giovedì 22 giugno 2017

Uscite 2017: Waters, Feist, Lorde, Collica

Il 2017 mi ha portato quattro album interessanti di artisti di differenti generazioni.

 Waters, Feist, Lorde, Collica
Roger Waters, settantenne, sforna un album dopo 25 anni, sull'onda della sua passione politica (basta vedere le sue recenti riproposizioni live di muri e maiali in funzione anti Trump). Come ci si poteva aspettare il nuovo album non aggiunge assolutamente nulla, dal punto di vista musicale, alla carriera di Waters: è esattamente quello che ci si aspetta, cioé il Waters di "The Final Cut" più che di "The Wall" o "Animals". In fondo anche questo è rassicurante e "Is This The Life We Really Want?" è un buon album di rock "classico".
Dell'ultima ora il blocco delle vendite in Itala per denuncia di plagio delle cancellature di Emilio Isgrò nella cover art dell'album. Se riconosciuta l'accusa, il blocco potrebbe scattare ovunque e si dovrebbe provvedere a cambiare la confezione per poterlo mettere di nuovo in vendita. Ci appassiona questa vicenda? Mah, non tanto, forse anche meno.



Leslie Feist, quarantenne, non fa molti dischi ma riesce sempre a rendersi interessante. Questa volta accantona il suo indie pop raffinato e scanzonato (non distante dalla matrice dei suoi amici Broken Social Scene i quali, per fortuna, hanno un nuovo album in uscita) e ci propone "Pleasure", un album intimista con suoni tipicamente "alternative" conditi di sporcizia, rumore e confessioni. Forse per chi non è abituato al genere ci vogliono un paio di ascolti per farselo entrare in circolo ma, dal mio punto di vista, è un album decisamente interessante, sicuramente molto più di quello di Waters.

>>> "Any Party" (live)
>>> "I'm Not Running Away" (live)


Lorde è stata un fenomeno mediatico quattro anni fa con il suo esordio "Pure Heroine" (e la sua maggiore hit "Royal"). Una cosa travolgente per una ragazzina di sedici anni che è entrata all'improvviso nel mondo del pop con una identità propria (una cosa non da tutti, considerando che è più facile e remunerativo investire su modelli già consolidati) e senza usare culo e tette per sfondare.
Negli anni successivi, mentre tutti chiedevano una replica immediata del primo album, ha preferito fare cose diverse (ad esempio ha curato la colonna sonora del terzo "Hunger Games" e con la band di Bowie ha proposto una bellissima versione di "Is There Life On Mars?" ai Brit Awards 2016) e riappropriarsi della sua vita privata. Ora ha vent'anni e ha pubblicato il suo secondo album, "Melodrama".
Il secondo album è sempre la prova del nove: Lorde la supera decisamente con facilità, uscendo dagli arrangiamenti minimali del primo album, proponendo sè stessa in veste da ventenne e mantenendo riconoscibilità e identità. Che Bowie avesse ragione a definirla il futuro della musica?

>>> "Green Light"
>>> "Perfect Places" (live)
>>> "Liability" (live)


Tre album in dodici anni (2001-2013) col progetto condiviso con Hugo Race, Sepiatone, e tre album a proprio nome in dieci anni (2007-2017). E' un vero peccato che in troppo pochi conoscano i lavori di Marta Collica (stessa generazione di Feist, o poco dopo), con o senza Sepiatone o altri (nel 2016 ha collaboraro con gli italo-palestinesi Dounia all'album "Silent Town") e che non si siano lasciati condurre lungo percorsi notturni e intimisti, in delicato equilibrio tra un rock scarno, tracce psichedeliche e cantautorato folkeggiante. Insomma con l'ultimo album, "Inverno", Marta Collica si ripresenta in buona forma, delicata e riconoscibile, come vogliamo che sia e resti sempre.

>>> "Will We Know More"
>>> "In This Town" 
>>> "Clandestine" (live)


Buon ascolto.