sabato 24 giugno 2017

Stare su Facebook

La "reaction" mancante
Per una volta facciamoci un po' di cazzi miei e vediamo come io penso che si debba stare sui social, in particolare su Facebook.

Ognuno di noi (o quasi) ha un profilo sul quale tende a sbrodolare le peggiori parti di sé: 
- cazzi propri; 
- pensieri estemporanei;
- cazzate che percorrono l'intera gamma tra "scemo" e "più scemo";
- esternazioni politiche, sociali e sessuali;
- orrori cinematografici, fotografici, letterari, musicali e artistici in senso lato;
- gatti & altri animali pucciosi;
- buongiornissimi, kaffè, citazioni pseudoletterarie e glitter;
- calciatori, veline e altri personaggi di immeritata notorietà;
- varie & eventuali.

Naturalmente queste stronzate vengono pubblicate su un profilo "privato" e buona educazione dice che, se non siete d'accordo con quanto scritto (o anche solo non piace o non interessa), potreste evitare di fare diventare un post un campo di combattimento, soprattutto se vi sentite supportati da una fede che vi conferisca il diritto di pontificare sulle idee altrui.

Ma se voi portate le vostre crociate sul mio profilo ("privato", al quale avete accesso finché non mi rompo i coglioni), io vi sego senza farmi troppi pensieri, chiunque voi siate, per una serie di motivi:
- sono qua per divertirmi;
- ho una naturale avversione per i fideisti, da quelli che ascoltano solo la "buona vecchia musica" (o leggono solo la "buona vecchia fantascienza", o guardano solo i "buoni vecchi film", o si rapportano nostalgicamente ai "bei vecchi tempi") agli infervorati testimoni di un qualunque dio (oltremondano o terreno che sia);
- superano abbondantemente gli scarsi limiti della mia sopportazione, in particolare, gli anti-vax, gli sciacazzari, i complottari di ogni ordine e grado, gli alternativi alla scienza e alla ragione, quelli che scrivono €uropa, quelli che fanno apologia di fascismo, i razzisti, gli omofobi, i luddisti, i prepotenti, i maleducati, il "nuovo che avanza" (grazie, Marco), i #massimiesperti, gli evangelisti di ogni tipo, i fanatici, gli influencer raccattacontatti, i non-sono-xyz-ma, gli esibizionisti dell'ignoranza e, probabilmente, anche tu (sì, proprio tu) che stai leggendo questo post;
- se io non vengo a tirare sassi nei vostri stupidi e fangosi thread sul vostro profilo (che, con buona probabilità, ho già segnato da parecchio tempo come "da non seguire"), potreste sforzarvi di fare lo stesso.

A questo punto si dovrebbero mettere le cose in prospettiva: se vi sego da fb, questo vale quanto un sano vaffanculo. Ma non sempre un vaffanculo è per sempre (a volte magari sì, ma dovreste sapere valutare quando).
Mi spiego meglio: è come se decidessi che posso fare a meno di uscire a bere una birra con voi, non perché mi state sulle palle di principio ma, forse, perché non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello l'idea di fare quattro chiacchiere con voi davanti a una birra.
Il che non equivale a togliervi il saluto, ma solo a limitare le situazioni in cui ci si debba salutare.

Una questione di tranquillità: vaffanculo, quindi, e amici come prima.

Finale #1
Se qualcuno, alla fine di questa tirata, si sente offeso o pensa che io sia uno stronzo, amen: non posso e non voglio determinare il vostro modo di pensare e, in più, quello che potete pensare di me non rientra minimamente nei miei interessi, un po' come il calcio.

Finale #2
Se qualcuno, alla fine di questa tirata, pensa che io sia una persona orribile, mi faccia il favore di segarmi dai contatti subito, così evitiamo di perdere prezioso tempo di allegro cazzeggio. E, anche in questo caso, penso che la cosa non mi provocherebbe gravi turbe psichiche oltre a quelle che ho già in dotazione.


giovedì 22 giugno 2017

Uscite 2017: Waters, Feist, Lorde, Collica

Il 2017 mi ha portato quattro album interessanti di artisti di differenti generazioni.

