e di successo ("questa ricchezza ha un prezzo"). La comunità di Villanova, paese ricostruito quasi miracolosamente sulle macerie di Vallefonda, distrutta da una slavina, deve periodicamente pagare quel prezzo ("rinneghiamo la nostra famiglia, rinneghiamo i nostri figli") e oggi il giorno del pagamento è giunto anche per Angela, Luca e il piccolo Francesco.


Federica Maccioni: "Segreti della città vecchia"
Nero Press (Store vari)
Racchiuso tra due parentesi in cui De André raffigura la città vecchia e i suoi abitanti, il racconto si sviluppa tra tempo presente e passato. Saveria, che ha ereditato dalla vecchia zia Luciana una casa, seguendo un'indicazione ricevuta dalla zia va ad incontrare e conoscere personaggi che vivono la loro vita nei carugi di Genova. E queste persone hanno storie alle spalle. E segreti che, scoperti ("le promesse fatte ai morti vanno mantenute"), possono incanalare la tua vita su percorsi mai considerati prima: "tanto, indietro, non si poteva tornare".

Federica Maccioni: "S'accabadora"
Nero Press (Store vari)
Nita, accabadora e levatrice come la nonna, vive la sua vita accompagnata dal fantasma del suo amore finché una bambina comparsa quasi dal nulla non la guida a risolvere il problema di "un nodo sciolto anzitempo". Il racconto, una storia densa di mistero e sentimenti, si dipana in una dimensione che rimescola figure del mito e della tradizione con i sapori e gli odori della vita reale: Nita vive in questa doppia dimensione finché "il bozzolo di crisalide che la Madre aveva scelto per visitarla" ristabilisce l'equilibrio "nel computo eterno del Tutto".


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

lunedì 11 settembre 2017

Mad Max in Padania

Proseguendo con l'idea di evidenziare singoli lavori che ho trovato particolarmente interessanti, oggi arriva il turno di Alessandro Girola, il quale, come Germano Hell Greco, è spesso ospite da queste parti.

Girola ritorna a mixare politica italiana e fantascienza d'azione con la solita efficacia con questo "Max: First Lady Road".

"A che credi siano serviti anni di disinformazione, di inasprimento dei toni politici, di crescente analfabetismo funzionale ed emotivo? Siamo diventati un popolo di coglioni che non capiscono un cazzo e questo è stato il risultato": l'Italia, governata (si fa per dire) dal movimento dell'Onda, ha subito la secessione padana e una fallimentare missione di peacekeping dell'ONU.

Alessandro, con ottimi precedenti nel distopico italiano (cfr. "Grexit Apocalypse" e "Vox Populi Vox Dei", ma anche la trilogia del Basilisco), ci regala un adrenalinico Mad Max italiano (come già suggerito dal titolo) in uno scenario fantapolitico che prende le mosse dall'evidente inettitudine delle forze politiche che si nutrono d'odio e predicano l'isolamento, senza avere uno straccio di idea sensata di cosa fare quando si arriva al potere.
Li troviamo tutti qui, i campioni nostrani e internazionali dell'antipolitica, dell'autoritarismo, dell'autarchia e della nostalgia mascelluta, a dimostrare la loro nullità mentre siamo costretti ad affidare le nostre speranze di rinascita a un ex-poliziotto, a un ex-attore e a una ex-velina. Una tipica storia in stile Girola, assolutamente da non perdere. Ma, in mezzo a tanto disfacimento sociale, una cosa risulta positiva fin dall'inizio della storia: Trump non è stato rieletto per un secondo mandato.

Dato che la First Lady della vicenda è Elisabetta Canalis (moglie del presidente Clooney) e che la suddetta festeggia il compleanno il 12 di questo mese, potete avere l'ebook in offerta (solo su Amazon) fino a martedì (quindi datevi una mossa).

Nel frattempo io mi sono riguardato il primo e il secondo film della serie di Mad Max ("Interceptor", 1979; "Interceptor. Il guerriero della strada", 1981) e ho già pronti da rivedere il terzo ("Mad Max oltre la sfera del tuono", 1985) e il quarto recente "Mad Max: Fury Road" (2015), con una Charlize Theron da urlo.
Tutti i film (diretti da George Miller; nei primi tre Max è interpretato da Mel Gibson e nell'ultimo da Tom Hardy) stanno in un economico cofanetto con i film in blu-ray più un dvd di contenuti speciali.


Qualche utile link:

Alessandro Girola: "Max: First Lady Road" su Amazon
[link]

"Mad Max Anthology" (4 blu-ray + dvd) su Amazon
[link]

"Plutonia Experiment", il blog di Alessandro Girola
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Plutonia Telegram, il canale Telegram di Alessandro Girola
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La pagina Facebook di "Plutonia Experiment"
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giovedì 31 agosto 2017

Se esiste gente in grado di volare, allora può esistere anche qualcos'altro

Mi sono reso conto di avere una certa tendenza ad accumulare recensioni (che metto su Amazon appena finisco una lettura) per farci dei post cumulativi (sarà sicuramente un difetto brianzolo che comprende qualche forma di risparmio, vuoi di tempo, vuoi di spazio).
A volte, però, bisogna dare il giusto spazio ad un singolo lavoro, anche se questo fa parte di un ciclo e di uno scenario più ampio.
Oggi questo spazio voglio dedicarlo a "La Signora dei Sogni" di Germano Hell Greco (autore indie ben noto da queste parti), seconda parte del ciclo "Jack & Jill" e facente parte dello scenario 2MM Darkest.