 Waters, Feist, Lorde, Collica
Roger Waters, settantenne, sforna un album dopo 25 anni, sull'onda della sua passione politica (basta vedere le sue recenti riproposizioni live di muri e maiali in funzione anti Trump). Come ci si poteva aspettare il nuovo album non aggiunge assolutamente nulla, dal punto di vista musicale, alla carriera di Waters: è esattamente quello che ci si aspetta, cioé il Waters di "The Final Cut" più che di "The Wall" o "Animals". In fondo anche questo è rassicurante e "Is This The Life We Really Want?" è un buon album di rock "classico".
Dell'ultima ora il blocco delle vendite in Itala per denuncia di plagio delle cancellature di Emilio Isgrò nella cover art dell'album. Se riconosciuta l'accusa, il blocco potrebbe scattare ovunque e si dovrebbe provvedere a cambiare la confezione per poterlo mettere di nuovo in vendita. Ci appassiona questa vicenda? Mah, non tanto, forse anche meno.



Leslie Feist, quarantenne, non fa molti dischi ma riesce sempre a rendersi interessante. Questa volta accantona il suo indie pop raffinato e scanzonato (non distante dalla matrice dei suoi amici Broken Social Scene i quali, per fortuna, hanno un nuovo album in uscita) e ci propone "Pleasure", un album intimista con suoni tipicamente "alternative" conditi di sporcizia, rumore e confessioni. Forse per chi non è abituato al genere ci vogliono un paio di ascolti per farselo entrare in circolo ma, dal mio punto di vista, è un album decisamente interessante, sicuramente molto più di quello di Waters.

>>> "Any Party" (live)
>>> "I'm Not Running Away" (live)


Lorde è stata un fenomeno mediatico quattro anni fa con il suo esordio "Pure Heroine" (e la sua maggiore hit "Royal"). Una cosa travolgente per una ragazzina di sedici anni che è entrata all'improvviso nel mondo del pop con una identità propria (una cosa non da tutti, considerando che è più facile e remunerativo investire su modelli già consolidati) e senza usare culo e tette per sfondare.
Negli anni successivi, mentre tutti chiedevano una replica immediata del primo album, ha preferito fare cose diverse (ad esempio ha curato la colonna sonora del terzo "Hunger Games" e con la band di Bowie ha proposto una bellissima versione di "Is There Life On Mars?" ai Brit Awards 2016) e riappropriarsi della sua vita privata. Ora ha vent'anni e ha pubblicato il suo secondo album, "Melodrama".
Il secondo album è sempre la prova del nove: Lorde la supera decisamente con facilità, uscendo dagli arrangiamenti minimali del primo album, proponendo sè stessa in veste da ventenne e mantenendo riconoscibilità e identità. Che Bowie avesse ragione a definirla il futuro della musica?

>>> "Green Light"
>>> "Perfect Places" (live)
>>> "Liability" (live)


Tre album in dodici anni (2001-2013) col progetto condiviso con Hugo Race, Sepiatone, e tre album a proprio nome in dieci anni (2007-2017). E' un vero peccato che in troppo pochi conoscano i lavori di Marta Collica (stessa generazione di Feist, o poco dopo), con o senza Sepiatone o altri (nel 2016 ha collaboraro con gli italo-palestinesi Dounia all'album "Silent Town") e che non si siano lasciati condurre lungo percorsi notturni e intimisti, in delicato equilibrio tra un rock scarno, tracce psichedeliche e cantautorato folkeggiante. Insomma con l'ultimo album, "Inverno", Marta Collica si ripresenta in buona forma, delicata e riconoscibile, come vogliamo che sia e resti sempre.

>>> "Will We Know More"
>>> "In This Town" 
>>> "Clandestine" (live)


Buon ascolto.

lunedì 19 giugno 2017

Liebster Award 2017

Anche quest'anno mi è rotolato addosso un Liebster Award. La "colpa" è di Marco Siena, che ringrazio, autore ben conosciuto da queste parti e che mi cita sul suo blog "Prima di svanire".

Secondo bollino
dei Liebster Award
per Runneapolis

Le regole sono semplici:
- rispondere a 11 domande poste dal blogger che ti ha nominato
- nominare (e avvisare) altri 11 blogger con meno di 200 followers
- formulare 11 domande per chi nomini
- pubblicare il logo del Liebster Award (celo!)
- spiegare le regole (fatto!)


Quindi vado a rispondere alle 11 domande di Marco.

1) Devi rinunciare ai tuoi vizi, ma ti viene concesso di mantenerne uno. Così facendo, quell’unico che ti resterà ti sarà completamente pagato fino alla fine dei tuoi giorni. Quale tieni?

Intanto io non ho vizi ma solo buone abitudini, a volte ottime. Comunque una fornitura a vita di CD (ma vanno bene anche altri supporti) di musica potrebbe non dispiacermi.