Riprendendo l'intervista fatta a Germano per presentare 2MM Darkest (la trovate per intero qui), voglio riportare le sue parole sulla saga di Jack & Jill: "è la variante dark fantasy, in cui ci si sofferma sul lato fiabesco e oscuro. È anche il più difficile da seguire, perché scritto in maniera da rispecchiare la mente disturbata della protagonista, che è una schizofrenica:  gli eventi non sono presentati in ordine cronologico e realtà e allucinazioni coesistono quasi senza distinzione. Insomma, buona fortuna".

Insomma, se il primo Jack & Jill (ne parlo qui) è una lettura impegnativa (lo sono tutte quelle dei lavori di Germano - così narra una leggenda che gira nell'ambiente indie italiano - ma se per altri è un problema, io trovo che sia, invece, uno degli aspetti più interessanti e stimolanti di Germano come autore), il seguito potrebbe sembrarvi quasi una passeggiata (se siete passati indenni dal primo, naturalmente).

Le storie di Hjuki e Bil procedono a ritroso, come nei primi due racconti raccolti nel primo volume della serie. E se la fantascienza dei superumani è stato il punto di partenza nel primo racconto, a procedere ci si addentra sempre di più nella parte fantastico/orrorifica dello scenario di 2MM Darkest e nella storia dei due fratelli. Siamo negli anni 80, in un paese sperduto nella neve svedese ai confini del mondo reale. Fratello e sorella pensano di avere trovato un rifugio per provare a vivere una vita "normale" ma là, dove non arrivano i cacciatori di superumani, stanno di casa i sopravvissuti delle mitologie nordiche.
Una storia in bilico tra realtà e mito, tra fantascienza e horror, tra ragione e irrazionalità, dove occorre essere figli di dei o avere le capacità di "sospendere l'incredulità" delle menti giovani per riuscire ad accettare una realtà inclusiva di diversi aspetti, potremmo quasi definirla "aumentata" senza nemmeno la necessità di ricorrere alla tecnologia.
"Esiste gente che è in grado di volare. Gli adulti non riescono ad accettare questo cambiamento. Non del tutto. Loro spiegano ogni cosa con la razionalità: i fantasmi non possono esistere, non esistono i lupi mannari, non esistono i mostri. Esistono solo gli esseri umani cattivi, o malati, per loro. O le bestie feroci. Però io dico che, se esiste gente in grado di volare, allora può esistere anche qualcos'altro..."

Io resto pazientemente in attesa del prossimo episodio della saga (in qualsiasi tempo voglia ambientarlo l'autore).


Qualche utile link:

"Jack & Jill Saga" su Amazon
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"2MM Darkest", il blog che è stato rinnovato di recente
[link]

Book and Negative, il blog di Germano Hell Greco
[link]

La pagina Facebook di "2MM Darkest"
[link]




martedì 22 agosto 2017

Letture seriali #9 - "The Expanse" di James S. A. Corey


Forse non si tratta di una "serie che ha rivoluzionato il concetto di science fiction" - come recita lo strillo sulla copertina del terzo volume dell'edizione italiana - ma, per gli appassionati del genere, sicuramente i romanzi del ciclo "The Expanse" di James S. A. Corey (nome corale di Daniel Abraham e Ty Franck) sono una gran bella lettura.

Mi ci sono immerso durante il mio breve periodo di ferie (in realtà mi manca ancora da leggere l'ultimo pubblicato in Italia) spinto anche dalla visione della prima stagione dell'omonima serie TV e posso confermare il piacere della lettura dopo il piacere della visione.
Gli autori sono bravi a mantenere il ritmo della narrazione utilizzando la tecnica della narrazione a punti di vista convergenti verso la soluzione finale: se nel primo libro i punti di vista sono due, nei successivi i punti di vista aumentano senza però generare particolari difficoltà al lettore.

In generale troviamo un'umanità "ingabbiata" nel sistema solare e abbiamo thriller, azione, astronavi (lente e meno lente), corporations, politica, guerre, ribellioni, alieni e protagonisti che hanno forse il difetto di essere un po' "piacioni" (però funzionano perché ci si affeziona in fretta e li si segue appassionatamente nelle loro vicende).
Una caratteristica della serie è una continua apertura di orizzonti (il senso di "The Expanse", la distesa, non è immediatamente comprensibile fino al terzo volume) e la capacità di rinnovare nei vecchi lettori di sf il sempre desiderabile sense of wonder.