2) Si cita sempre Hollywood (in casi rari, pure Bollywood) quando si parla di cinema. Ma tu non sei d’accordo e preferisci… ? Oppure sei d’accordo?

Sono un cinefilo distratto: a me piace soprattutto il cinema di genere e mi piace (o non mi piace) indipendentemente da chi me lo propone e dal formato (cinema, cartoni/anime, CGI). Mi irrita sentire parlare con disprezzo di "cinema americano" intendendolo soprattutto come hollywoodiano (e, ancora peggio, intendendo hollywoodiano solo come merda-che-parla-di-quanto-sono-buoni-gli-americani), senza tenere conto di produzioni indipendenti o altro. Le produzioni di Bollywood, invece, le ho sempre evitate ma, se qualcuno mi suggerisse un film horror o sf girato in quell'ambito e in cui non ballano e cantano, sarei ben disposto a una visione.


3) Gli artisti, spesso, si impicciano di questioni che esulano dal loro campo. Abbiamo visto il recente caso di Waters che non si fa i cazzi suoi sulla questione di Gaza, e non pensa invece alle proprie magagne… Tu senti di essere influenzato dalle loro battaglie, o te ne freghi e li segui solo per l’arte che producono?

Citi Waters, giustamente, che a breve sarà oggetto di un mio post (non tutto suo, però). Conosco le sue battaglie contro Israele e contro Trump e, in alcuni casi, mi sono sembrate più ossessive che equilibrate. Nonostante ciò io sono affezionato al musicista Waters, ex leader dei Pink Floyd, e alla sua musica.
Magari si trattasse di qualche altro musicista che ascolto con meno piacere, questi atteggiamenti potrebbero darmi fastidio e potrei perfino evitare di ascoltarlo (c'é talmente tanta roba che vorrei ascoltare che un musicista in più o in meno non sarebbe una grave perdita, compreso Waters per quello che è oggi).


4) Calcio o altro sport?

Sollevamento pinte. Specialità: doppio malto, rosse e scure. A ogni altro sport sono del tutto disinteressato.


5) Esiste un genere musicale che trovi dannoso oltre che inutile?

Negli anni sono diventato tollerante, perfino aperto, in ambito musicale. La musica trova il proprio ultimo significato nell'ascolto e ognuno ha il proprio orecchio e una propria capacità di ricavare significati da musica e testi. Ci sono generi musicali che personalmente trovo fastidiosi (quando non decisamente irritanti) ma, probabilmente, qualcun altro ne trae giovamento: ad esempio il neomelodico mi trova totalmente indisposto, ma anche il melodico italiano in generale non scherza un cazzo.


6) Un single malt o un rum agricole?

Qualche anno fa il secondo, ora il primo.


7) Se mi conosci un po’, sai quanto io ami il cosiddetto fumo lento. C’è qualcosa che ti incuriosisce o ti attrarre di questo mondo, quando leggi i miei post o vedi le foto?

Dei tuoi post mi piace la passione che trasmetti per quello che per te è sia un piacere che un lavoro. Ho provato col fumo lento, la pipa per un annetto una ventina d'anni fa, ma non fa per me: io sono schizzato tanto che _bevo_ le sigarette invece di fumarle.


8) Siamo (purtroppo per me) in piena estate. A cosa rinunci col caldo, e a cosa rinunci col freddo?

Non mi piace parlare in termini di rinucia: cerco di adattarmi, evitare di farne un dramma e mi limito a bestemmiare un po' nei momenti di maggior disagio. Comunque col caldo mi perde di consistenza il cioccolato e la nutella diventa brodo (messi in frigo diventano troppo duri e non vanno lo stesso bene), col freddo rinuncio a spostarmi in scooter per andare al lavoro e devo subire i fastidiosi esemplari del genere umano sui mezzi pubblici.


9) Il genere horror vive momenti altalenanti da sempre, ma ultimamente sembra godere di… ? Secondo te, buona o pessima salute?

La buona o pessima salute dipende da...? Distrubuzione? Produzione? Successo? Qualità? Non saprei proprio dire: mi limito a seguire autori e consigli di lettura e visione da chi se ne intende davvero. A volte posso non gradire, ma sono sempre curioso quando i suggerimenti sono ben motivati. 


10) A bruciapelo: un autore italiano di genere che tutti dovrebbero provare a leggere almeno una volta.

Massimo Carlotto. Il genere è il noir (mediterraneo).


11) Puoi passare una serata con un artista (vivo o morto, non ha importanza) che ami. Chi sceglieresti, e dove lo inviteresti?