Anche il serial TV merita di essere preso in considerazione: la prima stagione copre abbastanza fedelmente parte del primo volume della serie e la si può tranquillamente guardare anche prima di avere letto i libri.

Fanucci ha tradotto e pubblicato i primi sei romanzi (mancano all'appello l'ultimo e alcuni racconti brevi interstiziali) e si possono trovare in offerta fino al 30 agosto a 1,99 euro al pezzo (fossi in voi ne approfitterei al volo).

La serie di libri (qui il link ad Amazon)
1. "Leviathan - Il risveglio" ("Leviathan Wakes", 2011)
2. "Caliban - La guerra" ("Caliban's War", 2012)
3. "Abaddon's Gate - La fuga" ("Abaddon's Gate", 2013)
4. "Cibola Burn - La cura" ("Cibola Burn", 2014)
5. "Nemesis Games - L'esodo" ("Nemesis Games", 2015)
6. "Babylon's Ashes - Il destino" ("Babylon's Ashes", 2016)
7. "Persepolis Rising" (2017)


La serie TV è ideata da Mark Fergus e Hawk Ostby su soggetto di James S. A. Corey ed è interpretata da Thomas Jane, Steven Strait, Shohreh Aghdashloo, Florence Faivre, Cas Anvar, Dominique Tipper, Wes Chatham, Frankie Adams, ecc.
La prima stagione (10 episodi) è stata prodotta da Syfy nel 2015 e la serie è stata rinnovata per una seconda stagione (13 episodi trasmessi nel 2017).
In Italia la prima stagione è reperibile via Netflix dal 2016 e rimaniamo in attesa della seconda e della terza stagione (è stato ufficializzato un ulteriore rinnovo).

venerdì 18 agosto 2017

Letture Uno-Due #9: Siena, Girola, Abietti

(foto di Fabio R. Crespi)
Ritorniamo in terra totalmente indie con il nono giro di letture "Uno-Due" (un autore, due letture)Marco Siena e Alessandro Girola già sono nomi noti da queste parti; in aggiunta a questi loschi autori abbiamo, come new entry, Yuri Abietti con un paio di interessanti saggi su due note figure delle rappresentazioni horror, una classica e una più contemporanea.


Marco Siena: "Vecchio Flint" ("Vecchio Flint" #1)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Si ritorna sempre volentieri nelle terre di Marco Siena: ancora una volta nel mondo rurale si nasconde un orrore e ancora una volta qualcuno va a stuzzicarlo (in questo caso l'orrore viene stuzzicato una volta all'anno). E' uno strano vampiro quello che ci propone l'autore (fortunatamente più vicino all'immagine tradizionale che alle sue recenti rivisitazioni glitterate e/o sdolcinate) ed è una strana compagine quella che lo caccia per tradizione di famiglia. Ed è inaspettata la conclusione che vede la compagine apparentemente sciogliersi mentre nella campagna, di fatto, tutto resta immutato. Sostiene l'autore di avere materiale per uno sviluppo (un buon motivo per sostenere l'autore, quindi, per dirlo con un gioco di parole) e sarebbe davvero interessante ritrovare Romeo, Serena, Mattia e Dick. E anche il vecchio Flint, naturalmente.

Marco Siena: "Due cappi per Flint" ("Vecchio Flint" #2)
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
E così Marco Siena mantiene la promessa di dare un seguito al suo "Vecchio Flint" e lo fa alla grande. Ritroviamo i protagonisti della storia precedente ("è una novelette") compreso il "cattivo" della storia, non più vampiro (interessante l'idea che si tratti di un wendingo introdotto in Italia dai soldati americani durante il secondo conflitto mondiale) e non più solitario. Nell'infuocata estate della bassa modenese si consuma la caccia tra rivalità femminili, vecchi segreti e "consigli" per come pubblicare horror rurali italiani in formato digitale come autori indipendenti. Insomma Marco Siena, ancora una volta, riesce a superare se stesso e si conferma autore di punta per la nostra narrativa di genere.


Alessandro Girola: "L'altra strada" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un grande ritorno di Girola al suo ciclo "Italia Doppelganger" e a quei luoghi dove due differenti realtà sono separate da una tenue cortina. Questa volta il protagonista, stressato dal traffico e dal lavoro, imbocca "l'altra strada" per cercare di arrivare al lavoro in orario e si ritrova in un mondo totalmente differente. "Ci sono troppe cose che escono dai binari della normalità, e lui ha un background culturale che lo sta mettendo in allerta": come in "Milano Doppelganger" abbiamo il piacere di esplorare l'inframondo e incontrare i "doppelganger" ma, questa volta, grazie alla maggiore consapevolezza del protagonista si riescono ad inquadrare meglio i particolari di questa diversa realtà e dell'organizzazione che mantiene il controllo dell'equilibrio tra i due mondi. Insomma si apre un possibile ampio scenario non dissimile da quello di "Mondo Delta" (cfr. "Il treno di Moebius") e nel quale non mi spiacerebbe tornare, prima o poi.