Non ho mai avuto questo genere di trip e non mi sono mai posto la questione. Sarei curioso di fare quattro chiacchiere con Bowie, Barrett e Dick ma non necessariamente sulla loro produzione, giusto per cercare di capire le persone che stanno dietro ai loro lavori. Naturalmente li porterei in quache birreria con i tavoli di legno incisi dai frequentatori abituali.


Questa era la parte "semplice", Marco l'ha calibrata a mia misura, ora mi tocca passare alle domande da porre e alla vittima da designare.
Cominciamo da questa: nemmeno volendo potrei arrivare a undici nomine (anche perché i pochi blogger che frequento hanno già quasi tutti ricevuto la patacca) quindi, utilizzando il "metodo Siena", rifilo oneri & oneri a Michele Ricci di "Barbagamer Micro". :P
E, naturalmente, calibro le mie domande su di lui.

1) Qual è il tuo genere musicale preferito e quale il genere letterario preferito?
2) Considerata la risposta precedente, quale film riesce a combinare meglio i tuoi gusti?
3) Ci sono libri o film che sono all'altezza (non parlo di stretta aderenza, quanto di "atmosfera") dei giochi da cui sono tratti?
4) E, al contrario, da quale film si potrebbe trarre un gioco?
5) Cosa ne pensi delle correlazioni tra musica & satanismo, giochi & satanismo, horror & satanismo e sticazzi & satanismo?
6) I tuoi album hanno la copertina nera. Sei satanista?
7) Chi sono i tuoi riferimenti (generi o artisti) nella musica che componi?
8) Come ascolti la musica? Brani singoli, album per intero, discografie in ordine temporale?
9) Un titolo di qualsiasi cosa (libro, film, gioco) che è considerato universalmente una bruttura indicibile ma che, fanculo a tutti, a te piace e va bene così.
10) Quante ore ci vorrebbero in un giorno per stare dietro a tutto ciò che vorresti fare?
11) Hai un blog. Ora pensi di dare vita a un partito movimento blob politico?










venerdì 16 giugno 2017

Avere una musica in testa #2

Riesumo questa serie, iniziata e conclusa con un unico post nel gennaio 2011, innanzitutto perché capita spesso di avere una musica che ti si innesta nel cervello e non se ne va e poi perché il blog langue e per non farlo morire di morte naturale forse è meglio che scriva qualche cazzata ogni tanto.


Raouuuuuuuuuuuuuul
Raouuuuuuuuuuuuuul
Raoul and the Kings of Spain

Ogni tanto mi ritornano addosso, i Tears for Fears, e io mi lascio andare con piacere.

"Raoul and the Kings of Spain" (1995) è il secondo album dei TFF senza Curt Smith: in pratica è come se fossero i primi due album solo di Roland Orzabal (il primo è "Elemental", 1993) che hanno precededuto il suo "vero" album solo "Tomcats Screaming Outside" (2001).
Entrambi gli album hanno ricevuto ben pochi complimenti dalla critica ma, per un motivo o per l'altro, io sono piuttosto affezionato a tutti e due.

Smith e Orzabal, successivamente, si sono riuniti per fare un nuovo discreto album ("Everybody Loves a Happy Ending", 2004) e io mi aspetto sempre che, prima o poi, tirino fuori qualche altra sorpresa.

Intanto, da ieri, mi si è piazzata in testa questa. 




When the seventh of the seventh son
Comes along and breaks the chains
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Making it plain, making it sane
To turn this loss into a gain 
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Did you know your father was an island
Did you know your mother was the sea
Can we ever hope to seek asylum
From the bounds of fate and family

When the seventh of the seventh son
Comes along and breaks the chains
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Making it plain, making it sane
To turn this loss into a gain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Did you know all mothers come from heaven
Did you know all fathers come from hell
That is why they're at sixes and seven
That is why their marriage isn't well

When the seventh of the seventh son
Comes along and breaks the chains
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Making it plain, making it sane
To turn this loss into a gain
Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain

Raoul, Raoul, Raoul and The Kings of Spain


Roland Orzabal mi è sempre stato particolarmente simpatico, lo considero un ottimo autore in ambito rock/pop, e l'ho apprezzato ancora di più quando ho scoperto essere il produttore del primo album internazionale di Emiliana Torrini ("Love in the Time of Science", 1999). E voi sapete quanto io ami la Torrini.

Ma intanto ho in testa questa...

Raouuuuuuuuuuuuuul
Raouuuuuuuuuuuuuul
Raoul and the Kings of Spain