Alessandro Girola: "Battuta di caccia" (ciclo "Italia Doppelganger")
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Un killer è alla ricerca di Oksana, una escort russa scomparsa da mesi, contemporaneamente ad un imprenditore, suo cliente. Le tracce portano a Decia Luperci, nella bergamasca, "la gente del posto non vuole che i forestieri si fermino qui. Ammesso che una persona sana di mente abbia mai pensato di farlo". Un luogo che ha alle spalle una storia di sparizioni, "un posto intriso di sangue fin dalla sua creazione".
Siamo nell'orrorifica Italia Doppelganger di Alessandro Girola, dove solo un velo divide la realtà da altri mondi. Soprattutto in luoghi isolati come Decia Luperci dove "non si mettono in dubbio le tradizioni secolari", e dove, a sorpresa, cacciatori e cacciati possono perfino scambiarsi di ruolo.


Yuri Abietti: "Cthulhu: chi era costui?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
"Cthulhu è stato gradualmente trasformato in una sorta Godzilla alieno" e Yuri Abietti in questo veloce saggio prova a rimetterlo al proprio posto nell'ottica originale del suo creatore, Lovecraft, agnostico dichiarato, andando sfrondare la mitologia "spuria" (e in un certo senso, "cristianizzata") originatasi ad opera di Derleth e Wandrei, a merito dei quali va sicuramente la diffusione delle opere di HPL.
Ecco quindi, al centro del saggio, un'ottima analisi de "Il richiamo di Cthulhu" e, a conclusione, un elenco delle opere incentrate sulla figura di Cthulhu.
In ogni caso occorre sempre ricordarsi che "Ph'nglui mglw'nafh Cthulhu R'lyeh wgah'nagl fhtagn".

Yuri Abietti: "Slenderman: mito o realtà?" 
Autoproduzione (disponibile su Amazon)
Slenderman, l'Uomo Magro ("un uomo con completo e cravatta dal volto privo di lineamenti"), è un mostro nato in rete il 19 giugno 2009 (nell'ambito di un contest di manipolazione digitale) e tracimato nella realtà.
L'autore traccia il ritratto del nostro mostro che pare avere i tratti di fate e folletti e di figure archetipali quali il wendigo e che, a un certo punto, dai creepypasta e dai giochi di realtà alternativa sconfina nel mondo reale, una sorta di forma-pensiero che si trova al centro di fatti di cronaca nera in zone rurali, boschi, parchi giochi.
Un'inquietante rappresentazione del disagio, uno "spirito del suicidio", sicuramente non reale ma espressione della parte oscura dell'umanità ("non siamo in grado di creare dio, ma siamo bravissimi a creare demoni").


I post precedenti della della serie "Letture Uno-Due".

giovedì 27 luglio 2017

Letture seriali #8.1 - Delos Passport (da 4 a 7)

Ancora un post prima di dileguarmi (ma non per molto tempo) per le meritate ferie.

Di recente abbiamo fatto quattro chiacchiere con Fabio Novel riguardo a "Delos Passport", collana che Fabio cura per Delos Digital, e, negli ultimi giorni, sono riuscito a portarmi alla pari con le uscite citate nel post precedente: quindi ho pensato di inventarmi delle appendici alle letture seriali già pubblicate dove andare progressivamente ad aggiungere materiale (una serialità delle serialità).

In generale "Delos Passport" offre delle letture veramente interessanti ma devo confessare che, su tutte, quella che mi ha colpito maggiormente è stata "Sotto gli occhi di Pericle" di Scilla Bonfiglioli.
Badate che, in questo caso, si tratta puramente di gusto personale e non di un giudizio qualitativo; non me ne vogliano. quindi. gli altri autori che hanno comunque proposto lavori più che meritevoli di attenzione, a dimostrazione della bontà del lavoro che sta svolgendo Fabio come curatore della collana. 

Vi lascio, quindi, i commenti che ho depositato su Amazon (chissà che non possano funzionare anche come suggerimenti di lettura per le vostre ferie) in rigoroso ordine di uscita.


Scilla Bonfiglioli"Sotto gli occhi di Pericle" (Delos Passport #4)
Mito e realtà si intrecciano in una Atene in bilico tra accoglienza e odio verso lo straniero. Ci sono dei e mostri, in questa storia, e ci sono persone che amano, soffrono, vivono. C'è la violenza declinata in tutte le sue sfumature (l'odio montante verso il diverso, lo straniero, il povero, la donna) ma c'é la speranza per un possibile riscatto: "Libera gli schiavi facendo tremare la terra e le mura delle regge, togliendo il fiato. Sempre con un aspetto diverso, mai riconoscibile. Il dio straniero che viene da oriente". E ci sono possibili lieti fini per storie reali e mitologiche.


Oriana Ramunno"Baba Jaga" (Delos Passport #5)
Dalla Piazza Rossa ai moli di Murmansk, dove giacciono i cadaveri radioattivi dell'Atomflot ex sovietica, Anja, ingegnere nucleare appiedato, si trova coinvolta in una losca vicenda di furto di materiale atomico, sia per motivi di tipo professionale, sia per questioni "di famiglia". Un racconto, ambientato nella gelida notte artica, tra thriller e denuncia, dove in una vecchia fiaba dal finale reinventato, Baba Jaga, è celata la chiave per rendere pubbliche le responsabilità di chi si è arricchito per anni con il traffico di materiale radioattivo: "Nomi importanti, che ancora oggi sono ai vertici di questa nazione. [...] È una lista per cui molti pagherebbero col sangue o col denaro".


Andrea Franco"So dove sei" (Delos Passport #6)
Una storia nera raccontata su due linee temporali, una storia di crimini, amore e vendetta, di uomini e donne che vivono ai confini del giorno e ai confini del mondo, dove la violenza è sempre un'opzione a portata di mano. Uomini e donne di terre differenti ma, in fondo, simili per attitudini, "gente, semplicemente". Bastiano sa dove trovare Mihaela: lo sa perché ognuno appartiene in modo particolare ai propri luoghi e lo si può leggere negli occhi: "Lei, quando mi parlava di Brașov, aveva la stessa luce. So dove sei…".


Marco Ischia"Ucciso il 4 luglio" (Delos Passport #7)
"In America tutto è grande": questo riassume il nostro modo di vedere l'America, derivato dalle nostre grandi esperienze vissute semplicemente attraverso il piccolo e il grande schermo. Ischia gioca con questo modo di vedere le cose e riesce a costruire una storia assai divertente che vede al suo centro un "dummy" italiano che si trova in America (in Florida, per la precisione) quasi per caso. Le foto di un omicidio, avvenuto il 4 luglio come si può intuire dal titolo, su una memory card sono la causa scatenante dell'azione in cui sono trascinati protagonisti, poliziotti corrotti, marines e gang portoricane fino al conclusivo stallo alla messicana, una situazione "degna della migliore delle sceneggiature", e alla battuta finale. 


DELOS PASSPORT
>>> Letture seriali #8 - I "Passaporti" di Fabio Novel [link]
>>> Sul Delos Store [link]
>>> Su Amazon [link]

lunedì 24 luglio 2017

Santi & Fattuchiere (Mana in crowdfunding)


C'è questo progetto di scrittura in crowdfunding, "Santi & Fattucchiere", di Davide Mana a cui dovete assolutamente partecipare perché:

- Davide è un autore di ottimo livello;
- il progetto è interessante e corposo (e comprende già dei bonus);
- il fantastico italiano deve essere sostenuto in tutte le sue forme e soprattutto quando si propone attraverso canali "nuovi" ;
- lo dico io.

Questo il link ai post su Strategie Evolutive (tag: crowdfunding) che ora leggerete e vi invoglieranno a partecipare:



Sapendo che siete pigri a leggere tutti quei pochi post, lascio la parola a Davide per una rapida introduzione ai contenuti della storia che sta scrivendo.


1. Location

Allora, cominciamo col dire che, a questo punto, le storie sono due.

"Santi & Fattucchiere" si svolge in Piemonte, in Provincia di Asti - quello che io chiamo Astigianistan, nelle stesse località che fanno da sfondo ai miei Terrori della Valle Belbo ed alla serie di avventure di Buscafusco, che pubblico in lingua inglese.

C'è poi una storia-bonus, che ho messo in conto per ringraziare i miei sponsor e perché 90 giorni sono tanti. Il titolo è ancora da stabilire, ma la storia si svolge su una piccola isola della Polinesia Francese. E nelle acque circostanti.


2. Genere delle storie

"Santi & Fattucchiere" è un poliziesco hard boiled di ambientazione contemporanea.
Qualcuno ha rubato le reliquie di un santo medievale.
La comunità neopagana e new age della Valle Belbo viene accusata del furto, e si rivolge a Buscafusco, sorta di detective senza licenza che vive fuori Nizza Monferrato in una roulotte, per recuperare la refurtiva e stabilire la verità.
C'è anche un minuscolo elemento di occulto e di folk horror, ma davvero un minimo.

L'altra storia, quella ambientata in Polinesia, il cui genere è stato scelto per votazione dai lettori del mio blog, è una storia di fantascienza piuttosto hard, e si svolge nello stesso "universo" del mio racconto "Blooper" - siamo da qualche parte nel ventiduesimo secolo, e ci sono dei problemi, ma non sono i nostri problemi. Sono i problemi dei nostri nipoti, e sono diversi.
Ci sono anche dei delfini. E una scogliera o due.


3. Motivi per partecipare al crowdfunding oltre a quelli che già esposti sopra

La mia eterna gratitudine? Piuttosto moscia, come motivazione, eh?
La possibilità di leggere l'unica storia in italiano della serie "Buscafusco"? Scarsa anche questa, credo.
Ma posso a questo punto promettere (e questa è una anteprima assoluta) che ci sarà anche un terzo racconto per tutti gli sponsor. E varie altre cose che verranno annunciate ufficialmente dopo ferragosto, mano a mano che il traguardo si avvicina.
E sì, comunque anche la mia eterna gratitudine.


Ringrazio Davide per avere buttato il suo tempo prezioso con me e, a questo punto, a voi rimangono solo tre cose da fare: 

1. dovete necessariamente leggere i post al link che vi riporto qui (sia mai che vi perdiate mentre risalite il post): I post su Strategie Evolutive che vi raccontano il crowdfunding

2. dovete necessariamente partecipare al crowdfunding per non passare per quei tignosi che dicono voi siate: Il crowdfunding per "Santi & Fattucchiere"

3. dovete passare parola agli amici e diffondere l'iniziativa.

Altrimenti vi vengo a prendere uno a uno...


Qualche lettura per allenarvi

>>> "Gli orrori della Valle Belbo" su Amazon e su Runneapolis
>>> "Blooper" su Amazon e su Runneapolis


mercoledì 19 luglio 2017

Letture seriali #8 - I "Passaporti" di Fabio Novel

 
La serialità che vi propongo questa volta è quella di "Delos Passport", una collana curata da Fabio Novel e pubblicata da Delos Digital.

Fabio è stato ospite qui l'anno scorso e avevamo parlato della sua attività di scrittore, sia come autore di CE che autoprodotto (qui il post dell'intervista).
Ci eravamo lasciati con un suo ebook in uscita per le ex-Edizioni Imperium: "La prima pietra" (ne parlo qui) in effetti uscì in quell'edizione ma, dopo poco tempo, il catalogo di Edizioni Imperium confluì in Delos Digital e il racconto di Fabio è diventato il capofila della nuova collana.

Anticipo subito i miei commenti alla seconda e alla terza uscita dalla serie e poi faremo qualche chiacchiera con Fabio.


Diego Zandel: "L'ustascia, le donne e Dio" (Delos Passport #2)
Europa, fine anni '80: due amici d'infanzia, croati, che nella vita hanno effettuato scelte opposte si ritrovano, dopo anni, al confronto finale.
Da una parte Marko trova che la sovranazionalità jugoslava sia una buona soluzione per il quieto convivere di popoli diversi, dall'altra Boris sente  il peso dell'occupazione comunista e l'urgenza della rivendicazione dell'identità nazionale, espressa anche attraverso una concezione fanatica del credo religioso.
Silvia, la donna italiana conosciuta occasionalmente da Boris, è l'ultima vittima di un modo di pensare tipico di chi propugna una morale assoluta e perversa e sarà la soluzione finale del conflitto tra i due amici.
Tornando al quadro d'insieme, in quegli anni "vi era un proliferare di gruppi ideologicamente affini, dagli ustascia croati ai lupi grigi turchi, dai terroristi sudtirolesi ai fascisti italiani ai terroristi palestinesi, tutti foraggiati dalla grassa borghesia bavarese in collusione con i trafficanti di armi e di droga". Letto oggi, mentre stiamo tornando a dare voce e vita a quei nazionalismi fanatici, il racconto pare parlarci di un nostro possibile immediato futuro. Da brivido.


Lorenzo Davia: "Vendetta finlandese" (Delos Passport #3)
In un periodo di transizione ("C’è una guerra fredda. È come una moda. Viene, crolla un muro e se ne va, ma poi torna. Adesso sta tornando.") il Silenzioso, agente segreto che si occupa di soluzioni estreme, si trova sotto diretto attacco.
"Forse era quello il futuro. Soldi e morte radiocomandata. Robot assassini.": è la tecnologia a farla da padrona nel racconto. E il suo utilizzo per scopi di spionaggio e vendetta.
Tra russi invadenti e nuovi capi compiacenti verso gli ingombranti vicini, sarà la traccia tecnologica a portare il Silenzioso al cospetto del suo avversario ma sarà, alla fine, il lato umano a chiudere il caso.


F.: Ed eccoci finalmente con Fabio. Ciao e grazie per essere ancora qui. Come sai, ho apprezzato molto "La prima pietra" (preso quando era edito da Imperium) e mi ha fatto piacere scoprire che è poi è diventato il biglietto da visita della nuova collana "Delos Passport". Come si diventa curatori di collana? O, meglio, come e da chi nasce l'idea di creare una collana a partire dal tuo racconto?

F.N.: Caro Fabio, grazie per avermi invitato nuovamente. E grazie per aver dato fiducia a "La prima pietra". Sono particolarmente contento che tu lo abbia apprezzato, perché sei un lettore attento sia ai contenuti razionali che a quelli emozionali delle narrazioni.
Come si diventa curatori di collana? Mi chiedi. Be', in svariati modi. Ma, tutto sommato, di base due.
A qualcuno, un ruolo viene proposto, per competenze ed esperienze pregresse. Ciò avviene sia nel caso del lancio di una collana nuova, o come passaggio di testimone di una preesistente.
Talvolta, invece, la collana è espressione di un progetto proposto da qualcuno (che quasi sempre già opera in qualche modo nel campo), il quale offre contestualmente a un editore la sua idea e il proprio servizio di curatela. È questo il caso mio, con Delos Passport.
Avevo un'idea. Da tempo. E la volontà di portarla avanti. Di organizzarla, gestirla nei suoi vari aspetti. L'acquisizione del racconto "La prima pietra" ha catalizzato una mia aspirazione pregressa. Soprattutto ho trovato in Silvio Sosio, di Delos Digital, l'interlocutore editoriale che in questo progetto, e nel sottoscritto, ha creduto. Dandomi l'autonomia che cercavo.


F.: Perché "Passport"? Cosa lega insieme le storie che stai proponendo?

F.N.: Perché la collana si propone come un "passaporto" narrativo per il mondo. Ogni racconto trova svolgimento in una diversa location internazionale, posta all'attenzione del lettore sin dalla grafica di copertina, dove una sorta di timbro d'entrata sul passaporto (che fa da logo alla collana) riporta di volta in volta il nome dello stato in cui la trama si dipana.
Agli Autori/ici viene richiesta una particolare attenzione all'ambientazione, la quale, salvo misurate eccezioni, gioca pertanto un ruolo assolutamente fondamentale nell'economia dei racconti presentati.
Stiamo parlando quindi di una collana di interesse per chiunque segua la narrativa in genere, senza preclusioni, ma è ovviamente dedicata in particolare a quanti amano anche viaggiare, conoscere il mondo, le sue persone e/o i suoi eventi e/o i suoi luoghi e culture, il suo fascino sfaccettato e le sue brutture, i suoi problemi ma anche le sue piccole o grandi gioie.


F.: Come avviene la selezione per l'inclusione e la pubblicazione nella collana? Ti occupi di tutto tu personalmente?

F.N.: Sì, mi occupo io della selezione.
Sono partito contattando io un gruppo di scrittori/ici per ottenere un blocco di titoli di partenza. Ora che siamo entrati a regime, con sette numeri all'attivo, sto ricevendo varie proposte.
A primavera, abbiamo anche lanciato un contest intitolato "Ucciso il 4 luglio", mirato a: 1) individuare un racconto specifico per l'uscita di Delos Passport 7, che era calendarizzata appunto per il 4 luglio; 2) fare un po' di scouting. Posso dichiararmi soddisfatto dell'esito dell'operazione. Ci ho investito parecchio del mio sempre più risicato tempo libero, ma ho individuato alcuni autori e autrici papabili, i cui testi mi sono piaciuti, anche se ho preferito alle loro candidature un racconto di Marco Ischia, parimenti intelligente, ma più leggero e ironico (e adatto ad un periodo estivo e "vacanziero"), con un'ambientazione specifica e mimetica (Fort Lauderdale, in Florida), che per l'occasione convive con l'immaginario "americano" dello schermo.
Come curatore, mi occupo anche dell'editing dei lavori e (insieme agli autori stessi, le cui preferenze voglio armonizzare con le mie e con l'auspicata efficacia estetica) delle bozze di copertina, poi finalizzate da Silvio Sosio.
Lavorare insieme agli autori nelle fasi di editing è la parte più interessante. A volte è semplice, fluida, a volte più articolata e sfidante. E non si pensi dipenda necessariamente dalle capacità di chi scrive: capita di diventare più esigenti a volte perché ci sono storie che la competenza del narratore già rende valide in prima battuta, ma presentano dei potenziali inespressi sui quali è bene indagare con l'autore stesso, per individuare una possibile condivisa strada di perfezionamento del testo.


F.: Ci puoi dire dove possiamo andare con i tuoi Passaporti, in compagnia di chi e a fare cosa? 

F.N.: OK, elenco per ordine di uscita…
Con me, nell'Azawad (Mali), per una drammatica storia d'amore, tra indipendentismo tuareg e fanatismo islamico ("La prima pietra").
Con Diego Zandel, negli ultimi anni dell'ex-Jugoslavia, per un noir che scava in rancori profondi, non ancora superati a tutt'oggi ("L'ustascia, le donne e Dio").
Con Lorenzo Davia, per scoprire che vuole eliminare il Silenzioso, agente di punta dell'intelligence finnica ("Vendetta finlandese").
Con Scilla Bonfiglioli, ad Atene, tra profughi e crisi economica, tra la Grecia della realtà contemporanea e quella del mito arcaico ("Sotto gli occhi di Pericle").
Con Oriana Ramunno, tra i veleni nucleari di Murmansk, per scoprire la verità sulla morte di un padre amato ("Baba Jaga").
Con Andrea Franco, a Brazov, nella Romania transilvana. Per ritrovare Mihaela, a costo di restarci secco ("So dove sei").
Con Marco Ischia, in Florida, in compagnia di una sorta di "italiano medio", per una sorta di black comedy che, su uno sfondo reale, gioca con gli stereotipi dell'immaginario del grande e piccolo schermo ("Ucciso il 4 luglio").


F.: Dopo sette numeri, puoi dirci se la collana è ben avviata?

F.N.: Rodaggio ottimo sotto vari aspetti. Non nego che avevo qualche aspettativa in più in termini di vendite iniziali su alcuni titoli, ma le possibilità del mercato digitale sono abbastanza note, e poi i meccanismi dimostrano che a volte alcuni ebook vengono "scoperti" con ritardo, e io ci conto.
Sono comunque assolutamente soddisfatto di quanto abbiamo pubblicato sinora, della collaborazione con gli/le autori/ici e dei riscontri dai lettori, per quanto i commenti esplicitati in rete non siano purtroppo ancora numerosi. A tal proposito, lancio una cortese richiesta a chi ha comprato qualche nostro titolo in un e-store dove il voto o la recensione sono possibili: lasciate una traccia, un commento personale, anche semplice, essenziale! Lo so, pure io non sono un "bravo" lettore moderno, in tal senso, benchè non per pigrizia: non commento molto ciò che leggo, su Amazon o altri siti. Quindi, sono un po' in imbarazzo a chiedere uno sforzo ai lettori di Delos Passport, quando non sono di vero esempio. Diciamo però che, anche se non lo merito io, lo meritano le penne in scuderia!
Tornando alla collana… Esprimevo prima la mia soddisfazione per quanto fatto, ma sono parimenti consapevole che il miglioramento e la crescita vanno perseguiti con passione e costanza, per la soddisfazione del lettore ma anche come iniettore motivazionale per noi che queste storie le costruiamo e pubblichiamo. E quindi ci stiamo dando da fare in tal senso (il plurale non è majestatis, include il team di autori e l'editore).
Pur mantenendo nella collana varietà di stili, generi e approcci, oltre che di location (che garantisce di raggiungere sia la diversità dei lettori più orientati che la diversità di gusti dei lettori onnivori), tra i miei primi desiderata ci sarebbe ricevere proposte sempre più originali per tematica, tra quelle che guardano ad eventi o casi o persone con una connotazione territoriale o culturale o geopolitica ancor più marcata, e attente a certe problematiche, puramente locali o con riflessi internazionali che siano.
In tal senso, tra i pubblicati, abbiamo tra le righe già affrontato alcuni temi forti, come l'accoglienza dei profughi, i rifiuti radioattivi, l'integralismo, i fanatismi… A settembre parleremo del Kurdistan, più in là ci sarà una storia che graviterà attorno alla pena di morte.
Comunque, vorrei vedere ancor più fantasia e originalità nell'individuare spunti inusuali, narrazioni capaci di emozionare fotografando o filmando situazioni più atipiche per la nostra narrativa… Come ho già avuto modo di dire in un'altra intervista, basta per esempio aprire un qualsivoglia numero della rivista "Internazionale" per trovare spunti dai (o attorno ai) quali far scresce una bella storia fatta di protagonisti "veri", benché di fantasia. Donne e uomini dei nostri tempi.


F.: Puoi sbilanciarti sui "prossimamente"?

F.N.: Ben volentieri!
Dopo la pausa estiva, Delos Passport riprende con un corposo reportage dalle zone che compongono il puzzle del Kurdistan, la nazione divisa, narrato dalla giornalista Selene Verri. Paola Rondini ci porterà a Baku. Pietro Spirito, un altro giornalista e scrittore (finalista allo Strega, qualche anno fa), ci farà scoprire Pes, in Ungheria, ancora una volta sulle tracce di una donna, o piuttosto di un proprio bisogno. Poi saremo in India, con un bel hard boiled speziato tandoori. In Danimarca, con un tocco di SF. Ancora negli States, per parlare di pena di morte, e poi anche per un noir in quel di Los Angeles. E in Somalia, tra ieri e oggi; alle Canarie, per uno strano furto; ancora nella ex-Jugoslavia, sulle coste croate, in compagnia nientemeno che del maresciallo Tito; in una base americana in Italia, per risolvere il caso di una morte sospetta; in…
Be', dai, l'avete capito. Il mondo è enorme, di storie da raccontare (e da leggere) ce ne sono!


F.: Invece, tornando a te, ci sono dei "prossimamente" tuoi?

F.N.: Ahi. Accidenti, questa brucia. Perché, in effetti, nel tempo che posso permettermi di mettere a disposizione di questa mia passione per la narrativa, mi sto ora concentrando solo su Delos Passport, e durante questo 2017 i miei lavori in stand by non hanno fatto un passetto in avanti, fosse uno. Lo so: si dice che un autore non dovrebbe mai confessarlo. Ma io non sono uno che la mena.
Mi è stato chiesto di recente di partecipare a un nuovo progetto, con un mio racconto. L'idea ce l'ho già. Essendomi impegnato, sarà l'occasione buona per rimettermi in gioco in una missione da Operativo.


F.: Grazie, Fabio. Magari ci ritroviamo tra un altro anno... ;)

F.N.: Se me lo sarò meritato, chiamami. O magari chiama qualcuno dei miei "viaggiatori" narrativi. :)


DELOS PASSPORT
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